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Settimana negativa per le Borse europee. A Piazza affari giù le…

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Settimana negativa per le Borse europee. A Piazza affari giù le banche, tengono le utility

Andamento titoli
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La settimana di Piazza Affari si è chiusa su toni negativi, sulla scia dell'incertezza sul futuro della Brexit, che ha tenuto in scacco il Vecchio Continente, e del cattivo andamento di quasi tutti i comparti (male soprattutto banche, sanità, assicurazioni e tecnologici). Piazza Affari non ha fatto eccezione, complice l'allargamento dello spread tra i rendimenti di BTp decennali e Bund di pari scadenza, che è salito nell'ottava a 313 punti, contro i 298,7 di una settimana fa, mentre il rendimento dei titoli decennali italiani è salito al 3,499%, contro il 3,397% del 9 novembre e il 2,099% di fine 2017. Il Ftse Mib, che ha terminato la seduta di venerdì in ribasso dello 0,14%, ha archiviato la settimana con un peggiore -1,97% (questo ha portato il calo da inizio anno al 13,61%).
La performance di Milano è stata la peggiore tra i listini europei: Parigi nell'ottava ha perso l'1,6%, Madrid lo 0,85%, Francoforte l'1,63% e Londra l'1,29%. A gravare sui listini europei sono stati un po' tutti i principali comparti, con i tecnologici (-3,85% nell'ottava lo Stoxx Europe 600 Technology), immobiliare (-3,78%), delle assicurazioni (-2,85%), dei beni personali e per la casa (-3,24%) e della sanità (-2,74%) a pagare il conto maggiore. In Italia le small cap (-6,05% il Ftse Italia Small Cap Index) e il comparto bancario (-3,77%) hanno segnato la performance peggiore, mentre le utility hanno retto il colpo e chiuso in positivo (+0,45% nella settimana il Ftse Italia All Share Utilities). Sul FTSE MIB, su base settimanale i rialzi maggiori sono stati quelli di Campari (+3,43%), Terna (+3,14%) eA2a (+3,07%), mentre i ribassi più sostenuti sono stati quelli di Prysmian (-9,43%), Mediaset (-8,41%) e Stmicroelectronics (-6,39%). Sul fronte dei cambi, l'euro si è rafforzato sul biglietto verde, chiudendo la settimana in rialzo dello 0,59% a 1,1401dollari (si attestava a 1,1608 dollari a fine settembre e a 1,1683 dollari a fine giugno).

Borse europee venerdì sul filo della parità, Milano -0,14%
Dopo avere trascorso ampia parte della seduta in calo, Piazza Affari nell'ultima parte della seduta ha cercato lo spunto per chiudere in positivo, finendo però poco sotto la parità (-0,14%), complice lo spread che ha chiuso a 312 punti, sui massimi di giornata (314 ieri). Il buon andamento delle utility ha sostanzialmente compensato il calo delle banche. Il recupero è riuscito solo in parte anche alle altre piazze europee (Parigi -0,17%, Francoforte -0,11%, Madrid -0,08% e Londra -0,1% circa), penalizzate dai finanziari dalla possibile revisione dei tempi di fine del Quantitative Easing annunciata da Draghi. Ad aggiungere pressione è il cattivo andamento dei tecnologici, dopo alcune indicazioni poco convincenti arrivate dai colossi Usa Nvidia e Applied Materials (a MilanoStmicroelectronics (–1,54%), mentre è durato poco il sostegno per il riavvicinamento tra Pechino e Washington sul fronte commerciale (il tema ha però sostenuto il settore auto, in recupero anche a Piazza Affari con Brembo prima della classe a +2,19%).

Astaldi exploit. Bene le utility tengono a galla Piazza Affari
La protagonista assoluta è Astaldi dopo che Salini Impregilo ha presentato una manifestazione di interesse preliminare e non vincolante concernente le attività collegate al settore costruzioni del gruppo romano. In Borsa Salini è positiva.
A Piazza Affari bene Campari (+2,46%) e soprattutto le utility (Terna +1,97%, A2a +1,21%, Snam Rete Gas +1,33% ed Enel+1,08%) sostenute dal buon andamento del comparto in Europa. A Francoforte bene E.On +1,68% e Rwe +3,52%, che nei giorni scorsi hanno pubblicato trimestrali positive e hanno confermato i target, cosa che spinge le azioni. Il comparto è sotto i riflettori anche negli Stati Uniti, dove il colosso californiano PG&E balza del 45% dopo il crollo della vigilia: rischia costi milionari a causa del coinvolgimento nei roghi che hanno colpito l'area di Los Angeles, ma le autorità locali hanno già detto che non la lasceranno fallire.

Bene Telecom dopo S&P, in coda Prysmian
Tornando al Ftse Mib, da segnalare il calo tutto sommato contenuto di Tenaris (-0,96%), che non ha risentito eccessivamente del crollo della rivale Vallourec (-33% a Parigi): il gruppo francese ha ridotto le perdite nel terzo trimestre, ma quelle dei primi nove mesi dell’anno si sono allargate. Positiva invece Telecom Italia (+1,9%), dopo che S&P ha lasciato invariato il rating a «BB+», pur abbassando l'outlook da positivo a stabile: l'agenzia ritiene che il colosso italiano abbia retto meglio delle concorrenti all'ingresso sul mercato di Iliad e che abbia mostrato una performance operativa resiliente. Incertezze invece sulla continuità manageriale e sull’aderenza al piano strategico a causa dell'uscita dell'amministratore delegato Amos Genish (il Cda per la nomina del successore è in calendario per domenica). Fuori dal listino principale, a passo rapido Fincantieri (+5,34%), che ha siglato un contratto da 200 milioni di euro per interventi di ammodernamento e allungamento di tre navi della flotta Windstar. In fondo al Ftse Mib ancora Prysmian: le azioni del gruppo dei cavi, già ieri molto penalizzato dopo la trimestrale per la cautela degli analisti sulle prospettive del 2019, scontando, secondo gli operatori, il fatto che il gruppo danese Nkt (-19% a Copenhagen) ha rivisto al ribasso la guidance del 2018 e ha espresso un outlook cauto sul 2019.


Il cambio euro / sterlina

In Europa male i tecnologici, petroliferi incerti
Per quanto riguarda le Borse europee, che hanno chiuso la seduta sul filo della parità, tranne Londra (-0,34%), a mettere il freno sono stati in particolare i bancari (-0,74% l'Euro Stoxx 600 banche), i tecnologici (-0,67%) e il comparto delle costruzioni (-0,68%). A Francoforte tra i cali più vistosi c'è stato quello di Volkswagen (-2,52%), mentre Deutsche Boerse ha brillato con un +4,2%. Male in tutta Europa il comparto tecnologico, sulla scia dei ribassi delle americane Nvidia e Applied Materials, che hanno sollevato dubbi sullo stato di salute del mercato nei prossimi mesi: StMicroelectronics, che a Piazza Affari ha perso l'1,54%, ha chiuso una seduta negativa anche a Parigi (-1,18%) e lo stesso vale per Infineon (-2,98% a Francoforte) e Asml (-2,99% ad Amsterdam). Il rialzo del petrolio non ha dato grande sostegno ai titoli del comparto: Royal Dutch Shell ha segnato un +0,11% ad Amsterdam, Bp un -0,45% a Londra, mentre a Milano Eni e Saipem hanno lasciato sul campo rispettivamente lo 0,51% e l'1,17%.

Sterlina recupera dopo tonfo di ieri. Petrolio prosegue rimbalzo
Il prezzo del petrolio prosegue la risalita dai minimi degli ultimi dodici mesi nonostante il forte aumento degli stock di greggio americani: nell'ultima settimana c'è stato un +10,2 milioni di barili secondo le statistiche annunciate dal dipartimento dell'Energia Usa. Il Wti dicembre sale di quasi un punto percentuale a 57,6 dollari al barile, il Brent gennaio sale a 68 dollari al barile.
Sul fronte dei cambi, sale l'euro a 1,1369 dollari (da 1,1309). La sterlina recupera terreno dopo il tonfo di ieri legato al caos innescato dal via libera del Governo May all'accordo sulla Brexit: il cambio sterlina/dollaro sale a 1,2856 (da 1,2746), il cambio euro/sterlina scende a 0,8844 da 0,8870.

In Usa produzione industriale sotto le stime
A ottobre, la produzione industriale negli Stati Uniti è salita per il quinto mese di fila, ma lo ha fatto meno di quanto previsto dagli esperti. Secondo quanto reso noto dalla Federal Reserve, il mese scorso la produzione industriale è cresciuta dello 0,1% rispetto a settembre, quando ci fu un +0,2% (dato in ribasso dall'iniziale 0,3%); gli analisti attendevano un aumento dello 0,2%. La produzione è salita del 4,1% rispetto all'ottobre 2017.

Spread chiude sui massimi di giornata a 312 punti
Chiude la giornata in lieve calo rispetto a ieri ma sui massimi di seduta lo spread BTp/Bund che si mantiene sopra i 310 punti base. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco ha terminato la settimana a 312 punti base, dai 314 punti della chiusura di ieri. In frazionale calo anche il rendimento dei titoli decennali italiani, al 3,49% dal 3,50% di ieri.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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