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Tim, Gubitosi nuovo amministratore delegato. I consiglieri Vivendi si…

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Tim, Gubitosi nuovo amministratore delegato. I consiglieri Vivendi si preparano a impugnare la delibera

Il consiglio di Telecom Italia, iniziato alle 17,30 di domenica 18 novembre, ha nominato Luigi Gubitosi amministratore delegato e direttore generale. Gubitosi uscirà dal comitato controllo e rischi, essendo diventato consigliere esecutivo, e lascerà l’incarico di commissario in Alitalia. Un problema formale era sorto per il fatto che il manager, da commissario-pubblico ufficiale, aveva firmato la gara di fornitura alla compagnia di bandiera vinta da Tim. E dunque, secondo un parere legale, sarebbe stato in conflitto d'interessi nell’assumere la guida del fornitore telefonico.

Problema però risolto con un controparere fornito dallo studio legale GOP, Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners che ha sgombrato il campo alla nomina, già “benedetta” dalla politica. Sul nome di Gubitosi, passata esperienza in Wind e Rai, si è ricompattata la maggioranza del board espressa dal fondo attivista Elliott. Gubitosi è il primo ad della storia di Telecom Italia a non essere nominato all'unanimità. I cinque consiglieri espressi da Vivendi – l'ex ad sfiduciato Amos Genish e l'ex presidente Tim nonché ceo della media company transalpina Arnaud de Puyfontaine – hanno contestato, fin dall'inizio, l'iter che ha portato alla revoca delle deleghe di Genish e la procedura per la sua sostituzione. In particolare la contestazione più pesante riguarderebbe le riunioni degli indipendenti per scremare le candidature con l'esclusione dei tre amministratori indipendenti in quota francese – Giuseppina Capaldo, Marella Moretti e Michele Valensise. Questione che è già all'attenzione del collegio sindacale presieduto da Roberto Capone.

Già nel comitato nomine di mercoledì 14 novembre e di domenica mattina i due componenti minoritari in quota francese, Capaldo e Valensise, avevano avanzato obiezioni formali, rifiutandosi di avvallare qualsiasi candidatura. Tutto porta a ritenere che i consiglieri di minoranza, espressione del primo azionista Vivendi che ha il 23,94% del capitale ordinario, siano pronti a impugnare le delibere del consiglio prese con la sola maggioranza Elliott. A logica questa sarebbe la premessa legale per chiedere la revoca dei consiglieri di maggioranza (se non tutti almeno buona parte), ma l'assemblea potrebbe poi essere richiesta non da Vivendi bensì da un azionista con almeno il 5%, deluso di come si sia trasformato in un incubo il sogno della public company (impossibile) Telecom.

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