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Astaldi, un’ipotesi di spezzatino come alternativa al nuovo socio

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Astaldi, un’ipotesi di spezzatino come alternativa al nuovo socio

Agf
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In uno scenario in cui il settore delle costruzioni italiane mostra segnali preoccupanti, con diverse compagnie in stato di crisi o in tensione finanziaria, Astaldi si trova nella difficile situazione di dover mettere a punto un piano di ristrutturazione nell’ambito della procedura di concordato in continuità aziendale approvata dal Tribunale di Roma lo scorso ottobre. Sulla scorta di queste variabili si va formando uno quadro che vede al momento due potenziali soluzioni per il salvataggio del “patrimonio” dell’azienda, inteso anche come contratti e dipendenti del gruppo.

La prima ipotesi sulla quale da tempo stanno lavorando gli advisor della società punta a iniettare risorse fresche nel capitale dell’azienda attraverso l’ingresso di un nuovo socio, magari un fondo. A questo si accompagnerebbe il riconoscimento, da parte di un altro soggetto, di nuova finanza. Come già segnalato da Il Sole 24 Ore, nelle settimane scorse il gruppo si è rivolto al mondo della finanza alternativa sondando diversi alternative lender fino a comporre una shortlist di tre nomi, che dovrebbe comprendere Elliott, Apollo e Tpg, per ottenere supporto.

Esigenza, quest’ultima, che si è fatta ancora più stringente come già emergeva dalla prima relazione finanziaria datata 31 ottobre. Ma che al momento non è stata ancora soddisfatta, stante l’attesa di un accordo gli alternative lenders vista la preoccupazione degli istituti di credito a concedere altre risorse senza garanzie concrete. Ecco perché al di là della potenziale proroga, che fa slittare i termini della presentazione del piano a metà febbraio, alcuni osservatori ritengono che il tempo stringa.

Per questa ragione starebbe prendendo forma un’ipotesi differente rispetto a quella appena descritta e che troverebbe il favore di una parte dei creditori. In particolare, si guarda alla possibilità di spacchettare sostanzialmente in due Astaldi mettendo da una parte tutte le commesse e dall’altra le concessioni. Il passo successivo punterebbe poi a cedere l’intero portafoglio ordini della compagnia a un operatore terzo e a tenere invece le concessioni con l’obiettivo poi di liquidarle nel tempo.

In questo senso, va ricordato che recentemente Salini Impregilo ha presentato ad Astaldi e ai Commissari nominati dal Tribunale una manifestazione di interesse preliminare e non vincolante per l’attività costruzioni della società romana. Diversamente non si sarebbe detta interessata alle concessioni. In proposito, gli asset chiave sono il Terzo Ponte sul Bosforo, per il quale da tempo è aperta una procedura di vendita e Goi Motorway, autostrada che, come recita il piano precedente, era destinata a finire sul mercato nel 2019. Per le due partecipazioni in passato era stato stimato un incasso potenziale superiore ai 700 milioni di euro.

In merito, non va dimenticato che la compagnia ha un bond da 700 milioni con scadenza al 2020.

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