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Allen&Overy: «Per Tim servizi il rischio è la concorrenza di…

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L'Analisi |il riassetto del gruppo di tlc

Allen&Overy: «Per Tim servizi il rischio è la concorrenza di Amazon»

Il progetto di una Tim pura società di servizi, senza gli asset infrastrutturali, sarebbe una sfida azzardata, in primo luogo per i concorrenti con cui dovrebbe trovarsi a competere, Amazon e Google, mentre la creazione di un operatore unico della rete in fibra è la naturale risposta alla pressione che i governi italiani hanno messo a Telecom attraverso la creazione di Open Fiber, partecipata da Enel e da Cdp. Tom Levine, partner e responsabile a livello globale del sector group Telecommunications dello studio legale internazionale Allen & Overy, analizza le evoluzioni di stretta attualità del mercato italiano delle telecomunicazioni e in una intervista con Radiocor spiega: «L’idea di un'azienda che sia un fornitore di contenuti media e di soli servizi telefonici, fissi e mobili, è insolita – sottolinea a proposito delle ultime ipotesi di scorporo delle attività servizi dal resto degli asset - Non ritengo possibile che un gruppo come Telecom Italia venda tutte le sue infrastrutture, diventi una pura azienda di servizi e competa efficacemente con un gruppo come Amazon che, dal canto suo, può diventare facilmente anche un virtual network operator. Quando sei un incumbent, come lo è Telecom Italia, è una scommessa enorme reinventarsi come azienda di puri servizi e competere con gruppi tipo Amazon o Google».

Rete unica in fibra è la risposta alle pressioni del Governo e di Open Fiber
E la concorrenza di Open Fiber sull’infrastruttura? «Quello che sta succedendo tra Tim e Open Fiber - prosegue Levine a proposito dei progetti per una infrastruttura in fibra unica - è comune a tutta Europa perche' questo e' il momento di costruire le reti in fibra ed è un'operazione molto costosa. L'anomalia rispetto al resto d'Europa è che Open Fiber è molto supportata dal Governo italiano e c'è stata molta speculazione sui motivi per cui sta spingendo cosi' tanto e per cui vuole mettere pressione a Telecom Italia. Situazioni simili si sono viste in Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito dove la presenza di più operatori di rete ha messo pressione agli incumbent. Va detto, comunque, che è inefficiente, da un punto di vista economico, avere due reti in competizione sulla stessa area. Quanto più Open Fiber andrà avanti nella costruzione della rete, tanto più Tim sarà interessata a creare un operatore di rete unico insieme a Open Fiber stessa».

Asta 5G ha costretto a offerte elevate ma applicazioni non ancora chiare
Nel mobile intanto Telecom potrebbe cercare una partnership con Vodafone per lo sviluppo della rete in 5G, un'asta dai costi elevatissimi che ha fatto molto discutere visti i 6,5 miliardi di euro messi sul piatto dai gruppi tlc: «In Italia c'è stata una dinamica piuttosto inusuale per cui i player, pur non sapendo quali saranno gli usi per il 5G e quanti ricavi porteranno, si sono trovati in una condizione per cui non potevano permettersi di non partecipare. La gara italiana è stata una sorpresa in questo senso, ma gli operatori di settore devono essere molto attenti a non pagare eccessivamente la banda» sottolinea il partner di Allen & Overy, aggiungendo pero' che il 'modello italiano' delle aste 5G non sara'per forza replicato dagli altri Paesi. «Non credo che quanto avvenuto in Italia con l'asta delle frequenze in 5G sarà un esempio per gli altri mercati europei:dipende sempre dalle caratteristiche e dalle dinamiche dei diversi mercati - argomenta il responsabile globale del settore telecomunicazioni dello studio legale - Fino a questo momento abbiamo visto che i Paesi europei hanno avuto approcci differenti nelle aste per il mobile. Due sono le difficoltà per gli operatori tlc in queste gare: la prima è l'approccio dei regolatori che attraverso queste gare fanno ingegneria di mercato (cioè determinano la futura struttura del mercato anche in termini di numero di operatori attivi, ndr) rendendo difficile per i gruppi capire quali offerte presentare, come strutturare i propri business plan e come predisporre i propri piani di investimento; la seconda riguarda gli usi futuri del 5G che al momento sono ancora nel campo della speculazione».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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