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Borse, bocce ferme in vista Fed e G20, a Piazza Affari a picco Tenaris

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Servizio |la giornata dei mercati

Borse, bocce ferme in vista Fed e G20, a Piazza Affari a picco Tenaris

Andamento titoli
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Giornata fiacca per le Borse europee, mentre si avvicina il G20 di Buenos Aires nel corso del quale si incontreranno il presidente americano, Donald Trump, e quello cinese, Xi Jiping, per affrontare il tema del commercio internazionale. Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha ammonito che l’economia mondiale potrebbe rallentare «più velocemente» di quanto indicato solamente lo scorso ottobre e in particolar modo potrebbero battere la fiacca in Giappone, Germania e Italia. L’Italia, tra l’altro, rimane sorvegliata speciale, nell’attesa di novità sulle trattative tra Roma e Bruxelles sulla manovra economica. A tenere gli investitori con il fiato sospeso oggi è stata anche l’attesa per il discorso di Jerome Powell, il numero uno della Fed, oltre che la minaccia di dazi americani sulle auto estere. A Milano il FTSE MIB ha chiuso in calo dello 0,18%, mentre lo spread è rimasto abbastanza stabile in area 292 punti.

L'incertezza domina i listini. Powell dà la carica a Wall Street
Le Borse europee sono state dominate dall’incertezza, visto che c’è grande attesa per gli incontri previsti nel fine settimana nel corso del G20 in Argentina. L’appuntamento clou sarà quello tra il presidente americano Donald Trump e l’omologo cinese, Xi Jiping, nel corso del quale sarà affrontato il tema del commercio internazionale. Larry Kudlow, il consigliere economico della Casa Bianca, ha detto che il presidente americano ritiene ci siano buone possibilità che verrà siglato un accordo. Indicazione, quest’ultima, che ha dato sostegno anche a Wall Street anche se molti osservatori restano scettici. In aggiunta oggi è stato confermato che l’economia Usa è cresciuta del 3,5% nel terzo trimestre, come già emerso dalla stima preliminare. A questo punto, però, gli investitori si interrogano sulla condotta della Federal Reserve. Il presidente dell'istituto centrale, Jerome Powell, all'Economic Club di New York. ha dichiarato che «i tassi d'interesse sono ancora sotto gli standard storici, e rimangono appena sotto il livello considerato neutro per l'economia, ovvero che non stimolano o rallentano la crescita economica». Parole che hanno fatto ingranare la quarta a Wall Street (le Borse europee invece erano già chiuse). Intanto Trump è tornato ad attaccare il banchiere centrale dalle pagine del Washington Post, affermando di «non essere contento neanche un po'» della scelta di Powell alla Fed.
Sul fronte internazionale il Fondo Monetario Internazionale ha ammonito che la decelerazione della crescita potrebbe essere più veloce rispetto a quanto previsto lo scorso ottobre, quando è stato indicato che il Pil mondiale aumenterà del 3,7% sia nel 2018 sia nel 2019, lo 0,2% in meno dei calcoli fatti a luglio. L’Fmi ha puntato l’incide sul rallentamento del Giappone e della zona euro, dove in particolare battono la fiacca Italia e Germania.

Occhi puntati su Tenaris e settore auto
A Piazza Affari l’attenzione è stata catalizzata da Tenaris, crollata del 7% dopo le notizia sull’incriminazione in Argentina del presidente e ceo, Paolo Rocca, per presunte tangenti pagate nel 2008 per ottenere contratti dal Governo della ex presidente, Cristina Fernandez Kirchner. Le autorità hanno congelato 4 miliardi di pesos di attivi (104 milioni di dollari). L’imprenditore ha tuttavia dichiarato di non essere a conoscenza di tali tangenti. Il cda della società ha subito espresso sostegno al numero uno, sebbene Rocca non possa abbandonare l’Argentina.
Sono inoltre rimaste sotto la lente le azioni del comparto auto di tutta Europa, sul timore che gli Stati Uniti annuncino a stretto giro dazi al 25% sulle vetture non Made in Usa. Del resto lo stesso Trump ha dichiarato che il suo governo sta studiando la possibilità di imporre dazi sulle auto costruite all'estero, dopo che General Motors ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di quattro stabilimenti negli Stati Uniti e uno in Canada, con un taglio di oltre 14.000 posti di lavoro. Con dazi del 25% sulle auto importate, ha spiegato il presidente americano «molte più auto sarebbero costruite qui e Gm non chiuderebbe gli impianti in Ohio, Michigan e Maryland. Fatti furbo, Congresso». Fiat Chrysler Automobiles ha perso l'1,47%, anche se gli analisti di Equita ritengono che il gruppo sarebbe colpito solamente in modo marginale, attorno al 5-7% del fatturato ex-Magneti Marelli. Ferrari è invece salita dell'1%, anche se gli stessi analisti di Equita hanno indicato che la casa del cavallino rampante potrebbe subire un maggior danno, producendo tutto a Maranello e registrando negli States circa il 25% del fatturato. La decisione potrebbe colpire invece Brembo (-0,95%) e anche Pirelli & C (-3,2%), dal momento che le società riforniscono i principali gruppi auto, tra i quali quelli tedeschi, i maggiori esportatori di auto Oltreoceano.

Bene le banche, in rialzo anche Mediaset
Per contro sono andate bene le azioni delle banche e in modo particolare quelle diBanco Bpm (+4,3%), nell’attesa del cda di domani che dovrebbe approvare la vendita di un pacchetto di sofferenze da circa 8 miliardi. Il board di domani potrebbe varare inoltre una riorganizzazione del credito al consumo.Banca Pop Er ha guadagnato lo 0,9%, Intesa lo 0,7%, Unicredit l'1,89% e Ubi Banca l'1,25%. Fuori dal paniere principale, sono volate dell'11% le Bca Carige, in attesa dell'assemblea del Fondo interbancario di salvataggio. Anche Mediaset è andata bene salendo dello 0,7% nel giorno in cui il Sole 24 Ore ha scritto che il governo vorrebbe mettere all`asta parte della banda liberata dalla local Tv.

Andamento dello spread Btp / Bund

Luxottica debole nell'attesa risultati dell'ops, sotto la lente Telecom
Tra i titoli a maggiore capitalizzazione Atlantiaha perso l'1,18%, nel giorno in cui il ceo, Giovanni Castellucci, ha annunciato di voler uscire da Aspi per avere un maggiore ruolo in Atlantia. Sono scivolate le Luxottica Group( -1,2%), nell'ultimo giorno utile per aderire all`offerta di scambio lanciata da Essilorluxottica.

Telecom Italia ha invece perso l'1,1% risentendo della sforbiciata del giudizio da parte di Goldman Sachs, da ‘Buy’ a ‘Neutral’. La banca d’affari ha puntato l’indice sia sull’indebolimento dell’economia italiana, sia delle controversie tra gli azionisti. D’altra parte gli esperti di Goldman hanno indicato che una eventuale aggregazione con Open Fiber potrebbe spingere le azioni. Proprio ieri c'è stato il via libera del Senato all'emendamento che spinge l'aggregazione volontaria tra i due concorrenti.

Bene Safilo in vista dell'aumento di capitale, stabile Astaldi
Fuori dal paniere principale, Safilo Group è salita del 2,2% all'indomani del cda che ha approvato i termini dell'aumento di capitale da 150 milioni. L`operazione prevede l`emissione di 17 azioni nuove per ogni 5 azioni esistenti al prezzo di 0,704 euro, con uno sconto del 21% sul Terp (prezzo teorico ex diritto). I diritti saranno trattati dal 3 al 11 dicembre e saranno esercitabili entro il 17 dicembre. Infine Astaldi è rimasta stabile, nel giorno in cui il Sole 24 Ore ha scritto che la società è al bivio tra l'ipotesi liquidazione con spezzatino o l'ingresso di un nuovo socio.

In Europa giù Continental, bene Axa
In Europa sono state gettonate le Sap (+0,7%), sull'onda dell'attività in crescita nel terzo trimestre 2018 della concorrente Usa, Salesforce. Sono invece state vendute a piene mani, lasciando sul parterre oltre il 4%, le Continental. A Parigi,
Axa ha guadagnato lo 0,73% dopo la revisione al rialzo degli obiettivi sui margini Renaul è salita dello 0,6 nel giorno in cui il ministro all'Economia, Bruno Le Maire si è opposto a qualsiasi variazione nella governance nell'ambito dell'alleanza, Renault-Nissan-Mitsubishi.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Euro si spinge sopra 1,13 dopo parole Powell
l'euro è rimasto per tutta la giornata al di sotto della soglia di 1,13 dollari, anche dopo la diffusione del dato sul pil Usa, confermato in crescita del 3,5% nel terzo trimestre del 2018. La divisa ha poi spiccato il volo sopra il livello di 1,13, subito dopo le parole di Jerome Powell, che ha parlato di tassi sotto gli standard storici da considerare neutrali per l'economia. Gli esperti hanno considerato il discorso più accomodante rispetto alla posizione espressa a ottobre, quando il numero uno della Fed aveva dichiarato che i tassi erano «probabilmente molto lontani da un livello neutro». Per altro nel frattempo anche i dati economici Usa non sono risultati particolarmente brillanti.

Petrolio volatile nel giorno dei dati sulle scorte Usa
Petrolio volatile nel giorno dei dati sulle scorte americane. Il valore del greggio ha più volte cambiato la direzione di marcia, confermandosi alla fine sui valori di ieri. Negli States le scorte americane per l'ennesima volta sono risultate superiori alle attese. Nel dettaglio, nella settimana conclusa il 23 novembre scorso, le scorte di petrolio negli Stati Uniti hanno registrato un rialzo per la decima settimana di fila, salendo di 3,577 milioni di barili a 450,485 milioni di unità. Intanto è scattato il conto alla rovescia per il meeting dell'Opec della prossima settimana. Le pressioni di Trump sull'Arabia Saudita, però, rendono più probabile uno status quo sulla produzione del cartello.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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