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UniCredit trova Pimco per il suo maxi-bond ma il conto è salato

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UniCredit trova Pimco per il suo maxi-bond ma il conto è salato

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Ieri Unicredit ha collocato un maxi bond da 3 miliardi di dollari a Pimco. Dietro all’operazione, piuttosto insolita, c’è una buona e una cattiva notizia per le banche italiane: il mercato delle obbligazioni non è chiuso (la prima) ma per entrarci bisogna pagare un prezzo alto (la seconda), decisamente più alto di pochi mesi fa.

Conto salato
Sul titolo a cinque anni il grande asset manager americano, infatti, ha ottenuto un rendimento di 420 punti base sul tasso swap a 5 anni in euro: tradotto, siamo intorno al 5%. Più o meno cinque volte di più rispetto a quanto la stessa banca aveva offerto a gennaio per un’obbligazione senior non-preferred. Dietro alla corsa del tasso c’è la vampata del rischio-Italia da gennaio a oggi, a cui si è unita la sempre maggiore urgenza con cui le banche dovranno sostituire o rinforzare le proprie riserve di capitale, stanti i rimborsi sempre più vicini dei fondi Bce e i nuovi requisiti di vigilanza imposti dai regolatori.

La sfida per il settore
La banca non ha commentato. Si è limitata scrivere in un comunicato che l’operazione «conferma la capacità di UniCredit di accedere al mercato in qualsiasi condizione». Ed è vero. Ma ora la palla è nel campo delle altre banche italiane, soprattutto quelle medie e piccole: troveranno anche loro un interlocutore come Pimco? Tornando a Piazza Gae Aulenti, il nuovo maxi bond sarà valido ai fini del nuovo standard prudenziale Tlac (Total Loss Absorbing Capacity) e si prevede un impatto positivo per gli attivi ponderati per il rischio (Rwa) di circa 73 punti base nel terzo trimestre 2018. Il collocamento è stato curato da Citibank, Morgan Stanley and UniCredit Bank in qualità di Dealers. Il titolo ha i seguenti rating attesi: Baa3 (Moody’s) / BBB- (S&P) / BBB (Fitch).

Il titolo UniCredit a Piazza Affari

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