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BTp, ecco perché le ultime aste sono andate bene, ma serve…

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rendimenti in flessione

BTp, ecco perché le ultime aste sono andate bene, ma serve prudenza sul 2019

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Il buon risultato delle aste di giovedì 29 novembre, con i rendimenti che sono tornati a scendere dopo il balzo di ottobre, sono la conseguenza delle attese del mercato per un accordo tra Italia e Europa sulla manovra approvata dal Governo. Lo dicono gli operatori interpellati da Radiocor, secondo i quali la flessione dei rendimenti è stata ampiamente anticipata dai guadagni accumulati dai BTp sul mercato secondario nei giorni scorsi.

A sostenere gli acquisti sono stati anche dei fattori tecnici, ad iniziare dal taglio delle aste di fine dicembre (una misura abituale per il Tesoro). Con questo collocamento il Tesoro si avvia quindi a chiudere il 2018 con emissioni nette sul medio-lungo termine pari a 237 miliardi (al netto di eventuali buyback), circa 30 miliardi in meno rispetto al 2017.

Tra gli altri fattori che hanno contribuito a sostenere i prezzi sul mercato primario c’è anche l’ingente flusso di scadenze (oltre 20 miliardi tra coupon e BTp in scadenza il prossimo 1 dicembre). A prendere posizione sui titoli sono stati gli investitori che tradizionalmente si spartiscono i bond a medio e lungo termine del Tesoro: ovvero le banche del circuito degli specialisti, qualche assicurazione e fund manager.

Archiviata un’asta positiva, non manca chi invita comunque alla cautela nei prossimi mesi. «L’anno prossimo – segnala Unicredit – l’Italia dovrà emettere 260 miliardi di euro in debito a medio/lungo termine: 25 miliardi in più rispetto a quest’anno. Inoltre, i rimborsi saranno concentrati nella seconda metà dell’anno. Nel primo semestre i rimborsi saranno inferiori a quelli del 2018, fornendo così molto meno supporto in un ambiente in cui non ci sarà più il sostegno del QE della Bce». Altro elemento da considerare è il fatto che l’ultimo collocamento del BTp Italia ha segnalato che la domanda del retail «non è forte, il che aggiunge un’altra fonte di incertezza».

UniCredit stima che BTp saranno sotto pressione nel primo trimestre del 2019 con uno spread BTp/Bund che potrebbe spingersi in area 350-375 punti base.

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