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Carige al rafforzamento, parte il bond subordinato fino a 400 milioni

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Carige al rafforzamento, parte il bond subordinato fino a 400 milioni

Il consiglio di amministrazione di Carige ha approvato questa sera il capital conservation plan e ha definito i termini dell'emissione di un prestito subordinato fino a 400 milioni, definendo le linee guida del piano industriale. Sul tavolo del cda anche la cessione di un portafoglio di sofferenze da circa 850 milioni. Al termine di una lunga seduta cominciata in mattinata e finita nel tardo pomeriggio, il consiglio della banca genovese, a quanto risulta (al momento della chiusura di questo articolo Carige non aveva ancora ufficializzato le decisioni assunte), ha dato «immediata esecuzione» al capital conservation plan (per cui la Bce aveva dato tempo all'istituto fino al 30 novembre) mediante la determinazione dei termini di emissione del prestito subordinato Tier 2 da almeno 320 milioni, che dovrebbe essere in collocamento a partire da domani.

La banca attende, infatti, che l'assemblea del Fondo interbancario di tutela dei depositi, che si riunisce sempre domani, dia il via libera alla sottoscrizione del bond, da parte dallo Schema volontario del Fidt. Se l'ok arriverà, lo Schema sottoscriverà il bond per 320 milioni. Il subordinato, che dovrebbe avere durata decennale e rendimento del 13%, peraltro è aperto anche ai soci di Carige e non solo. Fino alla data dell'assemblea, infatti, spiegano fonti finanziarie, sarà possibile la sottoscrizione, da parte degli attuali azionisti (i principali sono Malacalza Investimenti, Financiera Lonestar di Gabriele Volpi, Pop 12 di Raffaele Mincione e Spininvest di Aldo Spinelli) e «di altri investitori professionali». Il bond, oltre a prevedere il rimborso del denaro in scadenza, include, in caso di approvazione dell'esecuzione dell'aumento nell'assemblea degli azionisti del prossimo 22 dicembre, la possibilità che il rimborso dell'obbligazione possa aver luogo, in tutto o in parte, mediante consegna di azioni ordinarie della banca, in sede di esecuzione dell'aumento. L'adesione di altri investitori (soci e no) potrebbe portare l'emissione fino a un ammontare massimo di 400 milioni.

Tra i temi considerati nel cda si è affacciata, secondo rumors di mercato, la questione dei 256,5 milioni, tra perdite e rettifiche di valore su crediti, conteggiati nell'ultima trimestrale. E sarebbe in corso un approfondimento, da parte degli uffici interni, sui motivi per i quali questa somma non è emersa in precedenza, già col precedente consiglio. La questione potrebbe aprire la strada a un'azione di responsabilità nei confronti del vecchio cda

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