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Borse, risale l’ottimismo sulle prospettive ma lo spread rimarrà…

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L'Analisi |sondaggio assiom forex-radiocor

Borse, risale l’ottimismo sulle prospettive ma lo spread rimarrà alto

(Agf)
(Agf)

Dopo alcuni mesi di forti preoccupazioni, gli operatori di borsa appaiono ora più fiduciosi circa le prospettive dei mercati nel corso dei prossimi sei mesi. E’ quanto rivela il sondaggio di novembre condotto da Assiom Forex tra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor. Il totale di quanti prevedono rialzi per Piazza Affari balza infatti a quota 42 punti dai 30 di un mese fa. Per il 33% di questa fascia di operatori il rialzo sarà contenuto fra il 3 e il 10 per cento (dal 25% di un mese fa) mentre per il rimanente 9% (5% a ottobre) il rialzo sarà superiore al 10%. Scende al contempo in maniera considerevole, dal 37% al 26%, il numero di quanti prevedono indici stabili, una definizione che include variazioni massime del 3% sia al rialzo che al ribasso, mentre i pessimisti cedono solo un punto calando al 32% dal 33% di un mese fa.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

“Nell’ultimo mese di rilevazione gli operatori si sono mostrati lievemente più ottimisti rispetto all’indagine condotta ad ottobre – ha commentato il presidente di Assiom Forex Luigi Belluti - Infatti, nonostante prosegua il braccio di ferro tra l’Europa e il governo italiano sui numeri definitivi che caratterizzeranno la manovra di bilancio, il mercato inizierebbe a scontare il fatto che l’esecutivo possa incassare già un primo risultato rimanendo tecnicamente in sella fino alle elezioni europee e con ciò garantendo una relativa stabilità almeno per i prossimi sei mesi. Nonostante non si riscontri una netta prevalenza nelle aspettative degli operatori, il mercato azionario sembra essere considerato quello maggiormente esposto a tendenze rialziste”.

Ancora tensioni sul differenziale
Secondo il 91% degli operatori, lo spread è destinato a rimanere ancora a lungo un motivo di preoccupazione per investitori, aziende e famiglie italiane. A fronte di un 9% di operatori che punta a un ritorno del differenziale sotto quota 200 punti, il 30% vede infatti lo spread fra i 200 e i 250 punti e un ulteriore 37% lo vede oscillare fra i 250 e i 300 punti, ovvero nell’attuale fascia considerato che oggi quota attorno ai 280 punti. Da registrare tuttavia che il 24% degli operatori si attende un differenziale fisso sopra quota 300 punti. “L’elevata volatilità che ha caratterizzato il mercato dei titoli governativi italiani sembra riscontrarsi nell’elevata dispersione delle aspettative degli operatori – ha spiegato Belluti - Lo spread tra il rendimento dei Btp e dei Bund è visto da più del 70% al di sopra dei 200 punti per i prossimi sei mesi. Tuttavia aumenta in modo deciso, il numero di operatori (25%) caratterizzati da una visione maggiormente pessimista che si aspetta lo spread al di sopra dei 300 punti base”.

Bocce ferme sul mercato valutario
In attesa che la Bce fornisca nuove indicazioni sulle sue intenzioni di politica monetaria in occasione della riunione del 13 dicembre a Francoforte, la platea di operatori appare quasi perfettamente divisa fra chi prevede rialzi, cambi stabili o euro in calo. Nello specifico secondo il 35% degli operatori l’euro va incontro a nuovi ribassi rispetto al dollaro (un mese fa questa percentuale era al 38%) mentre un’analoga percentuale del 35% ritiene che il cambio rimarrà stabile (da 33% a ottobre). Pressoché stabile infine il numero di quanti prevedono rialzi: in totale sono il 30%, (contro il 29% di un mese fa) ma con una percentuale di super-ottimisti - cioè di quanti prevedono rialzi considerevoli - che balza al 6% dal 2% di ottobre.

Il cambio euro / dollaro

Maggioranza operatori vede cambio a forward guidance su tassi
L’ipotesi che la Bce possa modificare, forse già nella riunione di dicembre, la traiettoria prevista per il rialzo dei tassi a fronte di un’inflazione che rimane debole e di un’economia che sta attraversando una fase di debolezza dopo la forte crescita del quarto trimestre 2017 è ritenuta come probabile dal 60% degli operatori Assiom Forex. Secondo il rimanente 40% degli operatori invece la Bce deciderà di non intervenire sulla forward guidance e confermerà l’attuale orizzonte temporale che prevede tassi sui livelli attuali “almeno fino all’estate del 2019”. L’ipotesi di una modifica sul percorso atteso dei tassi è stata sollevata il 16 novembre dallo stesso governatore Mario Draghi in occasione del suo intervento allo European Banking Congress a Francoforte. In tale occasione, Draghi ha sottolineato come la “politica monetaria rimane strettamente legata ai dati ("reaction function") e pertanto in caso di un calo della liquidità o di un peggioramento dell'outlook dell'inflazione vi potrebbe essere un aggiustamento del percorso previsto per l'aumento dei tassi".

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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