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Mediobanca, il patto diventa leggero: fuori Bolloré, resta UniCredit

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Nel nuovo patto di consultazione “light” tra i principali soci diMediobanca, resta Unicredit con la propria quota dell’8,4% del capitale ed esce di scena definitivamente la Financère du Perguet di Vincent Bolloré (7,86%) che, dopo aver dato disdetta al patto di sindacato, ha deciso di non partecipare neanche al nuovo accordo di consultazione. Nessun nuovo azionista subentrerà agli attuali soci del patto di sindacato di Mediobanca che sarà dunque rinnovato, nella nuova forma dell'accordo di pura consultazione, con adesioni poco sotto il 20%. Sono queste le indicazioni che trapelano, secondo fonti finanziarie, alla vigilia dell'assemblea dei soci del patto che il presidente Angelo Casò riunirà domani nella sede di Piazzetta Cuccia per approvare il nuovo accordo parasociale. Sullo sfondo, il rinnovo integrale ad aprile del consiglio di amministrazione delle Assicurazioni Generali di cui Mediobanca è il primo azionista con una quota di poco superiore al 13%.

Il patto di sindacato di Mediobanca, che raggruppava finora il 28,47% del capitale dell’istituto fondato da Enrico Cuccia, aveva scadenza originaria al 31 dicembre 2019 ma prevedeva per gli aderenti la facoltà di disdetta anticipata entro il 30 settembre 2018 (con decorrenza dal 1° gennaio successivo). A fine settembre sia Bolloré che la famiglia Pesenti (1%) hanno disdettato il patto. Da allora, i contatti tra gli azionisti sono stati tenuti dal presidente dell’accordo parasociale Casò e da Ennio Doris, numero uno di Mediolanum, che si è adoperato perché i soci mantenessero in vita, seppur nella rivisitazione del patto light che lascia mani libere nella cessione delle quote, un accordo che dia stabilità all’assetto azionario di Mediobanca.

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