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Carige perde la causa contro Castelbarco, Montani e Apollo

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in tribunale

Carige perde la causa contro Castelbarco, Montani e Apollo

Carige perde la causa contro gli ex amministratori della banca Cesare Castelbarco Albani (già presidente dell’istituto) e Piero Montani (ex ad) nonché contro il fondo Apollo e la controllata Amissima . Il tribunale civile di Genova, infatti, ha rigettato la richiesta danni di di Carige nei confronti di Montani e Castelbarco e contro Amissima Holding (gruppo Apollo) e ha condannato l’istituto al pagamento delle spese legali sostenute dalle controparti per oltre 1 milione di euro.

Per quanto riguarda la cessione del comparto assicurativo della banca (le compagnie Carige Assicurazioni e Vita Nuova) , che secondo la parte attrice è stata fatta a un prezzo non congruo, il tribunale sostiene invece che, poiché Carige «non poteva evitare di uscire dal comparto assicurativo, tutta la fase successiva – di istruttoria, individuazione dell'acquirente e negoziazione – si ritiene compiuta con diligenza, tenendo conto delle condizioni di mercato che oggettivamente non erano favorevoli».

Secondo il collegio dei giudici «ben poche furono le serie manifestazioni di interesse per l’operazione oggetto di causa. E quando infine si è giunti alla valutazione delle tre uniche concrete proposte ricevute, la scelta è stata fatta dal cda sulla base di considerazioni approfondite – e condivise dagli advisor, dai sindaci e dai consulenti legali – e comunque non irragionevoli o superficiali».

Le motivazioni
Per il tribunale, dunque, «non è realisticamente sostenibile che Carige abbia subito gli effetti di eventuali comportamenti reticenti di Apollo». Né «si ritiene convincente l’affermazione» secondo la quale «il contratto sarebbe stato concluso a condizioni gravemente sproporzionate» per la banca.

In seconda battuta, il tribunale smonta la tesi della parte attrice che chiede una condanna per condotte non corrette riguardo all’offerta «formulata da Apollo il 10/2/2016 per l’acquisto dei Npl di Carige e per la riserva di un aumento di capitale che avrebbe consentito ad Apollo di avere la maggioranza assoluta della società; per l’interruzione, il 4/11/2015, delle trattative per l'acquisto di Creditis; per i prelievi tramite le compagnie (assicurative, ndr) a dicembre 2015, dell'importo complessivo di 446 milioni di euro».

I risarcimenti
Il tribunale, dunque, ha respinto le domande di parte attrice e la condanna alla «rifusione delle spese digiudizio sostenute dai convenuti», che liquida in questa misura: a Castelbarco compensi per 329.997 euro, oltre Iva e spese; a Montani compensi per 329.997, oltre Iva e spese; ad Amissima Holdings, Apollo Global Management, Apollo Management Holdings, Apollo Management International compensi per 428.996 euro oltre spese e Iva.

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