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Borse, tra Svizzera e Ue si procede a piccoli passi

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Borse, tra Svizzera e Ue si procede a piccoli passi

Un altro tassello nel confronto tra Svizzera e Unione Europea potrebbe essere aggiunto nei prossimi giorni. Entro lunedì potrebbe essere decisa la concessione di una nuova proroga al principio di “equivalenza” per consentire alle banche e agli intermediari dell’Unione di continuare ad accedere al mercato azionario svizzero anche dopo il primo gennaio. È quanto è emerso al termine della discussione della Commissione europea, secondo quanto riportato da alcuni media, stando ai quali la formalizzazione potrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana: un’eventuale estensione del riconoscimento dovrebbe essere approvato dagli stati membri dell'Ue, ma questo potrebbe avvenire in pochi giorni. La proroga dovrebbe consentire alle parti di avere più tempo a disposizione per la negoziazione già avviata da più di un anno, sugli accordi bilaterali tra Svizzera e Unione Europea.

Da almeno due anni l'Unione Europea ha chiesto alla Svizzera di rivedere gli accordi bilaterali, dalla gestione dell'area Schengen alla libera circolazione delle persone e delle merci, ma finora non è stata raggiunta alcuna soluzione accettabile per entrambe le parti. L’accordo dovrebbe anche legare più strettamente Svizzera e Ue anche attraverso un meccanismo di risoluzione delle controversie con il ricorso a un tribunale arbitrale.

Senza progressi nei negoziati, Bruxelles ha deciso di bloccare gli scambi con la Svizzera attraverso la sospensione del principio di equivalenza che potrebbe scattare dal primo gennaio se un accordo anche temporaneo non sarà trovato.

Venerdì scorso, il Consiglio federale svizzero ha rifiutato di sottoscrivere un accordo che avrebbe allineato il paese più strettamente alla EU, annunciando una consultazione pubblica sul piano che durerà fino alla prossima primavera senza escludere un referendum dopo la firma dell’accordo bilaterale.

La disputa potrebbe avere implicazioni per il post Brexit inglese perché l'uso del principio di equivalenza come arma politica potrebbe creare un preoccupante precedente per il settore finanziario del Regno Unito, dal momento che ci si aspetta che la City di Londra adotti lo stesso principio una volta abbandonata l’Unione.

Le autorità elvetiche ritengono che la Svizzera rispetti le condizioni per una equivalenza illimitata senza escludere di volere prendere in considerazione un’azione legale contro Bruxelles. La Svizzera si è sempre rifiutata di aderire all’Unione Europea come sancito dal referendum del 1992 in seguito al quale le relazioni sono state regolate da numerosi accordi bilaterali.

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