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Tim, Vivendi chiede revoca di 5 consiglieri Elliott. Conti, il cda…

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Tim, Vivendi chiede revoca di 5 consiglieri Elliott. Conti, il cda è indipendente

(Reuters)
(Reuters)

Vivendi rompe gli indugi e si prepara a una nuova battaglia su Telecom Italia. Il primo socio del gruppo chiede, infatti, di convocare un’assemblea di Tim per il rinnovo dei revisori, la revoca di cinque dei dieci consiglieri in quota Elliott, «in particolar modo di coloro che sono stati coinvolti nei problemi di governance», e la proposta di nomina di cinque nuovi amministratori. Dopo il pressing delle ultime settimane affinché il board di Telecom procedesse alla convocazione e dopo il nulla di fatto ottenuto nel consiglio del 6 dicembre, la media company francese entra dunque in campo e annuncia che, entro la fine della settimana, scriverà al consiglio di Telecom per spingerlo a convocare l'assemblea il più presto possibile. Una decisione presa, secondo quanto si apprende, nell'ottica di rinnovare la squadra e far ripartire un nuovo corso del gruppo. Nella rosa dei nomi candidati a sostituire i cinque consiglieri in quota Elliott, Vivendi punta, a quanto risulta a Radiocor, anche su manager italiani di rilievo. Un elemento, quello dell’italianità di alcuni consiglieri, che potrebbe giovare, qualora il gruppo francese dovesse tornare in sella al board di Telecom, nell’ottica dei rapporti con le istituzioni e il governo vista anche l’ipotesi, incentivata dall’esecutivo, di un’unica rete con Open Fiber.

Conti, non dovremmo perdere tempo a difenderci da un azionista
«Se siamo indipendenti, se abbiamo creato una public company, non dovremmo perdere tempo a difenderci da un azionista che ha di fatto creato questa situazione», ha dichiarato il presidente di Telecom Italia, Fulvio Conti a proposito della richiesta di Vivendi. «In cda siamo in 15 di cui 13 indipendenti - ha aggiunto - Siamo qui per difendere la nostra indipendenza, il nuovo piano e il nuovo management», oltre che per «servire gli interessi non solo di un socio, ma di tutta la base azionaria».

La linea dei francesi
La posizione espressa più volte da Vivendi di convocare una nuova assemblea per il rinnovo dei revisori era stata condivisa, con una raccomandazione, anche dai sindaci. Ma il consiglio del 6 dicembre, ancora una volta connotato da forti tensioni, non ha proceduto in tal senso. Una scelta, avverte oggi Vivendi, «come molte altre prima» che «va contro tutte le regole di governance ed è fonte di disorganizzazione». E' da ricordare che comunque il rinnovo dei revisori, in anticipo sulla scadenza di quelli attuali, è una best practice e non un obbligo di legge. Vivendi ha quindi deciso di procedere autonomamente, visto che la legge (articolo 2367 del codice civile) consente al socio con oltre il 5% (e il gruppo d'Oltralpe ha quasi il 24%) di chiedere la convocazione all’assemblea che il cda deve convocare «senza ritardo».

Si va verso un nuovo duell0
Dopo il ribaltone del 4 maggio, vinto da Elliott, si prepara dunque un nuovo duello tra i primi due soci del gruppo Tim. La mossa di Vivendi segue infatti alla sfiducia, votata, a maggioranza, dai consiglieri riconducibili a Elliott, nel consiglio del 13 novembre sull'amministratore delegato Amos Genish, scelto originariamente dal socio francese. Il 18 novembre il cda di Telecom ha quindi eletto Luigi Gubitosi nuovo amministratore delegato. Il consiglio del 6 dicembre scorso è stato connotato da tensioni e discussioni non solo sull'ipotesi di convocazione dell'assemblea, ma anche sulla sfiducia votata al manager israeliano.

Il consigliere Ferrari, annuncio di Vivendi «singolare»
«Comunicare che tra qualche giorno verrà comunicato è un po' singolare, perché si comunica un futuro annuncio. Non si capisce l'esigenza, rinuncio a capire». Così Massimo Ferrari, cfo di Salini Impregilo e consigliere di amministrazione di Telecom Italia, dopo che Vivendi ha annunciato che entro la fine della settimana chiedera' al cda di Tim di convocare un'assemblea per nominare i revisori e revocare 5 consiglieri. Ferrari ha notato che Vivendi potrebbe convocare direttamente un'assemblea «quando vuole» .

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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