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Riassetto di Trussardi al rush finale. Il fondo Quattro R pronto…

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Riassetto di Trussardi al rush finale. Il fondo Quattro R pronto all’ingresso

  • – di Carlo Festa

Il riassetto azionario della casa di moda Trussardi è in dirittura d’arrivo. Dovrebbe essere annunciata, probabilmente a giorni, l’intesa fra la famiglia azionista del gruppo bergamasco e il fondo Quattro R, che entrerà nella compagine azionaria in aumento di capitale. L’ingresso di Quattro R dovrebbe concretizzarsi attraverso un aumento di capitale da almeno 50 milioni di euro per rilevare l’80% circa di Trussardi. Al lavoro sull’operazione è Tomaso Trussardi, affiancato dal direttore generale Massimo Dell'Acqua, mentre sul versante legale la griffe è assistita dallo studio Bonelli Erede. All’accordo mancherebbero solo alcuni tasselli, fra cui il più rilevante è il via libera delle banche esposte verso la griffe del levriero.

La famiglia controlla il gruppo tramite la cassaforte Finos, dove sono presenti i fratelli Tomaso, Beatrice e Gaia Trussardi. Il probabile accordo con Quattro R arriva in una fase cruciale della società, che ha conosciuto anni molto difficili e ora sta provando ad uscire dal tunnel con un rilancio che è stato delineato nel piano finanziario 2018-2022.

La Trussardi ha terminato il 2017 con un fatturato di 154 milioni e ebitda sostanzialmente in pareggio: buone le performance della divisione scarpe (+35% rispetto alla stagione precedente) come pure del business degli accessori, arrivati a circa il 40% delle vendite, per un controvalore di circa 60 milioni di euro. Dall'inizio dell'anno il canale retail è inoltre cresciuto del 17 per cento.

L’azienda, sotto la direzione generale di Massimo Dell'Acqua (per oltre 11 anni managing director e braccio destro di Antonio Percassi) punta nel 2018 su un rilancio ulteriore: fra i fattori di sviluppo ci sono l’accelerazione del canale di vendita retail, con nuove aperture in Italia e all’estero. Tra i progetti la griffe del levriero intende infatti potenziare la rete retail in Russia e in Asia (in particolare in Cina). Ad agosto è diventata inoltre operativa la joint venture con il gruppo giapponese Yagi Tsusho. Sul tavolo ci sono poi il potenziamento dell’e-commerce e il posizionamento nell’area del contemporary luxury.

Sul lato più finanziario, lo scorso marzo la società ha ottenuto un finanziamento di 51 milioni di euro da un pool di banche (Bnl, Unicredit, Banca Intesa, Ubi Banca, Banco Popolare di Milano, Monte dei Paschi di Siena).

L’operazione, se tutto andrà secondo le attese e se non ci saranno sorprese, rappresenterà il primo investimento di Quattro R nel fashion: la Sgr, controllata al 60% dal management, ha tra i suoi sottoscrittori la Cassa Depositi e Prestiti, l’Inail, Inarcassa e la Cassa Forense.

Quattro R ha come target aziende italiane medio-grandi attive nel settore manifatturiero, nella distribuzione e nei servizi con fondamentali solidi, ma in temporaneo squilibrio finanziario: ha già investito in Fagioli (attiva nel settore dei trasporti) e Ceramiche Richetti, operazione che procede verso il closing. La Sgr ha come presidente un manager con approfondite conoscenze nel settore del lusso (fino al 2015 Ad di Pomellato) come Andrea Morante, mentre amministratore delegato è Francesco Conte. Sia dal gruppo guidato da Tomaso Trussardi e sia da Quattro R, contattati, non arrivano commenti sull’operazione.

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