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Editoria, i margini migliorano ma su ricavi e copie niente ripresa

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Servizio |Indagine R&S mediobanca sul settore

Editoria, i margini migliorano ma su ricavi e copie niente ripresa

L’industria editoriale italiana inverte la rotta sotto il profilo dei margini industriali nel 2017 e migliora ulteriormente nel 2018 ma non riesce a far ripartire i ricavi. Lo segnala l’analisi R&S Mediobanca sul settore. Il rapporto tra ebit e ricavi aggregato dei primi otto gruppi editoriali italiani è tornato positivo nel 2017 attestandosi al 4,1% (dal -5,7% dell’anno precedente) ed è salito al 5,3% nei primi nove mesi del 2018. Tale andamento ha beneficiato essenzialmente del taglio costi perché sul fronte del fatturato si è assistito a una ulteriore flessione (-6% a livello aggregato nel 2017 sul 2016) che porta il cumulato a -20,2% nel quinquennio 2013-17. In questo periodo i ricavi degli otto gruppi considerati -Mondadori, Rcs Mediagroup, Gedi, Il Sole 24 Ore, Monrif, Caltagirone Editore, Cairo Editore, Class con i primi tre che rappresentano l’83% del totale ricavi 2017 - è passato da 4,3 miliardi a 3,5 miliardi. A livello di risultato netto si assiste, segnala lo studio, a una progressiva riduzione delle perdite nette che passano da 651 milioni del 2013 a 56 milioni nel 2017.

In cinque anni le perdite aggregate raggiungono gli 1,2 miliardi di euro. Migliorano gli indicatori finanziari: il rapporto tra debiti finanziari e capitale netto è passato dal 76,1% del 2013 al 59,9% del 2017, la liquidità dal 31,6% al 34,8% dei debiti finanziari, ma languono gli investimenti pari all’1,2% delle immobilizzazioni materiali lordi a fronte del 5,3% della manifattura italiana.

Rispetto a resto Europa, fatturato in calo e investimenti fiacchi
I numeri in controtendenza rispetto a quelli dei principali Paesi europei con fatturato ancora in calo nel 2017 e resta piuttosto fiacca negli investimenti. Mentre i ricavi nel 2017 sono migliorati in Francia (+7,5% totale e +1,8% se si escludono le vendite delle nuove riviste de Le Figaro), in Germania (+2,6%) e anche nel Regno Unito (+1%). Per l’Italia invece c’è stato un -6% che porta il cumulato degli ultimi cinque anni a -20,2%. Nello stesso periodo invece si registra un +7,4% per la Francia, +0,8% per la Germania e -5,4% per il Regno Unito. Lo scorso anno comunque l’editoria italiana competitiva nella marginalità industriale (4,1% il rapporto ebit/ricavi) contro il 4,3% inglese, il 9,7% tedesco e lo 0,3% francese. Deboli gli investimenti: nel 2017 il rapporto con le immobilizzazioni materiali lorde è dell’1,2% a fronte del 2,6% inglese, del 3,4% inglese e del 7,2% tedesco.

In edicola forte contrazione: -1,6 mln copie al giorno dal 2013 a oggi
Pesante la contrazione delle vendite in edicola. I cinque anni 1,5 milioni di copie cartacee al giorno e il trend è proseguito anche nei primi nove mesi del 2018 con un ulteriore calo di quasi 140mila copie. Nel periodo 2013-17, la diffusione giornaliera media è passata da 3,7 milioni nel 2013 a 2,2 milioni nel 2017 (-40,5%) con una flessione di 400mila copie quotidiane (-15,4%) solo nel 2016. Nel periodo gennaio-settembre 2018 la flessione è stato di un altro 6,3%. L’andamento pur positivo delle copie digitali (+10% solo nel 2017 con 335mila) non compensa la riduzione della diffusione cartacea. A livello globale, sottolinea l’indagine, nel 2017 la diffusione cartacea è cresciuta del 3,4% e quella digitale del 179%. Nonostante i tassi di crescita del digitale, nel 2017 l’89,5% del giro d’affari mondiale proviene ancora dalla carta stampata. L’analisi di R&S Mediobanca si sofferma anche sull’andamento dei prezzi dei quotidiani cartacei e ne emerge che dal 2013 in Italia si è verificato un incremento inferiore alla media europea: se infatti il prezzo medio per copia in Europa è passato da 1,3 euro del 2013 a 1,8 del 2017 (+19,5%), mentre in Italia da 1,3 a 1,5 (+15,1%).

In cinque anni persi 3300 posti di lavoro
I dati di vendita e di ricavi hanno avuto evidenti conseguenze su organizzazione e dimensioni dei gruppi italiani: circa 3300 sono i posti di lavoro persi nel quinquennio 2013-2017, pari a oltre un quinto (21,7%) dell’organico totale dagli otto maggiori gruppi editoriali italiani (Mondadori, Rcs Mediagroup, Gedi, Il Sole 24 Ore, Monrif, Caltagirone Editore, Cairo Editore, Class). Nel solo 2017 la contrazione a livello aggregato è stata dell’8,8%. Sull’orizzonte di 5 anni, il costo del lavoro è sceso del 29% in un quadro generale che ha visto i costi di gestione complessivi calare del 27,7% (-28,3% costo carta e -27% altri costi). Nel confronto con gli altri Paesi europei, indica la ricerca, si osserva che la Germania ha riportato un incremento del 18,3% dal 2013 in termini di numero medio di dipendenti (+0,8% 2017 su 2016), la Francia un aumento del 5,4% in cinque anni (+1% l’anno scorso) e il Regno Unito una flessione del 2,4% nel periodo 2013-17 (+0,2% l’anno scorso).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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