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L’interesse (smentito) del fondo Elliott per la spagnola…

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L’interesse (smentito) del fondo Elliott per la spagnola Telefónica

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Non c’è solo Pernod Ricard. Il fondo attivista Elliott mette gli occhi sulla compagnia spagnola Telefónica. Sono i media spagnoli che stamattina hanno rilanciato l’indiscrezione inizialmente pubblicata dal sito El Confidencial secondo cui il numero uno di Telefónica, Josè Maria Alvarez Pallete ne avrebbe dato notizia al consiglio d’amministraziuone. Un interesse, quello di Elliot Management, che segue alle difficoltà del titolo Telefónica durante i mesi estivi. No comment da parte del Fondo, interpellato in mattinata dal Sole 24 Ore. Ma nel corso della giornata è poi arrivata la smenita formale, affidata all’agenzia Bloomberg.

Il Fondo ha dunque mentito, affermando di non avere né azioni, né l’interesse ad acquisire partecipazioni. Una smentita evidentemente ritenuta necessaria visto che la notizia è andata oltre il sito El Confidencial, con un articolo pubblicato anche da Expansión.

Quello che le indiscrezioni riportavano era un interesse comunque non tramutatosi ancora in acquisto di azioni Telefónica da parte del fondo con sede a New York e controllato da Paul Singer che i suoi ultimi importanti movimenti li ha fatti proprio nel settore delle telecomunicazioni, uno dei più colpiti sui mercatio azionari, a causa soprattutto di frammentazione e iperegolamentazione. Investimenti Elliott li ha fatti in Vodafone e Telecom Italia.

Quello nell’ex monopolista italiano è sicuramente il caso di investimento più significativo per Elliott Management che di Tim detiene l’8,9% del capitale ma la maggioranza in Consiglio, con i francesi di Vivendi primi azionisti al 24 per cento.

Per chi avesse perso le puntate precedenti nella storia quarantennale di Elliott Management –Tango Bond, Ansaldo Sts, Milan, solo a mo’ di esempio – anche solo a guardare quello che è accaduto in Tim invita a pensare che lo sguardo del fondo su una società è difficile da liquidare con una scrollata di spalle. A maggio infatti il fondo ha conquistato la maggioranza nel consiglio d’amministrazione di Tim, nominando 10 dei 15 consiglieri. Una mossa che comunque non ha impedito alla società e al titolo di entrare in una spirale di instabilità fatta di stop and go sul progetto di scorporo della rete e amplificata dalle voci, poi arrivate al redde rationem a metà dicembre, di sostituzione dell’allora ceo Amos Genish. Ora a guidare la compagnia è Luigi Gubitosi con la presidenza di Fulvio Conti, con i francesi di Vivendi ora però in pressing per chiamare l’assemblea.

Per quanto riguarda Telefónica – azionista di Telecom Italia prima dell’arrivo dei francesi di Vivendi – stando ai valori di metà pomeriggio il titolo accusa un calo del 3,98% da inizio anno. Ma alla fine di settembre arrivò a registrare una flessione del 18% , con valore sceso a 6,78 euro, al minimo in 20 anni. Il prezzo ha recuperato il 14,15% sulla scia dei buoni risultati del terzo trimestre e il miglioramento delle stime per l'intero anno. Tuttavia, gli azionisti hanno perso un terzo del loro valore negli ultimi tre anni, periodo in cui il dividendo è stato ridotto della metà.

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