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Tim, Vivendi candida Bernabé e Galateri nel cda

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la lettera per la richiesta di assemblea

Tim, Vivendi candida Bernabé e Galateri nel cda

Franco Bernabè (Ansa)
Franco Bernabè (Ansa)

Vivendi passa dalle parole ai fatti e invia, come annunciato nei giorni scorsi, la richiesta al cda di Telecom Italia di convocazione dell’assemblea per il rinnovo dei revisori, per la revoca di cinque consiglieri indipendenti in quota Elliott e la nomina di altri cinque amministratori. Il primo socio di Telecom propone Franco Bernabè, Gabriele Galateri di Genola, Rob Van der Valk, Flavia Mazzarella e Francesco Vatalaro in sostituzione di Conti, Altavilla, Ferrari, Roscini e Giannotti de Ponti.
I cinque nomi da revocare secondo Vivendi, come anticipato oggi dal Sole 24 Ore, sono il presidente Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Paola Giannotti, Dante Roscini e Massimo Ferrari. Nella rosa della media company francese non c'è l'attuale amministratore delegato di Telecom, entrato in cda come indipendente in quota Vivendi, Luigi Gubitosi.
L'istanza di Vivendi arriva dopo un pressing durato settimane per la convocazione di una nuova assemblea. Il gruppo francese passa dunque alle vie di fatto e utilizza la prerogativa, prevista dal codice civile, che consente a un socio con oltre il 5% di imporre la convocazione di un'assemblea.
Vivendi, si legge nel comunicato stampa, "ha scritto oggi al consiglio di amministrazione di Telecom Italia per spingerlo a convocare una assemblea degli azionisti il prima possibile per nominare i nuovi revisori. Vivendi ha anche richiesto che l’agenda dell’assemblea degli azionisti includa una votazione sulla revoca di cinque membri del consiglio di amministrazione presenti nella lista di Elliott che hanno mostrato in modo sostanziale una mancanza di indipendenza e del rispetto per le più basilari e fondamentali norme di corporate governance, con conseguenze negative sull’organizzazione e sull’immagine di Telecom Italia". I candidati proposti per la revoca sono per la maggior parte italiani e manager di lungo corso. Franco Bernabè nella sua lunga carriera ha ricoperto, tra l'altro, il ruolo di amministratore delegato e presidente di Telecom Italia; Gabriele Galateri di Genola, presidente di Generali in passato è stato anche presidente di Telecom Italia; van der Valk, tra l'altro, ha ricoperto il ruolo di senior Portfolio Manager e Head of Telecom and Telecom Equipment all'interno del dipartimento Sector Strategies di Norges Bank Investment Management a Londra; Vatalaro ha vanta nel suo curriculum le cariche di presidente dell'advisory board di F2i/Metroweb (2011) e di membro dello Strategic Committee della IEEE Communications Society (2012); Flavia Mazzarella ha ricoperto, tra l'altro il ruolo di membro del consiglio di amministrazione di Saipem e consigliere di Banca Finnat Euramerica. Da marzo 2017 è presidente della stessa società. Nella relazione illustrativa agli azionisti, riportata da Radiocor, Vivendi spiega le ragioni della richiesta di revoca di cinque consiglieri riconducibili a Elliott. Tra gli episodi su cui la media company punta il dito ci sono in particolare la sfiducia votata all’ex amministratore delegato Amos Genish «assunta senza alcun fondamento legale, in contrasto con le applicabili procedure societarie e in violazione di ogni responsabile prassi di governance», e sulla nomina di un nuovo amministratore delegato (cioè Luigi Gubitosi, ndr) «senza neanche rispettare la procedura ordinaria stabilita dal piano per la successione dell'amministratore delegato adottato dalla società». Entrando nel merito, poi, per ogni consigliere, sulle ragioni della revoca, Vivendi sottolinea in particolare la posizione del presidente Fulvio Conti: «È chiaro che, mentre dichiarava fortemente la propria indipendenza, questi in realtà agiva quale amministratore esecutivo orchestrando e guidando il 'golpe' allo scopo di sostituire Amos Genish». Tirando le somme, Vivendi ritiene che il consiglio di amministrazione di Telecom Italia, non sia «più rappresentativo degli interessi e delle aspettative di tutti gli azionisti che hanno votato in favore delle lista presentata da Elliott sull'assunto che la società sarebbe stata guidata da Amos Genish». Vivendi, sottolinea la relazione, «non è un fondo speculativo che mira a perseguire ritorni in breve termine, smembrando le società e allo stesso tempo minimizzando la propria esposizione al rischio di una diminuzione del prezzo del titolo con strumenti derivati»; è invece «un azionista industriale di riferimento che ha effettuato in Tim un investimento finanziario assai rilevante che, proprio per questo, coltiva seriamente e credibilmente un prospettiva di lungo termine». Al momento, da parte del fondo Elliott, non c'è
nessun commento.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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