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Borse, il Natale nero di Wall Street: è stata la peggiore vigilia della storia

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È stato l'Orso a festeggiare la vigilia di Natale a Wall Street. L'indice Standard & Poor's 500 è ormai entrato ufficialmente in territorio di mercato ribassista, cioè di cali superiori al 20% dai recenti massimi al termine di ondate di vendite sul finale di seduta che lo hanno fatto precipitare del 2,71 per cento. Gli undici segmenti che compongono l’indice sono caduti all’unisono.

Anche gli altri principali indici, in una giornata di scambi abbreviata e caratterizzata da ribassi generalizzati, hanno chiuso ai minimi della giornata, con il Dow Jones che ha bruciato oltre 600 punti, il -2,91%, nettare te sotto quota 22.000 punti (21.792). Il Nasdaq, indicatore tecnologico per eccellenza, ha ceduto il 2,21 per cento. Tutti e tre gli indici sono scivolati per la quarta giornata consecutiva.

Per Wall Street questa è stata di gran lunga la vigilia di Natale più nera della storia. Mai questa giornata aveva visto flessioni dell’S&P 500 superiori all’1 per cento. Parallelo inquietante: la peggior seduta era stata finora quella del 1933, durante la Grande Depressione, e non aveva neppure raggiunto l’1 per cento (0,91%). Per il Dow la soglia di una caduta in questa giornata non era stata superiore all’1% in circa cento anni. Dicembre è inoltre tradizionalmente un mese di acquisti anche di azioni, con guadagni degli indici. Non questa volta, avviato ad essere invece il peggior dicembre da almeno una decina di anni.

La caduta è avvenuta nonostante il tentativo del Segretario al Tesoro Steven Mnuchin di calmare i nervi degli investitori, scossi dal caos alla Casa Bianca, dallo shutdown parziale del governo sul budget ancora senza soluzioni e dalla guerra del presidente Donald Trump contro il chairman della Federal Reserve Jerome Powell, in un clima già segnato da ombre sugli orizzonti dell’economia globale. Ombre che si sono rispecchiate anche nei continui cali del prezzo del petrolio, sceso ai minimi da 17 mesi.
Mnuchin ha convocato il gruppo interministeriale di sorveglianza delle emergenze sui mercati - il Working Group on Financial Markets - ma la mossa si è rivelata un boomerang, nutrendo le ansie degli operatori. Il Ministro aveva inoltre chiamato domenica le grandi banche e indicato che tutte hanno ampia liquidita' e i mercati possono funzionare regolarmente. «Continuiamo a vedere una robusta economia», ha poi fatto sapere senza apparenti effetti positivi. Trump ha nel frattempo scosso ulteriormente qualunque fiducia dei mercati con un tweet che accusa la Fed di «non averne il polso» e di essere come un golfista che «non la mettere la palla in buca». L’unico problema dell’economia americana, ha scritto Trump «è la Fed». Wall Street, chiusa il giorno di Natale, riapre i battenti in una atmosfera a questo punto di altissima tensione il 26 dicembre.

GUARDA IL VIDEO / Trump sempre più isolato nel Natale dello shutdown

In questo contesto, lunedì “nero”, per ora, per Amazon, che segna una perdita del 2,43% dopo aver ceduto fino al 4,90%.

Amazon è fra le Faang – Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google - quella a registrare le maggiori perdite. Per il colosso di Bezos le festività sono il periodo più importante dell'anno, con milioni di regolari ordinati online. In una seduta negativa per i listini americani, Google ha perso lo 0,66%. Alla chiusura segno meno anche per Facebook, che ha perso lo 0,71%, mentre in mattinata era arrivata a guadagnare l’1,78%. Apple ha chiuso a -2,59%, continuando
la scia di ribassi delle ultime settimane fra le sconfitte in tribunale contro Qualcomm e i dubbi sull'iPhone. Netflix cede il 5,08%. Nel mirino delle autorità americane, le società tecnologiche americane si sono di recente lanciate in assunzioni mirate di ex funzionari antitrust, con i quali si preparano a difendersi da eventuali accuse sulla concentrazione di potere nelle mani di
pochi.

Chiusura anticipata per le poche borse europee aperte. Parigi ha lasciato sul campo l'1,45% 4.626 punti, Londra lo 0,52% a 6.685 punti e Madrid lo 0,89% a 8.480 punti. Chiuse Milano, Francoforte e Zurigo insieme alla gran parte dei listini continentali. Difficoltà per il lusso e la grande distribuzione da Lvmh (-3,27%) a Kering (-2,3%), da Sainsbury (-2,26%) a Tesco (-1,94%), in vista in un calo dei consumi nel 2019.

Il previsto ulteriore calo di vendite di auto ha penalizzato Peugeot (-2,34%) e in parte Renault (-0,44%). Sotto pressione a Londra la multiutility Severn Trent (-2,94%) e il colosso delle crociere Carnival (-3,23%). Deboli in campo telefonico Bt (-2,25%) insieme a Telefonica (-1,42%). Giù i bancari Sabadell (-2,55%), SocGen (-1,71%), Credit Agricole (-1,56%) ed Hsbc (-1,07%).

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