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Dobank vola su acquisto 85% di Altamira, accordo positivo

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L'Analisi |NPL

Dobank vola su acquisto 85% di Altamira, accordo positivo

Andrea Mangoni, Ceo di Dobank, il giorno dell'Ipo. (Imagoeconomica)
Andrea Mangoni, Ceo di Dobank, il giorno dell'Ipo. (Imagoeconomica)

In una giornata in tono minore per la Borsa milanese (segui qui l'andamento dei listini), brilla Dobank, tra i titoli migliori di oggi con un aumento vicino al 9% e la capitalizzazione che sale oltre gli 804 milioni. La società, che si occupa della gestione e del recupero di crediti deteriorati per conto di banche e industrie, ha siglato il 31 dicembre scorso un accordo per rilevare l'85% di Altamira Asset Management, gruppo spagnolo attivo nel business del servicing e del real estate con 55 miliardi di masse gestite e con attività in Spagna, Cipro, Portogallo e Grecia. Secondo gli analisti, l'operazione è interessante dal punto di vista strategico e finanziario. L'accordo prevede la valutazione del 100% di Altamira per 412 milioni in termini di enterprise value, che corrisponde a un Ev/Ebitda di 4.3 volte, il riconoscimento di un earn-out massimo di 48 milioni, l'acquisto del 100% di Altamira nel caso in cui Santander, attuale controllante del rimanente 15%, decida di cedere la propria quota, e finanziamento dell'operazione tramite cassa e ricorso al debito bancario.

E' previsto che nel 2018 Altamira realizzi ricavi per circa 255 milioni, un Ebitda di 95 milioni e una generazione di cassa operativa intorno ai 90 milioni. «In attesa di maggiori dettagli dalla conference dell'8 gennaio, stimiamo un impatto positivo sull'utile per azione 2020 tra il 20% e il 25% pre sinergie, che prudentemente non abbiamo incluso nelle nostre stime», hanno detto gli analisti di Equita, che hanno alzato la valutazione a «buy». L'idea è che «l'acquisizione di Altamira abbia senso dal punto di vista industriale e finanziario in quanto permette alla società di entrare, con una market share rilevante, in nuovi mercati e di estendere le relazioni con clienti propri e nuovi. Vengono acquisite competenze nel business real estate che potrebbero offrire opportunità di integrazione e cross selling con le attività di servicing. A una prima analisi i termini dell'operazione sembrano molto interessanti. Permette di levereggiare la struttura di capitale». Anche secondo Banca Akros l'aggregazione «consente di creare un operatore leader nella gestione del credito e nei servizi real estate per banche e investitori in Europa» e permette alla società di «avere un portafoglio diversificato in termini di asset in gestione, aumentando la resilienza ai cicli macroeconomici in ogni singolo Paese».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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