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Nozze Bristol Myers-Celgene: un italiano alla guida del big farmaceutico delle cure anti-cancro

Giovanni Caforio, amministratore delegato di Bristol-Myers Squibb
Giovanni Caforio, amministratore delegato di Bristol-Myers Squibb

Il gruppo farmaceutico statunitense Bristol-Myers Squibb ha annunciato un accordo per acquisire la società biofarmaceutica Celgene Corporation, con sede a Summit (New Jersey): si tratta di un'operazione del valore di circa 74 miliardi di dollari. Con questa acquisizione, si legge in una nota, verrà creata «una società leader nella biofarmaceutica, ben posizionata per rispondere alle esigenze di persone affette da cancro, malattie infiammatorie e immunologiche, patologie cardiovascolari attraverso farmaci innovativi di alto valore e capacità scientifiche all'avanguardia».

Se approvata, l'acquisizione sarà tra le maggiori della storia nel settore pharma e la più grande a essere realizzata da Giovanni Caforio, nato in Italia e promosso a Ceo di Bristol-Myers Squibb nel maggio 2015. Caforio, 53 anni, laureato in medicina all’Università di Roma, ha lavorato sempre nel campo della farmaceutica, prima per Abbott Laboratories poi, dal 2000, per Bristol-Myers, dove ha iniziato come general manager per l’Italia e ha successivamente scalato le posizioni fino a diventare amministratore delegato, prendendo il posto di un altro italiano, Lamberto Andreotti (figlio dell’ex presidente del Consiglio).

Sarà Caforio a guidare l'azienda combinata. Con la transazione nascerebbe un leader nei trattamenti contro il cancro e contro le malattie immulogiche. I gruppo combinato vanterà nove farmaci ognuno dei quali genera oltre un miliardo di dollari di vendite annue oltre a una serie di prodotti in via di sviluppo che potrebbero generare 15 miliardi di dollari di ricavi.

I soci di Celgene riceveranno un titolo di Bristol-Myers Squibb, che ieri aveva finito la seduta a 52,43 dollari, oltre a 50 dollari in contanti per ogni titolo in loro possesso. Stando alle due aziende, il valore dell'accordo rappresenta un premio del 51% sul prezzo medio registrato in chiusura da Celgene nelle ultime 30 sedute. Ora i due gruppi sperano di completare la transazione nel corso del terzo trimestre del 2019. I rispettivi cda hanno già dato il loro via libera. Ora manca quello degli azionisti e dei regolatori.

In una call a commento della transazione, Caforio ha spiegato che essa non è dovuta a Revlimid, il farmaco blockbuster di Celgene per la cura contro il cancro al sangue che dal 2022 dovrà affrontare la competizione di versioni generiche dello stesso prodotto. Secondo lui, le due aziende hanno discusso di una potenziale fusione da tempo e si aspetta il lancio da parte del gruppo combintato di sei prodotti nel corso dei prossimi 12-24 mesi. «Queste sono opportunità di crescita di breve termine concrete» che daranno i loro benefici a Bristol-Myers. Il mercato sembra però avere dubbi sulle prospettive di lungo termine, per questo il titolo del gruppo soffre.

Una volta che l'accordo sarà completato, gli azionisti Brystol-Myers controlleranno il 69% della nuova società, mentre gli azionisti di Celgene il restante 31%. I consigli di amministrazione delle due società hanno già approvato l'accordo, dal quale nasce un colosso nei trattamenti contro il cancro e malattie immunologiche.

Immediata la reazione del mercato: il titolo Celgene Corp si impenna del 28,5%, mentre Bristol-Myers-Squibb perde oltre il 12 per cento.

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