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Che succede sui mercati? 7 domande e 7 risposte per capirne di più

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L'Analisi |incertezza sui listini

Che succede sui mercati? 7 domande e 7 risposte per capirne di più

(Afp)
(Afp)

Il 2018 si è chiuso con un saldo molto negativo per i mercati mondiali e il mese di dicembre a Wall Street è stato il peggiore dai terribili anni ’30. Nelle prime sedute dell’anno il clima non è cambiato. I timori di un rallentamento dell’economia cinese e la doccia fredda del profit warning di Apple hanno fatto scattare le vendite e riportato la volatilità ai massimi. Solo venerdì è arrivato il rimbalzo sulla scia di dati macro positivi dagli Usa, spiragli sul fronte della guerra commerciale e una retorica più accomodante da parte del presidente della Fed Jerome Powell. Il contesto di mercato resta comunque all’insegna dell’incertezza. Che succede sui mercati? Ecco sette domande e sette risposte per fare il punto della situazione.

Se l’economia mondiale è in crescita perché la Borsa scende?
Chi investe sui mercati prende le sue decisioni in base alle aspettative e da diversi mesi a questa parte sta maturando la convinzione che l’economia mondiale sia prossima al rallentamento, se non già in fase di frenata.

Quali sono i presupposti alla base di questa aspettativa?
Uno dei fattori chiave è quello del tempo. Storicamente le fasi di crescita dell’economia sono intervallate da periodi di recessione. Negli Usa, che sono la prima economia del mondo, il Pil aumenta da 10 anni consecutivi. Uno dei cicli più lunghi di sempre. Dopo questo lungo sprint è probabile che il «cavallo» voglia prendersi un fisiologico riposo.

Ma se la disoccupazione negli Usa è ai minimi da 50 anni e le aziende macinano profitti forse questi timori sono ingiustificati?
Il mercato del lavoro è saturo e i salari stanno salendo. Ciò lascia pensare ci possa essere una contrazione dei margini delle società quotate. Oltretutto in futuro verrà a mancare lo stimolo degli sgravi fiscali di Trump che hanno sostenuto i conti di Wall Street.

Perché sono soprattutto le società tecnologiche ad essere bersagliate dalle vendite?
Perché sono state tra le principali beneficiarie della grande fase espansiva dell’economia mondiale e della rivoluzione tecnologica mondiale. I titoli delle big tech hanno sempre trattato a premio. Oggi il mercato sta iniziando a mettere in discussione la congruità delle loro ipervalutazioni.

Chi vincerà la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina?
Se i mercati hanno iniziato a mettere in conto la prospettiva di un rallentamento è anche per la contesa sui dazi. Senza una solida intesa non ci sarà nessun vincitore ma solo perdenti. L’economia globale è sempre più interconnessa e tutti hanno da perdere da una frenata del commercio globale. L’impatto dei dazi si sta iniziando a manifestare influenzando i dati macro.

Quanto pesa sulle prospettive dei mercati la politica monetaria delle banche centrali?
Gli analisti sono concordi nell’indicare nel restringimento delle condizioni monetarie, negli Stati Uniti e in diversi altri Paesi del mondo, una delle ragioni del ritorno della volatilità sui mercati nel 2018. Questo elemento di rischio è destinato a pesare anche in futuro.

In che modo la stretta sui tassi condiziona i mercati?
Dopo la grande crisi del 2008 le banche centrali in tutto il mondo hanno messo in atto politiche espansive senza precedenti per rilanciare l’economia e i mercati. Benché il ritiro di queste misure, deciso alla luce del miglioramento dell’economia, sia avvenuto molto gradualmente il suo impatto non è stato indolore. L’aumento dei tassi sui titoli di Stato americani in conseguenza della stretta Fed ha reso più remunerativo l’investimento a rischio zero per eccellenza (i Tbond) rendendo meno attrattive le altre classi di investimento più rischiose come le azioni o i bond high yield. La minor propensione al rischio è stata un fattore chiave nel determinare il dietrofront delle Borse.

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