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Doron Meyassed, il venture capitalist che ha creato l’anti AirBnb

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Doron Meyassed, il venture capitalist che ha creato l’anti AirBnb

Un appartamento in offerta su The Plum Guide
Un appartamento in offerta su The Plum Guide

Il sito internet è essenziale, a essere generosi. Quasi scarno, spartano. All’indirizzo www.plumguide.com si apre una schermata, in italiano, che di certo non vincerebbe il premio per la più bella home page di internet. Ma quello che ha da offrire invece merita. Sembra l’ennesimo sito di case in affitto, ma per esempio se uno volesse cercare un alloggio a Londra, verrebbe proposta una soluzione chiamata «The Butterfly», in uno stabile in classico vittoriano, fila di case bianche tipicamente british. L’appartamento è una chicca di design: cucina a isola; bagno con pavimento a nido d’ape riscaldato; camera da letto totalmente nera (con arredi dorati) ed enormi finestre cielo-terra con vista giardino.

Mobili di design e tocchi raffinati, come un mega-leggìo in salotto che sorregge una gigantesca copia di un volume Taschen, famosa casa editrice tedesca di libri di pregio. C’è pure un guanto bianco di cotone per sfogliarlo, il volume, senza lasciare fastidiose ditate.

Quante volte avete prenotato su AirBnB e poi però la casa non era come descritta? Oppure la casa era carina, ma la camera da letto affacciava sopra un ristorante rumoroso e tutta la notte non avete dormito? Con Plum Guide, nessuna brutta sorpresa: tutto è controllato al dettaglio, dalla potenza del segnale WiFi, alla pressione dell’acqua calda, alla tranquillità del quartiere.

PER APPROFONDIRE: Il boom di Airbnb fa salire i prezzi di case e affitti?

L’idea di una AirBnB di fascia alta è venuta a Doron Meyassed, venture capitalist israeliano con in tasca una laurea alla LSE (London School of Economics). Nel 2015 fece un viaggio a Tel Aviv e si ritrovò a prenotare una casa vacanze. Era un rischio, perché le foto dal sito erano così così, ma all’arrivo Doron rimase a bocca aperta dalla cura nei dettagli: l’alloggio si rivelò, contrariamente alle attese, eccezionale. Da lì ebbe un’intuizione: cosa rende una casa accogliente? Gli ingredienti di un buon soggiorno si possono misurare ed essere codificati in un test? È stato l’atto di nascita di Plum Guide: una piattaforma di affitti per molti, ma non per tutti, come quella vecchia pubblicità della Y10.

La «prugna», plum in inglese, punta a essere l’alternativa al colosso di San Francisco. Competere sui numeri è impossibile: AirBnB conta 5 milioni di annunci di case. Plum Guide ne ha appena 1200 (che già sono un boom rispetto alle 25 di quando il sito è partito, nel 2015). L’unico modo per fare concorrenza ad AirBnB è essere l’esatto opposto del gigante indiscusso degli affitti brevi di case online. In Plum Guide si autodefiniscono la «Guida Michelin»: solo case eccezionali, curate in ogni particolare.

Il fondatore ha imbarcato, nell’avventura di Plum, anche personaggi di spicco nel mondo delle start-up londinesi: tra i finanziatori figura Alex Chesterman, il fondatore di Zoopla, sito sconosciuto in Italia ma che spopola in Inghilterra: è il più popolare portale di annunci immobiliari, il Cercocasa.it inglese.

L’intuizione, sebbene partita come un servizio per i viaggiatori, ha trovato terreno fertile sul lato opposto, tra chi la casa l’affitta: «Molti proprietari sono restii a mettere il proprio immobile su AirBnB perché temono che gli ospiti rovineranno la casa», spiega Iona Carter, la responsabile del marchio. Invece su Plum Guide hanno la garanzia di una clientela a modo.

Il punto di forza di Plum Guide è la selezione delle case, rigorosissima, quasi prussiana: solo 1 alloggio su 100 passa l’esame e ha l’onore di essere pubblicato sul sito. Dietro c’è il duro lavoro di un nutrito gruppo di collaboratori: non sono assunti, ma sono loro il motore dell’Anti AirBnB. Plum Guide assolda architetti, arredatori, psicologi che girano per le città e spendono ore e ore a esaminare ogni immobile in modo maniacale e a condurre estenuanti interviste ai proprietari. Il test è stato redatto da Doron in persona: è l’equivalente della ricetta della Coca Cola e, al pari della bibita più amata al mondo, è ovviamente top secret. Negli uffici di Plum Guide , un loft in mattoni in stile newyorchese nel quartiere di Shoreditch, zona hipster di Londra paradiso delle start-up, sono tassativi su questo: «Il documento è assolutamente riservato, ma le posso dire che la prima versione del test aveva 32 punti; ora siamo arrivati a 150 criteri».

Esclusivo non vuol dire caro o impossibile. Le case di Plum Guide hanno prezzi anche accessibili: l’esclusività risiede nella garanzia di qualità. Su AirBnB si trova di tutto, da una camera da letto con bagno condiviso alla periferia di Novosibirsk; fino a un appartamento a picco sulla scogliera di Fira, a Santorini. Plum Guide si colloca all’opposto: poche città, poche case. Per ora la scelta è caduta solo su sei metropoli in tutto il mondo,e due sono italiane: Londra, ça va sans dire; New York; Los Angeles; Parigi; Roma. L’ultimo nuovo ingresso è stata Milano, ormai assurta a capitale europea. Per l’Italia un piccolo record: è il paese più gettonato assieme agli Stati Uniti.

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