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Servizio |la giornata dei mercati

Borse deboli, a Piazza Affari svettano Campari e Telecom. Spread verso 250

Andamento titoli
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Seduta senza scossoni e in leggero calo per le Borse europee (Parigi -0,34%, Francoforte -0,12%, Madrid -0,12% e Londra -0,3% circa) e investitori cauti, in attesa che si dipanino matasse complicate dal punto di vista economico e politico. Milano ha tenuto meglio delle altre piazze, chiudendo sulla parità (-0,04%), grazie anche al calo dello spread a 252 punti, dal rialzo a 256 in apertura. (segui qui l'andamento dei listini) .
Le piazze del Vecchio Continente risentono ancora una volta dell'incertezza per l'economia globale, innescata dai timori per un possibile rallentamento della congiuntura cinese. Non aiuta il calo di Wall Street: nonostante alcuni dati macroeconomici positivi, lo shutdown federale ancora in corso e la trimestrale deludente di Morgan Stanley raffreddano l'umore degli investitori. Inoltre, gli analisti di Mps Capital Services sottolineano anche che, secondo il presidente del comitato finanziario del Senato, Grassley, il presidente Trump avrebbe intenzione di proseguire con l’implementazione dei dazi sulle importazioni di auto. Infine restano alte le tensioni Usa –Cina sul caso Huawei: secondo una fonte anonima, la società cinese sarebbe sotto investigazione per sospetto furto di segreti commerciali e un’accusa formale potrebbe arrivare presto.
In più non è chiaro l'evolversi della situazione della Brexit, nonostante la fiducia incassata dal Governo May (per soli 19 voti) ieri in serata. Per adesso un accordo sembra ancora lontano e anche l'obiettivo di uno slittamento del termine del 29 marzo non è affatto scontato. La premier entro lunedì dovrà presentare al Parlamento un «piano B». Chiusura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,67% a 24.369,97 punti, il Nasdaq avanza dello 0,71% a 7.084,46 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,76% a 2.635,97 punti.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

A Piazza Affari vendite su Stm, banche a due velocità
A Piazza Affari, la peggiore è stata Stmicroelectronics che risente delle previsioni deboli di Tsmc, uno dei principali fornitori di Apple, che ha riportato comunque utili in linea con le attese. Per il primo trimestre 2019 l'azienda stima un giro d'affari tra i 7,4 e i 7,4 miliardi, livello inferiore al consensus di mercato. Le banche, partite deboli, si sono mosse a due velocità con Bper Banca in recupero, Banco Bpm in stallo e le altre in calo. In discesa anche il comparto del risparmio gestito (Azimut -1,57% e Finecobank -1,7%), che risente dei dubbi sulla normativa sui Pir introdotta con l'ultima legge di Bilancio e che prevede nuovi obblighi, per esempio investire il 3,5% del totale sull'Aim e il 3,5% su azioni o fondi di venture capital. Bene Unipol (+1,62%), Unipolsai (+1,3%) e Cnh Industrial(+1,15%). Ha rialzato la testa le Telecom Italia nell'attesa di eventuali novità dal cda che torna a riunirsi ancora, dopo quello che si è tenuto nei giorni scorsi. Il board affronterà il tema del budget, ma potrebbe esaminare anche il dossier della vendita di Persidera, la società dei multiplex controllata al 70 per cento.

Andamento dello spread Btp / Bund

Fuori dal Ftse Mib, bene Giglio, ancora a fondo Stefanel
Tra i titoli a minore capitalizzazione, tra le migliori Giglio Group (+15,18%), che dopo un 2018 segnato dai ribassi (-70%) ha ritrovato la via degli aumenti e sale nel 2019 del 69%. In coda Stefanel (-11,41%): dopo che l'assemblea dei soci ha preso atto delle decisioni del Tribunale di Treviso (ha concesso 120 giorni per depositare la proposta definitiva sul concordato preventivo), emergono ora dubbi su possibili tagli della forza lavoro, dopo che la società ha avviato le procedure per la cassa integrazione per 12 mesi per la quasi totalità dei dipendenti. Male anche Mediaset (-3,26%), dopo che Bank of America Merrill Lynch ha tagliato la valutazione a «underperform» e all'indomani della notizia che Fininvest è salita al 43,7%, una mossa che secondo gli analisti potrebbe essere legata a una possibile aggregazione con Tf1 e Prosieben.

In Europa in calo banche con Societe Generale e auto
Le Borse europee hanno chiuso con cali modesti, frenate dalle incertezze politiche ed economiche, ma anche dal cattivo andamento del settore bancario, il peggiore (-1,2% il relativo Euro Stoxx 600). Poco brillante anche il comparto auto (-0,87%), dopo che il presidente del comitato finanziario del Senato americano, Grassley, il presidente Donald Trump avrebbe intenzione di proseguire con l'implementazione dei dazi sulle importazioni di auto. Per quanto riguarda i titoli, da dimenticare la performance di Societe Generale (-5,66% a Parigi): l'istituto francese ha lanciato un profit warning, ha anticipato un calo dei ricavi del 20% nel quarto trimestre e del 10% nel 2018 e ha registrato un addebito eccezionale di 240 milioni di euro nel quarto trimestre a causa dell'applicazione dei principi contabili. Il calo di Societe Generale ha penalizzato le rivali francesi, a partire da Bnp Paribas (-3,52%) e Credit Agricole (-1,86%). Sempre a Parigi giù Renault (-1,32%) e Peugeot (-1,08%), mentre a Francoforte hanno perso quota Volkswagen (-1,38%) e Daimler (-1,84%), mentre ha contenuto le perdite Bmw (-0,38%).

BTp, spread con Bund chiude in calo dopo i rialzi iniziali
Chiude la giornata in lieve calo lo spread BTp/Bund che a metà seduta era anche tornato sotto la soglia dei 250 punti base, dopo avere iniziato la seduta in rialzo a 256 punti. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco ha terminato la giornata a 252 punti base, in frazionale calo dai 253 punti base della chiusura di ieri. Il rendimento del BTp decennale benchmark ha chiuso la seduta al 2,76%, stesso livello della vigilia. «Gli acquisti sui titoli italiano potrebbero essere legati all’attesa degli operatori di una nuova operazione di rifinanziamento a lungo termine della Bce (i BoT verrebbero usati come collaterale) - scrivono gli analisti di Mps Capital Services - dopo l’ottima domanda del nuovo titolo a 15 anni che ha visto il forte ritorno di interesse degli investitori esteri, il Mef sta valutando la possibilità di ritornare ad emettere titoli in dollari».

Rallenta l'inflazione europea, frena il settore delle costruzioni
In Europa Eurostat ha confermato che il tasso di inflazione annuale a dicembre nella zona euro è calato a quota 1,6% da 1,9% a novembre. Un anno prima era all’1,4%. In più sempre oggi è emerso che a novembre la produzione nel settore delle costruzioni nella zona euro è calata dello 0,1% rispetto a ottobre. Rispetto al novembre 2017 è aumentata dello 0,9%. In Italia, inoltre, l'Istat ha certificato che a novembre il surplus commerciale italiano si è ridotto di 825 milioni di euro rispetto allo stesso mese del 2017, portandosi a 3.843 milioni.

In Usa dati lavoro e manifatturiero sopra le stime
Nei sette giorni conclusi il 12 gennaio, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è inaspettatamente sceso battendo le stime degli analisti. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 3mila unità a 213.000 unità, contro attese per un dato a 220.000 unità. Il dato non è lontato dai minimi di 49 anni fa toccati lo scorso settembre e pari a 202mila unità.
Anche le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia sono migliorate a dicembre più del previsto. L'indice di riferimento calcolato dalla Federal Reserve di Philadelphia è salito a 17 da a 9,1 punti di dicembre. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che si aspettavano un rialzo a 8 punti.

Trimestrali americane, Morgan Stanley delude
Morgan Stanley, ultima delle grandi banche americane a pubblicare i conti del 2018, nel quarto trimestre ha visto salire i profitti, anche grazie a benefici fiscali per 111 milioni (lo stesso trimestre dell'anno scorso avevano inciso in negativo per un miliardo), ma ha deluso le aspettative degli analisti sul fronte di utile e fatturato. Questi ultimi sono stati penalizzati dalle turbolenze dei mercati, che hanno rallentato due delle divisioni più grandi, ovvero quelle di trading e gestione patrimoniale. Nei tre mesi a dicembre, l'utile netto attribuibile a Morgan Stanley è stato pari a 1,531 miliardi di dollari, 80 centesimi per azione, contro i 643 milioni, 26 centesimi per azione, dello stesso periodo del 2017. L'utile attribuibile agli azionisti ordinari è salito del 188% a 1,361 miliardi. I ricavi si sono attestati a 8,548 miliardi, in discesa del 10% dai 9,5 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente. Gli analisti attendevano profitti per 89 centesimi per azione su un giro d'affari di 9,3 miliardi. Per quanto riguarda l'intero 2018, i ricavi sono saliti del 6% a 40,107 miliardi, l'utile netto attribuibile alla società è aumentato del 43% a 8,748 miliardi e quello attribuibile agli azionisti ordinari è cresciuto del 47% a 8,222 miliardi.

Tornano gli acquisti sullo yen e sul dollaro
Dopo una seduta di ieri molto tranquilla, torna la cautela degli operatori sul valutario come testimonia l’apprezzamento generalizzato di yen e dollaro che sono tornati a guadagnare terreno soprattutto verso il comparto emergente. In tale contesto il cambio euro/dollaro continua a mantenersi sotto 1,14, mentre l’euro/sterlina rimane al minimo da fine novembre in attesa di nuovi sviluppi sul fronte Brexit. Realizzi sul greggio, dopo la seduta di ieri in rialzo nonostante i dati settimanali abbiano evidenziato un forte aumento della produzione Usa, salita al massimo storico di 11,9 mln b/g.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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