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Fink ai Ceo: «Oltre il profitto conta lo scopo. Siate di guida per…

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Il gestore di patrimoni

Fink ai Ceo: «Oltre il profitto conta lo scopo. Siate di guida per gli altri»

Larry Fink (Bloomberg)
Larry Fink (Bloomberg)

I numeri che muove sono impressionanti: circa 6mila miliardi di dollari di asset under management, di cui 124 miliardi in più solo nel 2018, tanto da distribuire ai propri azionisti dividendi per 3,8 miliardi di euro. Anche per questo la responsabilità connessa a questi numeri non gli sfugge. Larry Fink, numero uno di BlackRock, nella sua lettera annuale ai Ceo delle società in cui i suoi gestori investono, lancia messaggi che travalicano le strategie di asset allocation e le previsioni su come si muoveranno le Borse. Anche quest’anno, come quella di Warren Buffett a inizio maggio, la missiva è particolarmente attesa dagli investitori (oltre che dai gestori concorrenti) - indica la via da seguire secondo il più importante gestore di portafogli.

Il primo - forte - messaggio di Larry Fink è un invito alla leadership. Rivolgendosi agli amministratori delegati delle società quotate il numero uno di BlackRock invita chi ha ruolo di responsabilità a guidare le trasformazioni e i cambiamenti: «Il mondo ha bisogno della vostra leadership - scrive Fink -. Le società devono dimostrare il proprio impegno nei confronti delle nazioni, delle regioni e delle comunità in cui operano, in particolare sulle questioni essenziali per la prosperità futura del mondo intero. Il mondo imprenditoriale non può certo risolvere tutte le questioni di importanza pubblica, ma ce ne sono molte, dalle pensioni alle infrastrutture, fino alla formazione per i lavori del futuro, che non possono essere risolte senza la leadership aziendale».

Scopo e profitto
Tra i messaggi chiave nella lettera 2019 di Larry Fink spicca la sottolineatura della differenza tra scopo e profitto: secondo il presidente e amministratore delegato di BlackRock «Lo scopo (...) è la ragione d'essere fondamentale di un'azienda, ciò che essa fa ogni giorno per creare valore per i suoi portatori d'interesse. Lo scopo non è solo la ricerca del profitto, bensì la forza propulsiva per ottenerlo». Sbaglierebbe chi dovesse leggere in queste parole un auto critica rispetto alla ricerca del profitto del mondo finanziario; quello che Fink cerca di sottolineare è l’approccio “olistico” che sta cercando di implementare nell’organizzazione del lavoro dei suoi gestori, quando scelgono le società target in cui investire il denaro dei propri clienti.

Mondo in evoluzione
«Utili e scopo non sono affatto in contraddizione - spiega Fink - , anzi risultano indissolubilmente legati tra loro. Gli utili sono essenziali, se una società deve servire efficacemente tutti i suoi portatori d'interesse nel tempo – non solo gli azionisti, ma anche i dipendenti, i clienti e la comunità. Lo scopo guida la cultura, crea un quadro di riferimento per un processo decisionale coerente e contribuisce, in ultima analisi, a sostenere i rendimenti finanziari a lungo termine per gli azionisti della sua società».

Esigenze ineludibili, che emergono da un ricambio generazionale ormai irreversibile tra gli investitori: «Questa dinamica sempre più evidente, alimentata da un'opinione pubblica che pretende standard più elevati dalle società, continuerà ad accelerare perché i millennial – che oggi rappresentano il 35% della forza lavoro – hanno nuove aspettative nei confronti delle aziende per cui lavorano, dalle quali acquistano o in cui investono»

Le priorità del 2019
Per questo Fink, nella sua lettera 2019, sottolinea l’importanza del ruolo di una società di gestione del risparmio, che investe nelle società scegliendole tra molte e, in alcune occasioni, modificandone il destino finanziario. Non a caso, così Fink indica nel la lettera le priorità di relazione di BlackRock con le società in cui investe: «Governance, compreso l'approccio alla diversity del consiglio di amministrazione, la strategia societaria e l'allocazione del capitale, le remunerazioni che includono il lungo termine, i rischi e le opportunità ambientali e la gestione del capitale umano. Queste priorità sono frutto del nostro impegno a occuparci di questioni che influenzano le prospettive di un'azienda non solo per il trimestre successivo, ma anche lungo gli estesi orizzonti che i nostri clienti stanno pianificando».

«L'engagement - spiega Fink, sottolineando i rischi degli investimenti nel breve termine - non guarda all’attività quotidiana, bensì punta a comprendere la vostra strategia per realizzare una crescita a lungo termine. Come dicevo lo scorso anno, perché siano davvero produttive, le attività di engagement non possono svolgersi esclusivamente durante la stagione delle deleghe, quando si discute solo di voti favorevoli o contrari sulle delibere proposte. I migliori risultati sono frutto di un dialogo solido e continuativo lungo tutto l'arco dell'anno. La chiarezza dello scopo aiuta le aziende a rendere più efficaci questi pilastri strategici per raggiungere obiettivi di lungo periodo».

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