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La maxi-cessione di Npl manda in rosso Banco Bpm

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BILANCIO 2018

La maxi-cessione di Npl manda in rosso Banco Bpm

Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm (Ansa)
Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm (Ansa)
Andamento titoli
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La pulizia dei crediti problematici e la maxi cessione da 7,8 miliardi di Npl portano in rosso il bilancio del Banco Bpm. L'istituto è tornato in rosso nel 2018, che si è chiuso con 59,5 milioni di euro di perdite, a fronte dei 558 milioni di utili realizzati nel 2017. Sul risultato hanno pesato 1,94 miliardi di euro di rettifiche su crediti, lievitate a causa dell'accelerazione del processo di derisking legato alla cessione dei pacchetti di Npl dei progetti Exodus e Ace, costati complessivamente 713,9 milioni di perdite su crediti. Il rosso del quarto trimestre è stato di 584 milioni di euro.

Il risultato normalizzato al netto delle componenti non ricorrenti è pari a 342,8 milioni, a fronte dei 557,8 milioni (al netto di badwill e impairment) del 2017, quando il bilancio aveva beneficiato della cessione di Aletti Gestielle (l'utile contabile era stato di 2,6 miliardi). Tornando al 2018, i proventi operativi sono saliti del 6,4% a 4,8 miliardi, con margine di interesse a 2,3 miliardi (+8,5%) e commissioni nette a 1,85 miliardi (-5,2%). In calo del 4,5% a 2,8 miliardi gli oneri operativi, per un rapporto cost/income sceso al 58,5%.

Quanto alla solidità patrimoniale, l'istituto ha un Cet1 phased in al 13,5% (il dato fully phased è all'11,5%) “nonostante l'impatto negativo del derisking e dei titoli governativi”. Il cda non ha proposto quindi alcun dividendo. Banco Bpm ha ridotto nel corso del 2018 lo stock complessivo di crediti deteriorati di 13,2 miliardi di euro, con un decremento complessivo dalla data della fusione tra Banco Popolare e Bpm di 18,2 miliardi, pari al doppio di quanto previsto dal piano strategico.

A fine 2018 lo stock dei crediti deteriorati netti si è attestato a 6,7 miliardi, al netto dei finanziamenti in via di dismissione, con una contrazione di 6,3 miliardi rispetto a fine 2017 (-48,4%). Il dato è calcolato su base pro-forma considerando gli impatti positivi delle azioni di capital management che coinvolgono il credito al consumo “il cui perfezionamento - spiega il Banco Bpm - è atteso entro il 30 giugno 2019”.
Banco Bpm «approverà entro la fine dell'anno un nuovo piano strategico», ufficializzando quanto anticipato sabato scorso dall'a.d. Giuseppe Castagna nel corso del congresso Assiom Forex.

Quanto alle prospettive per l'esercizio in corso, Banco Bpm sottolinea che «il focus operativo si concentrerà sulla gestione ordinaria, che sarà complessivamente improntata al recupero di redditività potendo trarre vantaggio dagli effetti sinergici derivati dalla fusione, dal derisking e dal riassetto di attività». Secondo la banca «l'andamento dei proventi dovrebbe beneficiare di un quadro di probabile riduzione delle pressioni competitive sulla marginalità, del trend positivo dei volumi di impiego, di un costo medio della raccolta operata tramite rete commerciale ancora contenuto, e di un contributo positivo delle partecipate».

Quanto alla dinamica delle commissioni, «in particolare quelle derivanti da servizi di gestione, intermediazione e consulenza, e del risultato finanziario netto», l'istituto avverte che potrebbe «ancora in parte risentire dell'incertezza e della volatilità dei mercati, in particolare se dovessero riproporsi le tensioni sui titoli domestici». «Il contenimento dei costi operativi» continuerà inoltre «a costituire uno dei principali fattori di attenzione», mentre il costo del credito, «a esito della forte diminuzione delle esposizioni non performing e di una contrazione dei flussi in ingresso nelle categorie di credito deteriorato, è atteso ridursi in modo molto significativo, nel rispetto di un elevato livello di copertura».

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