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Unicredit, utile netto a 3,9 miliardi nel 2019

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Unicredit, utile netto a 3,9 miliardi nel 2019

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Unicredit archivia il 2018 con un utile netto rettificato a 3,9 miliardi di euro in aumento del 7,7% rispetto al rettificato 2017, malgrado elevati accantonamenti
addizionali a fronte delle sanzioni Usa. Il quarto trimestre, che si è chiuso con un utile rettificato di 840 milioni (l'utile contabile sarebbe stato di 1,7 miliardi), è il migliore ultimo trimestre dell’anno per la seconda volta negli ultimi 10 anni e ha superato il risultato di 693 milioni previsto dal consensus degli analisti.

Il gruppo bancario, guidato da Jean Pierre Mustier, ha confermato oggi, in occasione dei dati di bilancio, un utile netto a fine 2019 pari a 4,7 miliardi di euro e un RoTE superiore al 9% al netto del contributo positivo da 887 milioni registrato nel quarto trimestre in seguito alla prima adozione del principio contabile Ifrs 9, con il RoTE della Group Core superiore al 10 per cento. L’istituto, sottolinea una nota, continuerà a mantenere un importante buffer Mda di 200-250 punti base, con un target di CET1 ratio a fine 2019 pari a 12,0-12,5 per cento. Confermato anche l'obiettivo di Npl della “non core” (la bad bank interna) a 14,9 miliardi a fine anno, con azzeramento a fine 2021. Il nuovo piano strategico, spiega l'istituto, sarà presentato a Londra il prossimo 3 dicembre.

«UniCredit ha realizzato una performance da record nel 2018, con risultati migliori dell'ultimo decennio. Sono orgoglioso delle nostre ottime prestazioni e dell'impegno dei nostri team, che hanno lavorato instancabilmente per tutto l'anno in un contesto macroeconomico impegnativo» commenta l’amministratore delegato, aggiungendo poi: «Transform 2019 è in anticipo sul piano. Abbiamo già raggiunto il 100 per cento della riduzione degli Fte e il 93 per cento degli obiettivi di chiusura delle filiali. I costi operativi del nostro Gruppo sono stati 10,7 miliardi di euro, migliori rispetto all'obiettivo di piano di 11 miliardi di euro». Inoltre Mustier sottolinea: «Le esposizioni deteriorate lorde di gruppo sono in calo di oltre il 50% rispetto al terzo trimestre del 2016», mentre «le esposizioni deteriorate lorde della non core sono pari a 18,6 miliardi, in calo di 7,5 miliardi su base annua».

Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo cash di 0,27 euro per azione pari a un monte dividendi complessivo di 600 milioni di euro.

Guardando al futuro

«Il nostro piano è basato su assunzioni organiche. Siamo una banca felicemente basata in Italia e quotata in Italia e continueremo a esserlo» ha commentato Mustier, in una conference call con le agenzie di stampa, replicando a chi gli chiedeva di commentare le indiscrezioni su una possibile separazione delle attività del gruppo. Per quanto riguarda in generale i rumor su ipotesi di aggregazioni, Mustier ha ribattuto: «Non dovreste credere a quello che leggete, altrimenti UniCredit sarebbe l'unica banca in Europa che si fonde con tutte le altre. C’è un florilegio di speculazioni che sono prive di fondamento». Mustier ha comunque ricordato l’importanza che in Europa ci siano grandi banche «per sostenere l'economia e le Pmi, banche paneuroepee». Per questo, ha concluso, UniCredit «continuerà a svilupparsi su base paneuropea per sostenere la crescita».

Dalla call, inoltre, è emerso che Unicredit non prevede la figura di un direttore generale dopo le dimissioni di Gianni Franco Papa. Lo ha spiegato il ceo della banca, Jean Pierre Mustier nella call con le agenzie indicando che la prima linea è composta da 8 manager. Papa, dopo 39 anni nel gruppo, si dimetterà in accordo con la banca, con efficacia dal 1 Giugno. Già da oggi tuttavia non ha più il ruolo direttore generale.

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