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Servizio |la giornata dei mercati

Piazza Affari «vede» i 20mila, +9% da inizio anno. Stop a Sanchez ferma Madrid

Andamento titoli
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Le schiarite sullo shutdown Usa e sul negoziato Pechino-Washington alimenta la propensione al rischio sui mercati finanziari che si traduce in un rialzo dei listini azionari ma anche sui titoli sovrani. Solo Madrid ha fatto eccezione tra i principali indici (-0,01%) dopo il voto contrario del Parlamento spagnolo alla legge di bilancio proposta dal Governo Sanchez che apre la strada a elezioni già in primavera. Piazza Affari è stata la migliore: il FTSE MIB ha guadagnato lo 0,93% chiudendo a pochi punti da quota 20mila punti, soglia superata nel pomeriggio quando l'indice ha raggiunto i massimi da quattro mesi (+9% da inizio anno). In grande evidenza il risparmio gestito sulla scia della raccolta di gennaio e della performance di Amundi a Parigi dopo i conti: +4,9% Finecobank , +4,2% Azimut, +4,1% Banca Generali. In flessione Bper (-0,7% la correzione dopo sedute di forti acquisti venerdì e lunedì) e Ubi Banca (-1%). E' Monte dei Paschi la migliore tra i bancari (+3,58%) mentre lo spread è sceso a 266 punti (2,78% il rendimento dei 10 anni).

Andamento dello spread Btp / Bund

Minerari e tecnologici ok, Heineken trascina l'alimentareL'ottimismo sulle trattative Usa-Cina per scongiurare i dazi commerciali ha acceso soprattutto il comparto dei minerari e dei tecnologici, bene anche alimentare (grazie al +6% Heineken ad Amsterdam) e comparto viaggi e tempo libero. Quanto agli indici, Parigi ha chiuso a +0,3%, Francoforte lo 0,37%, Londra lo 0,8%. Tornando a Piazza Affari, ancora una seduta brillante per Recordati (+3%), in evidenza Salvatore Ferragamo (+3,5%). Tra i bancari è stata ancora una volta Unicredit(+2,2%) la migliore del Ftse Mib accompagnata da Mediobanca (+1,7%). Bene i titoli della galassia Exor-Agnelli: +2% per la holding Exor, +1,57% per Fiat Chrysler, +1,29% per Cnh Industrial dopo i dati Usda sull'andamento delle vendite di macchine agricole negli Stati Uniti a gennaio. Fuori dal Ftse Mib, +19,9% per Il Sole 24 Ore, +6% Caltagirone Editore. Balzo in doppia cifra (+14%) per Elica all'indomani dei conti 2018 chiusi con un incremento dell'8,5% del margine operativo lordo a 40 milioni di euro. Denaro anche su OVS e Sogefi.
Nel resto d'Europa, in luce Richemont (+4,9%) e Swatch(+1,9%) a Zurigo in una giornata vivace per tutto il comparto lusso. Male Thyssenkrupp(-4,5%) che ieri ha diffuso una trimestrale con utili operativi in calo. Ad Amsterdam tonfo del 7,7% di Abn Amro dopo i conti. A Parigi +1,8% di Edf dopo le indiscrezioni di Bloomberg sul progetto da parte del Governo francese di procedere al riacquisto delle quote di minoranza "delistando" così il gruppo dell'energia dalla Borsa parigina.

BTp, assegnati 2,25 mld triennali, rendimento scende 8 cent allo 0,99%
Rendimenti in calo per i BTp assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso l'ottava tranche del BTp a 3 anni scadenza 15/10/2021 per 2,25 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,987 miliardi. Il rendimento è sceso di 8 centesimi attestandosi allo 0,99%. Collocata anche la nona tranche del BTp a 7 anni scadenza 15/11/2025: a fronte di richieste per 3,105 miliardi l'importo emesso è stato pari a 2,25 miliardi mentre il rendimento, in calo di 9 centesimi sull'asta del mese scorso, si e' attestato al 2,26%. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 15 febbraio.

Euro/dollaro debole, petrolio in rialzo
Euro/dollaro debole a 1,1285 (da 1,1326). L’euro/dollaro, spiegano gli analisti di Mps Capital Services, «continua a ballare in un range ampio intorno a 1,13 in funzione del newsflow sul fronte politico, commerciale e delle banche centrali». La moneta statunitense, nonostante l'inflazione fiacca a gennaio, ha raggiunto i massimi da metà dicembre guardando al dollar index che riflette l'andamento della moneta rispetto a un paniere delle principali divise. Petrolio in rialzo a 54 dollari al barile nel Wti aprile e a 63,4 dollari al barile nel Brent aprile nonostante l'aumento oltre le attese delle scorte Usa di greggio. Nella settimana conclusa il 9 febbraio scorso, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono cresciute più del previsto. Il dato è salito di 3,633 milioni di barili a 450,840 milioni di unità, mentre gli esperti attendevano un rialzo di 2,1 milioni di unità. Secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, gli stock di benzina sono saliti di 0,408 milioni di barili, contro un aumento di 0,7 milioni previsto dagli esperti. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono aumentate di 1,187 milioni di unità, mentre le attese erano per -1,6 milioni di barili. L'utilizzo della capacità degli impianti è stata dell'85,9%, contro attese per l'89,9%.

Inflazione statunitense invariata su base mensile, +1,6% annuo a gennaio
I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono rimasti invariati a gennaio rispetto a dicembre per il terzo mese di fila deludendo le stime degli analisti. A tenere a freno il dato sono stati i prezzi del petrolio in calo, cosa che ha contenuto le pressioni inflative. Lo ha reso noto il dipartimento del Lavoro. Il mese scorso l'indice dei prezzi al consumo non è cambiato ma il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è salito dello 0,2% su dicembre, come calcolato dagli analisti. Su base annuale, il dato generale ha messo a segno un +1,6% e quello core un +2,2%. Il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve è pari al 2%. Nel dettaglio, i prezzo energetici il mese scorso sono scesi del 3,1%. I prezzi dei generi alimentari sono aumentati dello 0,2%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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