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Gerardo Braggiotti diventa advisor di Goldman Sachs

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Gerardo Braggiotti diventa advisor di Goldman Sachs

Gerardo Braggiotti
Gerardo Braggiotti

Famosa per prestare i propri uomini alle istituzioni, Goldman Sachs sceglie il banchiere Gerardo Braggiotti come country advisor. Una poltrona prestigiosa, che in America ha rappresentato il viatico verso la Casa Bianca per Robert Rubin e Henry Paulson, diventati segretari del Tesoro dopo l’esperienza nella banca Usa, e che in Italia è stata occupata da nomi di spicco, spesso esponenti politici.
L’ex presidente del Consiglio ed oggi senatore a vita Mario Monti, per esempio, ha ricoperto l’incarico di international advisor di Goldman dal 2005 al 2011.

Così come l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi, che è stato consulente della banca americana, dal 1990 al 1993; copione simile anche per Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo di Silvio Berlusconi; il presidente della Bce Mario Draghi in Goldman Sachs è stato vicepresidente e managing director dal 2002 al 2005 dopo essere stato direttore generale del Tesoro (1999-2001), così come un passato in Goldman, lo vantano anche i banchieri Claudio Costamagna e Massimo Tononi.

Tutti, a fasi alterne, sono stati ”ingaggiati” dalla potente banca americana che storicamente è stata maestra nel cosiddetto fenomeno delle “porte girevoli”: dalla banca alla politica, e viceversa. Un «viceversa» più frequente nelle storie italiane, come insegnano le esperienze di figure politiche o di sistema come Gianni Letta, Mario Draghi, Romano Prodi, Mario Monti. E che nel caso di Braggiotti rappresenta forse un’eccezione, anche per la distanza dal mondo politico e dalle partecipazioni statali che da sempre lo contraddistingue.

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