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Borse senza il faro di Wall Street, Piazza Affari +0,6% con Tim superstar

Andamento titoli
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Piazza Affari chiude in moderato rialzo una seduta poco mossa per il Vecchio Continente sulla spinta del comparto bancario e di una manciata di titoli tra cui Telecom. Il FTSE MIB è salito dello 0,58% e da inizio anno del 10,95 per cento. Gli indici europei venerdì scorso hanno toccato i massimi da quattro mesi e quella di oggi è apparsa una giornata di consolidamento, quando Wall Street è rimasta ferma per la festività del Presidents’ Day. La chiusura della Borsa Usa ha fatto mancare in parte volumi agli scambi che non sono stati particolarmente vivaci. Sul mercato resta alta l’attenzione per i negoziati commerciali tra Usa e Cina, che proseguiranno a Washington questa settimana, e definiti «molto produttivi» dallo stesso Trump nel week end.

A Milano banche in evidenza, Ubi Banca +3,91%

A Milano, occhi puntati sulle banche, dopo che dall’Europa sono arrivate indicazioni in merito a una possibile nuova operazione di Tltro, le aste a lungo termine della Banca centrale europea per il finanziamento degli istituti di credito. Inoltre, questa mattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha aperto a un rinnovo del meccanismo di garanzia pubblica Gacs per facilitare lo smaltimento dei crediti deteriorati sempre delle banche. Intanto, lo spread tra BTp e bund decennale tedesco è sceso a 265 punti base. Tra i titoli del settore, in luce Ubi Banca +3,9% e Unicredit +3,15%, seguite da Banco Bpm e Intesa Sanpaolo. In controtendenza Bper (-0,40%), che per un broker tratterebbe a premio rispetto al settore.

Il cambio euro / dollaro

Continua il rally di Tim, +10% da annuncio Cdp su aumento quota

In deciso progresso anche Telecom Italia (+3,19%), che da quando Cassa depositi e prestiti ha annunciato l’intenzione di aumentare la sua quota nel capitale del gruppo di tlc – attualmente è quasi al 5% - ha preso circa il 10 per cento. Giovedì, inoltre, all’esame del Cda di Tim ci saranno i conti 2018 e le linee guida del nuovo piano industriale 2019-2021. Anche i volumi si sono ingrossati: se a inizio febbraio passavano di mano tra 70 e 80 milioni di pezzi al giorno, nelle ultime sedute sono state trattate oltre 200 milioni di azioni e anche oggi sono state contrattate circa 120 milioni di azioni.

Fiat Chrysler in calo: Ubs più cauta su 2019
Fiat Chrysler Automobiles ha chiuso in lieve calo complice un settore auto sottotono a livello europeo e il taglio di raccomandazione (da "buy" a "neutral") operato dagli analisti di Ubs sul titolo della casa italo-americana. Gli analisti elvetici sottolineano di attendersi utili operativi 2019 meno vivaci di quanto precedentemente previsto a causa di due fattori: l'aumento della redditività inferiore alle stime nell'area nordamericana a causa dell'incremento dei costi e uno scenario di mercato più impegnativo tanto in Europa quanto in Cina. Secondo un report di oggi, Ubs sottolinea che i "lavori in corso" in tre aree importanti per Fca avranno tempi lunghi prima di portare a una ripresa della redditività: il riferimento degli analisti è alla riduzione dei costi e al miglioramento del "channel mix" nell'area Europa, Medio Oriente e Africa, all'ampliamento della gamma di prodotti per i marchi Maserati e Alfa e al rafforzamento del brand Jeep in Cina.

Acquisti su Mediaset e la controllata spagnola
Fuori dal segmento principale, gli acquisti hanno premiato Mediaset (+3,34%) e a Madrid (+0,29% l'Ibex35) la controllata spagnola Mediaset Espana (+2,75%). C'è ancora tempo prima della pubblicazione dei conti (27 febbraio per la spagnola e 12 marzo per Cologno Monzese), ma i nuovi acquisti annunciati dalla holding Fininvest nel capitale della capogruppo (lo 0,43% che porta la quota in capo alla famiglia Berlusconi al 44,17% del capitale e al 45,88% dei diritti di voto) hanno offerto occasione per tornare sui titoli del gruppo televisivo: dividendo e progetti di alleanze o di aggregazione sono i due fattori a cui si alzerà l'attenzione degli analisti nelle prossime settimane. Mediaset Espana ha già annunciato, insieme all'avvio di un nuovo programma di acquisto di azioni proprie da 200 milioni, la distribuzione di un dividendo pari al 50% degli utili (stimati a poco meno di 200 milioni di euro). Mediaset spa dovrebbe procedere a sua volta a distribuire una parte degli utili: il consensus Bloomberg stima a 0,06 euro per azione la cedola, anche se alcune case di investimento scommettono per un valore di 0,2 euro per azione. L'altro tema su cui si attende qualche segnale dalla società è l'avanzamento del progetto di creazione di un polo tv europeo con altri broadcaster.

Spread cala a 265 punti, rendimento giù al 2,77%
Seduta positiva per i titoli di Stato scambiati sul secondario telematico. L'apprezzamento dei corsi dei titoli italiani, in controtendenza rispetto ai prezzi deboli dei titoli sovrani core, ha permesso una chiusura dello spread con i bund. Nel finale il differenziale di rendimento tra il BTp decennale italiano benchmark (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco è stato indicato a 265 punti base, in calo rispetto ai 268 punti di stamani in avvio e ai 270 punti del finale di venerdì. In lieve calo anche il rendimento del decennale titolo italiano che si riporta sotto il 2,8% segnato al closing di venerdì. Nel finale di seduta segna un 2,77% (2,78% in avvio).

L'euro si rafforza e riconquista quota 1,13 dollari
Sul fronte dei cambi, la moneta unica si è rafforzata, riguadagnando quota 1,13 a 1,1311 dollari (1,1299 in avvio e 1,1296 venerdì scorso), e a 125,072 yen (124,98 e 124,78), quando il dollaro vale 110,573 yen (110,47 e 110,6). Il petrolio, infine, è in rialzo dello 0,66% a 56,35 dollari al barile per quanto riguarda il contratto sul Wti consegna Aprile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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