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Ancora vendite dall'estero sui titoli di Stato. Ma a dicembre pesano…

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gli effetti dell’operazione Essilor-Luxottica

Ancora vendite dall'estero sui titoli di Stato. Ma a dicembre pesano rimborsi

Nuova forte corrente di vendite di titoli di Stato italiani a dicembre da parte degli investitori esteri ma in questo caso, secondo i flussi finanziari registrati dalla bilancia dei pagamenti italiana, non si può parlare di «fuga dal rischio Italia» bensì di un deflusso legato «agli elevati rimborsi netti da parte del Tesoro» scrive la Banca d'Italia nella nota pubblicata oggi, ossia le ingenti scadenze di titoli del debito italiano non rinnovate dagli investitori non residenti.

La bilancia dei pagamenti di dicembre, scrive la Banca d'Italia, ha registrato un surplus di conto corrente di 45,3 miliardi (pari al 2,6% del Pil) dai 48 miliardi del 2017 e al peggioramento ha contribuito principalmente la riduzione dell’avanzo delle merci (48,5 miliardi, da 55,8), mentre i saldi dei servizi e dei redditi primari sono migliorati. Tornando ai titoli di Stato, la prova che a dicembre non ci sia stato un effetto fuga dagli asset italiani è nel dato, positivo per 5,8 miliardi, di acquisti dai non residenti di bond bancari italiani. Le obbligazioni bancarie italiane ancora in circolazione sono evidentemente appetibili per le alte cedole che offrono. Tra le passività del conto finanziario la Banca d'Italia segnala poi «vendite di titoli azionari, queste ultime in larga parte legate al completamento di un’operazione di fusione di un grande gruppo industriale italiano con una società estera». Si tratta del conferimento delle azioni Luxottica da parte della Lussemburghese Delfin in Essilor che ha portato alla nascita del colosso europeo dell'occhialeria EssilorLuxottica.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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