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Clima, Glencore mette un tetto alla produzione di carbone

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CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

Clima, Glencore mette un tetto alla produzione di carbone

Glencore, colosso del carbone, promette di non espandere più la produzione per arginare il cambiamento climatico. L'impegno è stato annunciato in risposta alle pressioni degli investitori, sempre più preoccupati per l'emergenza ambientale, ed è un gesto significativo da parte del gruppo guidato da Ivan Glasenberg, che finora aveva sempre difeso il ruolo del combustibile fossile - il più sporco, ma anche uno dei più economici - nel soddisfare il futuro fabbisogno di energia, soprattutto nei Paesi emergenti.

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Glencore ha presentato la sua decisione come parte di un piano più ampio, per allinearsi agli Accordi di Parigi sul clima e si è impegnata anche a ridurre più in generale le emissioni di CO2 delle sue attività estrattive. L'iniziativa ha subito ricevuto il plauso della Chiesa anglicana, tra i soggetti più attivi nel promuovere la piattaforma di Climate Action 100+, alla quale oggi aderiscono investitori con oltre 32mila miliardi dollari in gestione. «Il fatto che abbiano accettato di non espandere la capacità nel carbone lancia un chiaro messaggio», secondo Edward Mason, head of responsible investment della Church Commissioners of England. Tutto il settore potrebbe essere incoraggiato a seguire l'esempio, convincendosi che «il carbone non è più un elemento sostenibile del portafoglio».

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L'impressione tuttavia è che la mossa di Glencore rientri in un'abile strategia d'immagine. La società — a differenza della concorrente Rio Tinto, che ha ceduto le miniere di carbone — non ha in realtà nessuna intenzione di ridimensionare le sue attività. Si limiterà a contenere le estrazioni di carbone (sia termico che metallurgico) intorno a 150 milioni di tonnellate l'anno, ossia i volumi previsti per il 2019. Un ulteriore sviluppo della produzione è escluso, salvo che Glencore non rilevi in futuro quote di miniere da società partner: un diritto che la società, che controlla un quarto delle esportazioni mondiali di carbone termico, non ha dimenticato di riservarsi.

Glencore ha una posizione dominante in particolare nelle forniture di carbone di alta qualità, fa notare Prakash Sharma, direttore della ricerca di Wood Mackenzie: «Limitarne la produzione è significativo perché in questo modo i prezzi resteranno alti. Glencore privilegia il valore piuttosto che i volumi».
Lo stesso Glasenberg non nega che un elemento importante della strategia sia proprio quello di adottare lo stile dell'Opec: tagli di produzione a sostegno dei prezzi (oltre che a tutela dell'ambiente). «Promette bene per il prezzo - ha ammesso il ceo di Glencore - Il carbone è una delle poche materie prime al mondo per cui non si prevede una grande crescita dell'offerta».

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