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Camfin rivede il patto fra soci, Intesa all’ingresso con un 10%

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Camfin rivede il patto fra soci, Intesa all’ingresso con un 10%

La nuova Camfin prende forma con un socio di peso, un ritorno eccellente: Intesa Sanpaolo. Secondo indiscrezioni, nelle ultime settimane, i grandi soci della holding a cui fa capo l’11% circa di Pirelli stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli legati all’assetto azionario e alla governance della holding. In questo quadro Intesa Sanpaolo, che nei mesi scorsi aveva esaminato il dossier, entrerà nel capitale di Camfin con una quota leggermente inferiore rispetto a Unicredit, socia al 12%. Alcune fonti indicano nel 10% un peso verosimile, così come sottolineano che l’operazione dovrebbe essere perfezionata direttamente attraverso la banca guidata da Carlo Messina.

L’ingresso di Intesa Sanpaolo, che potrebbe essere comunicato a breve, arriva dopo l’uscita dall’azionariato di Camfin di due soci storici, Carlo Acutis e il fondo Manzoni. Un disimpegno avvenuto in concomitanza con la scadenza del lock up dei soci Pirelli, lo scorso 4 ottobre, che ha ridisegnato gli assetti della holding, ma ha confermato l’impegno della maggioranza dei soci Pirelli. Con i nuovi equilibri, ancora in via di definizione, si assiste così a un importante rafforzamento del nocciolo italiano raccolto intorno a Marco Tronchetti Provera e alla ricostituzione del vecchio blocco bancario formato da Intesa Sanpaolo- UniCredit che storicamente ha detenuto circa il 20% di Camfin. Insieme a loro compaiono Mtp spa, che fa capo a Marco Tronchetti Provera con il 42%, e gli alleati storici, originariamente soci al 35% circa di Camfin, ma la cui quota potrebbe ora subire delle piccole variazioni.

Proprio l’alleanza con Intesa Sanpaolo e UniCredit in passato è stata una variabile decisiva per Marco Tronchetti Provera per far fronte ai numerosi riassetti che si sono susseguiti nella storia di Pirelli e sono poi culminati con l’ingresso del gruppo cinese ChemChina, a cui fa capo oggi il 45,5% di Pirelli. L’asse tra Tronchetti Provera e le due banche italiane è risultata fondamentale soprattutto in occasione del complicato divorzio tra il numero uno di Pirelli e la famiglia Malacalza. Che, proprio alle banche, garantì importanti plusvalenze. Nel 2013, infatti, l’intervento di UniCredit, Intesa e Clessidra rese possibile l’uscita dalla catena societaria della Bicocca e la contestuale liquidazione della famiglia ligure. Una mossa che mai fu più azzeccata, se si pensa che in solo nove mesi le due banche e il fondo di private equity riuscirono a spuntare plusvalenze clamorose grazie all’intervento del gruppo russo Rosneft, raddoppiando l’investimento iniziale.

Tronchetti Provera, dunque, trova nuove importanti conferme con il ritorno di Intesa Sanpaolo tra i soci stabili di Camfin. E il tutto avviene in una fase molto delicata dell’alleanza con il gruppo cinese ChemChina in Pirelli, un asse che nei prossimi si misurerà su più fronti, dall’avvio del capitolo della successione alla guida del gruppo degli pneumatici, che sarà predisposta dallo stesso Marco Tronchetti Provera, alla scadenza degli stessi accordi, fino alla riorganizzazione delle attività industrial.

Con l’approvazione del bilancio 2019 da parte dell’assemblea di Pirelli, scadranno infatti i patti parasociali siglati all’epoca dell’ingresso dei soci cinesi. Se l’italianità di Pirelli non appare in discussione (le clausole che la tutelano sono infatti inserite anche nello statuto e non solo nei patti in scadenza), resta invece da capire in che termini l’azionariato sarà ridisegnato e che ruolo giocherà Tronchetti Provera in Pirelli sia come socio sia come manager. Sulla carta, infatti, già nei prossimi mesi dovrà essere avviata la macchina per individuare chi, dopo l’attuale Ceo di Pirelli, prenderà le redini del gruppo. Un passaggio di consegne già scritto negli accordi con ChemChina e che sarà predisposto dallo stesso Tronchetti Provera. A novembre 2019, l’attuale numero uno della Bicocca dovrà comunicare il proprio successore al comitato nomine. Lo farà con il supporto di una società specializzata, scegliendo all’interno del gruppo Pirelli, tra la squadra di manager che già oggi lo affiancano nella gestione operativa della società. Questo, ovviamente, salvo improvvise modifiche degli accordi con ChemChina.

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