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Tim, per Gubitosi obiettivo dividendo e 400 milioni di risparmi entro il…

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IL ceo in conference call

Tim, per Gubitosi obiettivo dividendo e 400 milioni di risparmi entro il 2021

Obiettivo ritorno al dividendo, anche se non nel breve periodo, conversione delle azioni di risparmio vista con favore, e taglio dei costi a fine piano, cioè al 2021, per circa 400 milioni di euro. Sono gli aspetti principali emersi dalla prima conference call con gli analisti dell’amministratore delegato di Telecom Italia, Luigi Gubitosi, accompagnato dal cfo Piergiorgio Peluso. Nel taglio dei costi previsti, sono conteggiati anche gli effetti di oltre 4mila dipendenti in meno che usciranno dal gruppo, secondo l’accordo firmato a metà dell’anno scorso, con i prepensionamenti e la quota 100. Nel piano non sono previsti nuovi esuberi. Tim, ha detto l’amministratore delegato presentando i dati agli analisti «deve fare meno annunci e più execution». Un esempio è l'accordo siglato con Vodafone e realizzato in soli 100 giorni . La prossima tappa sarà il road show che partierà a Londra martedì prossimo.

Il ritorno alla distribuzione di dividendi per le azioni ordinario non è previsto «attualmente » ma rappresenta «il nostro obiettivo», ha detto Gubitosi, spiegando che Telecom ╗«deve tornare a essere
una societa' normale, e una società normale è una società dove ceo e board completano il mandato ed è capace di pagare dividendi». Questo «sarà il nostro obiettivo». Nell'arco di piano, ha aggiunto, «non sono certo che sara' possibile raggiungere un livello investment grade, non stiamo pensando di pagare dividendi attualmente» ma «e' una cosa che ci interessa moltissimo, è una preoccupazione che abbiamo, l'obiettivo finale è ricominciare a distribuire dividendi per soddisfare gli azionisti». Gubitosi è tornato anche sul tema della conversione delle azioni di risparmio, uno dei punti principali contenuti nel piano TrasformingTim presentato dall’azionista Elliott in occasione della sua ascesa nel capitale di Telecom. «Tutti – ha detto Gubitosi- si sono liberati delle azioni di risparmio, se avremo le condizioni giuste dovremmo fare la stessa cosa, liberarcene». E' una decisione che spetta «all'assemblea, non al ceo. Io sarei per la conversione»

Su Inwit prevista chiusura entro 2019
Dopo l’esborso monstre per le frequenze 5G da 2,4 miliardi a testa, ieri Vodafone e Tim hanno annunciato un memorandum of undestanding per condividere investimenti sulla nuova tecnologia e su tutta la rete mobile. Un accordo definito da Gubitosi «molto importante», concluso velocemente, motivo per cui ringrazia «i colleghi di Vodafone». I negoziati comprendono la possibilità di condividere, oltre alle antenne, le torri dei due gruppi nella società delle torri Inwit, controllata da Telecom e quotata in Borsa. Un’operazione per cui« non ci sarà nessuna opa obbligatoria». Vodafone avrà nella società delle torri «partecipazione e diritti di governance uguali ai nostri» La chiusura dell'operazione è attesa «entro la fine del 2019"» . Gli effetti di eventuali operazioni con Open Fiber e dell'accordo con Vodafone «non sono incluse nel piano in alcun modo».

«Con Open Fiber non escludo nulla e non indico nulla»
Sull’aggregazione delle reti fisse, invece, in discussione con Open Fiber, Gubitosi ha ancora una volta sottolineato che al momento sono aperte tutte le opzioni: «Parliamo delle 50 sfumature di rete fino alla combinazione dei business». Inoltre «Non c'è una fine della storia predefinita in nessun senso, non sto escludendo nulla nè indicando nulla». Gli analisti chiedevano se, nel caso di creazione della società della rete con Open Fiber, l'operazione fosse in capo alla holding o alla controllata della rete Netco, e se ci fosse l'eventualità che Tim perda il controllo del network. «In questa fase - ha aggiunto il ceo - vogliamo capire», analizzando «fatti e cifre».

Taglio costi per circa 400 milioni, non previsti nuovi esuberi
Nell’arco della strategia industriale approvata ieri in cda, sono previsti risparmi per l’8% dei costi su cui è possibile lavorare. Si tratta, emerge dalle slide, di un risparmio di circa 400 milioni, considerato che si può agire su costi da circa 5 miliardi. Come ha chiarito il cfo, Piergiorgio Peluso la riduzione dei costi interesserà settori come le aree del canale vendite con razionalizzazione dei negozi, delle aree dei negozi, «la parte che si occupa del caring per i clienti» visto che stiamo cercando di automatizzarci sempre di piu', anche qui è previsto un risparmio», il taglio dei costi del personale. Non sono previsti dal piano nuovi esuberi: l'uscita di 4-5mila persone, indicata dall'amministratore delegato in conference call, che avverrà entro il 2020 «attraverso prepensionamenti e quota 100» e' infatti gia' prevista nell'accordo firmato con i sindacati a meta' del 2018. .

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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