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Il Pil Usa spinge le Borse, a Piazza Affari svettano Saipem e Fineco

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Il Pil Usa spinge le Borse, a Piazza Affari svettano Saipem e Fineco

Andamento titoli
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Il flop del vertice tra Trump e il leader coreano Kim Jong-un non spaventa le Borse europee (leggi qui i principali indici), che hanno chiuso la seduta quasi tutte in positivo. A trainare i listini sia il settore bancario che il Pil Usa, in rialzo oltre le stime nonostante lo shutdown (l’economia americana non cresceva così dal 2015). Milano alla fine ha chiuso la seduta migliore del Vecchio Continente, con il Ftse Mib in rialzo dello 0,78% (al top da inizi ottobre) e un guadagno che da inizio anno sfiora il 13%. A dare una mano a Piazza Affari la discesa dello spread BTp/Bund a quota 258 punti (cinque in meno rispetto a ieri). Subito dietro Milano si è piazzata Madrid, con un rialzo dello 0,72%, seguita in scia da Parigi (+0,29%) e Francoforte (+0,25%). L’unica piazza a soffrire è stata quella londinese, alle prese sempre con il nodo Brexit, che ha lasciato sul terreno lo 0,46%.

In avvio di giornata, come detto, i listini europei avevano invece sofferto per le notizie in arrivo dall'Asia, dal fallimento a sorpresa del vertice tra il presidente Usa Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un al dato peggiore delle attese del Pmi manifatturiero cinese, sceso sui minimi da tre anni e per il terzo calo consecutivo, che getta nuove ombre sull'andamento della congiuntura del gigante asiatico. Il fallimento dei colloqui con la Corea del Nord, secondo quanto ha fatto sapere il Governo Usa, è legato alla richiesta di rimozione delle sanzioni. «Il mancato accordo - scrivono gli analisti di Mps Capital Services - porta immediatamente la mente degli operatori ai colloqui con la Cina». Emblematica è una frase che lo stesso Trump ha detto questa mattina: «Non ho mai paura di abbandonare un accordo, e lo farei anche con la Cina se non funzionasse».

Saipem tra i migliori (+4%) grazie a trimestrale migliore delle attese
In cima al listino si è piazzato Saipem (+4,7%) in scia con i numeri del quarto trimestre migliori delle attese e un buon portafoglio ordini. Tra gli asset manager hanno brillato Finecobank e Azimut. Acquisti concentrati sui bancari, in testa Unicredit e Banca Pop Er dopo la presentazione del piano 2021 che per gli analisti ha target prudenti. In fondo al listino protagonista in negativo la Juventus Fc (-4,1%), che ha accelerato le perdite dopo la diffusione della semestrale con un utile netto di 7,5 milioni (-82,7%), con l’esercizio 2018/2019, previsto in perdita, che sarà «fortemente influenzato» dall'andamento della Champions League. Fuori dal listino rialzi in doppia cifra per Geox (+17,2%) dopo i conti in rosso ma migliori delle attese e Bialetti (+11,7%) post-ristrutturazione del debito.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Ok Unicredit e Bper dopo Piano 2021 con target «prudenti» per gli analisti
Per quanto riguarda i conti del gruppo Saipem, secondo Equita, il quarto trimestre è stato in linea a livello operativo, con maggior flusso di cassa netta e ordini mentre la guidance 2019 risulta sopra le attese. In particolare, i ricavi hanno toccato quota 2,47 miliardi (+16%) contro i 2,16 attesi e l’Ebitda adjusted 242 milioni (dai 210 milioni attesi). Gli acquisti hanno premiato anche Pirelli & C (+1,37%), visto che l'ipotesi di un’uscita di ChemChina, smentita dai vertici del gruppo, non sembra comunque preoccupare gli analisti e il mercato. Tra i migliori bancari spicca Unicredit (+2,15%), con gli analisti di Morgan Stanley che giudicano infondati i timori mercato sul capitale dell’istituto italiano. Le vendite, al contrario, hanno colpito Stmicroelectron (-2%) in un settore – quello dell’high tech – che soffre il rallentamento dell’economia cinese. Brembo, che uscirà dal FTSE MIB lasciando il posto a Hera dal 18 marzo prossimo, sul finale ha ottenuto un +0,5%.

Sui minerali ha pesato per tutta la seduta il rallentamento della Cina
I titoli minerari hanno segnano la performance peggiore a livello settoriale appesantiti dai timori per il rallentamento dell'economia cinese. «I dati pubblicati oggi, in particolare modo il Pmi confermano la fase di deciso rallentamento dell’economia cinese già iniziata a metà dello scorso anno», commenta Luigi Nardella, direttore Ceresio Sim, Banca del Ceresio. Il rallentamento, aggiunge, ha avuto «un impatto importante sull’export europeo, determinando in buona parte la brusca frenata della crescita economica. Le autorità cinesi hanno risposto con varie misure, molto rilevante il dato di gennaio sull’espansione creditizia, di fatto uno stimolo di oltre 700 miliardi di dollari in un solo mese, il più alto mai registrato. Se quest’espansione fosse confermata nei prossimi mesi sarà molto probabile una stabilizzazione della congiuntura».

Alla Borsa di Madrid vendite su Cellnex, a Zurigo crolla Sunrise
A Madrid le vendite hanno investito soprattutto Cellnex (-3,9%) dopo l’annuncio di un aumento di capitale per 1,2 miliardi di euro per finanziare lo sviluppo in Europa. Alla Borsa di Zurigo è crollato il gruppo Sunrise in scia con l'annuncio dell'acquisizione della concorrente, Upc Suisse, per complessivi 6,3 miliardi di franchi svizzeri (circa 5,5 miliardi di euro). I titoli hanno infatti accusato un calo finale dell’8,4%. A Parigi da segnalare la seduta del gruppo francese Vivendi (+5,3%), mentre a Londra il titolo più in difficoltà è stato quello di Easyjet (-6,4%).

Andamento dello spread Btp / Bund

Lo spread ha chiuso in calo a 258, con il rendimento del decennale al 2,76%
Ha chiuso in ribasso lo spread BTp/Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco, infatti, ha terminato la seduta a 258 punti base, in calo di 6 punti base rispetto al riferimento della vigilia (264 ieri). Scende anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che è indicato in chiusura al 2,76%, dal 2,79% del closing precedente. Ieri, in area euro, era bastata l’indiscrezione riportata dal quotidiano tedesco Die Zeit sulla possibile candidatura di Weidmann (da poco riconfermato alla guida della Buba) alla presidenza della Bce a far salire i tassi governativi e le attese del mercato su un rialzo dei tassi da parte della Bce.

Valute rifugio in apprezzamento, l'euro torna sotto 1,14 dollari
Il mancato accordo tra Trump ed il Presidente nordcoreano Kim Jong un ha portato acquisti anche sulle valute rifugio (franco svizzero in primis). In questo contesto, l’euro/dollaro, dopo una risalita iniziale, è tornato sotto il tetto di 1,14 dollari. Verso la fine delle contrattazioni la moneta unica viene scambiata a 1,138 contro il biglietto verde. Andamento contrastato, infine, per il petrolio: il Wti con contratto su aprile è in risalita dello 0,4% a 57,1 dollari; il Brent del mare del Nord scende dello 0,6% a 65,9 dollari, mentre ieri il greggio era salito grazie al fortissimo calo delle scorte Usa.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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