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Nubi su economia italiana frenano Piazza Affari, vola Moncler

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Servizio |la giornata dei mercati

Nubi su economia italiana frenano Piazza Affari, vola Moncler

Andamento titoli
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Chiusura di settimana a passo ridotto per Piazza Affari al termine di una giornata che ha portato nuovi elementi di preoccupazione per l’andamento dell’economia italiana dopo che il Pmi manifatturiero è sceso in febbraio a 47,7 punti (minimo da maggio 2013) e che l’Istat ha rivisto al ribasso a +0,9% da +1% la crescita registrata per il 2018 con il debito ora indicato al 132,1%. Ieri sera Moody’s nel suo global macro outlook aveva già lanciato l’allarme per una crescita “anemica” per l’Italia con stime indicate provvisoriamente a +0,4% quest’anno e a +0,8% ma con il caveat che la crescita potrebbe essere molto più debole del previsto. A uno scenario di recessione vera e propria crede infine il 58% degli operatori Assiom Forex che hanno preso parte al sondaggio di febbraio condotto in collaborazione con Radiocor Sole 24 Ore mentre si fa strada un sempre maggiore sentimento di ottimismo per le prospettive di borsa, tanto che il 79% del campione vede indici stabili o in rialzo nei prossimi mesi. Alla chiusura della seduta di scambi, a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,17% mentre meglio sono andate le altre principali piazze europee e in particolare Francoforte (+0,81%) che ha beneficiato dei segnali di ripresa dell’economia cinese, ormai uno dei principali punti di sbocco delle auto tedesche.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Moncler sugli scudi, chiude a +11% dopo risultati sopra previsioni
E’ stata Moncler la grande protagonista della giornata di borsa a Milano. Il gruppo guadagnato il 10% dopo aver riportato per il 2018 ricavi consolidati per 1,4 miliardi, in crescita del 22% a tassi costanti e del 19% a tassi correnti, un ebitda adjusted di 500,2 milioni, in rialzo dai 411,6 milioni del 2017 e un'incidenza sul fatturato del 35,2%. L'utile netto dello scorso anno e' stato pari a 332,4 milioni, in rialzo del 33%. La società a fine anno ha vantato una cassa di 450,1 milioni, in rialzo dai 304,9 dell'anno prima. Il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea dei soci convocata il prossimo 16 aprile una cedola di 0,4 euro per un ammontare complessivo di 100 milioni.

Tra le blue chips bene settore auto, in chiaroscuro le banche

Nell'industria automobilistica buone performance per Pirelli(+2,98%), Brembo (+2,07%) e Ferrari (+1,37%) sulla scia del +2,5% messo a segno a Francoforte da Volkswagen mentre Fca ha chiuso di poco sotto la parità (-0,40%) dopo essere rimasta a lungo in ritardo. Giornata in chiaroscuro invece per il settore bancario: Se UniCredit è riuscita mantenersi al di sopra della parità, hanno invece chiuso in calo Ubi (-2,56%), Banco Bpm (-1,96%) e Mediobanca (-2,02%). In difficoltà anche gli energetici con Eni che ha perso lo 0,84%. Fuori dal Ftse Mib, balzo del 6,34% di Ovs: Tamburi Investment Partners sta trattando per rilevare il 17,8% di Bc Partners e per diventare di conseguenza primo azionista del rivenditore di abbigliamento. In evidenza De'Longhi (+2,25%) che studia l'acquisizione delle macchine da caffè professionali Gaggia. Fra i titoli in ribasso da registrare il calo dell’1.95% accusato da Saipem nella giornata in cui il Gup del tribunale di Milano Giuseppina Barbara ha rinviato a giudizio quattro ex manager della società di servizi petroliferi, nell’ambito del procedimento sul profit warning sui conti lanciato in una conference call a Borsa chiusa il 29 gennaio 201

BTp, spread chude in calo a 255 punti
Lo spread BTp/Bund ha chiuso in lieve calo a quota 255 punti dai 258 dell'ultima rilevazione di ieri. Parallelamente è sceso al 2,74% dal 2,76% di giovedi il rendimento del BTp decennale.

Petrolio chiude in calo dopo aver toccato massimi da novembre
Hanno terminato in ribasso le quotazioni del petrolio che in avvio avevano toccato i massimi da oltre tre mesi. In chiusura a New York un barile di greggio wti trattava a 56,36 dollari, in calo dell’1,52% rispetto all’ultima rilevazione di ieri. Sul fronte dei cambi lieve calo per la divisa unica che tratta a 1,1377 dollari contro gli 1,1380 di ieri sera.

Negli Usa maggior calo dal 2013 per spese consumi ma balzano i redditi
Non hanno convinto i dati macro Usa pubblicati in giornata. In dicembre gli americani hanno speso meno del previsto con un calo dello 0,5% delle spese per i consumi, la performance peggiore dal 2009. Sono invece saliti dell’1% i redditi personali, una performance nettamente superiore al rialzo dello 0,4% atteso dagli analisti. I redditi sono poi scesi dello 0,1% in gennaio. Il governo ha pubblicato oggi contestualmente i due dati mensili dato che le attività erano state sospese il mese scorso per via dello shutdown federale. Da segnalare che il tasso di risparmio è stato pari al 7,6%, in forte aumento rispetto al 6,1% di novembre. Le spese per consumi equivalgono a oltre due terzi del Pil Usa. Inoltre, l'inflazione è rimasta al di sotto dei livelli considerati ottimali per un'economia in salute. Il dato Pce è salito dello 0,1% a dicembre su base mensile, mentre su base annuale è salita dell'1,7%. La componente «core» del dato, depurata dagli elementi volatili, è aumentata dello 0,2% su base mensile come atteso e dell'1,9% su base annuale. Dati che lasciano spazio alla Federal Reserve di procedere con cautela sulla strada della normalizzazione monetaria.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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