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Deutsche-Commerz, la Borsa brinda ma il recupero dal tracollo …

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Deutsche-Commerz, la Borsa brinda ma il recupero dal tracollo sarà duro

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Del matrimonio tra i due grandi malati del credito tedesco, Commerzbank e Deutsche Bank, si parla da tempo. La sua ufficializzazione, avvenuta con un comunicato ufficiale pubblicato domanica, è comunque una notizia rilevante. E il mercato ne ha preso atto: il titolo Commerzbank è arrivato così a guadagnare oltre il 7% nei primi scambi. Ma le azioni di Deutsche Bank salite di oltre il 4% alla Borsa di Francoforte per poi limare i guadagni.

Da inizio anno le azioni di Commerzbank hanno guadagnato più del 32% in Borsa. Quelle di Deutsche il 13 per cento. In entrambi i casi si tratta di guadagni superiori alla media del settore bancario europeo che, nello stesso lasso di tempo, ha guadagnato il 9 per cento.

Questa performance in controtendenza rispetto al settore per i due istituti tedeschi è un’anomalia dato che, negli ultimi anni, è successo esattamente il contrario. Nell’ultimo quinquennio l’indice settoriale bancario europeo Stoxx 600 ha perso il 26% mentre i titoli di Commerz e Deutsche hanno perso rispettivamente il il 44 e il 75% del loro valore. E il divario aumenta se il confronto si fa sui 10 anni. In questo lasso temporale l’indice delle banche europee ha guagnato il 23% mentre Commerz e Deutsche hanno perso rispettivamente il 71 e il 75 per cento.

Anche in termini di valutazioni i due titoli hanno numeri nettamente diversi. Commerz e Deutsche hanno un rapporto prezzo/patrimonio di 0,31 volte. La media in Europa è di 0,7 volte. I multipli di Borsa sono più vicini ai livelli di Banca Mps (rapporto prezzo/patrimonio di 0,16 volte) che a quelli di Intesa Sanpaolo (0,6 volte).

Numeri che riflettono i timori degli investitori sullo stato di salute dei due istituti che, nonostante le ristrutturazioni e gli aumenti di capitale fatti in questi anni (4 per Deutsche per un controvalore complessivo di 29 miliardi di euro, tre per Commerzbank da 9,2 miliardi) continuano ad avere grossi problemi di redditività per via del contesto di bassi tassi di interesse. Una debolezza a cui, nel caso di Deutsche si somma il danno reputazionale degli scandali finanziari del passato e il tallone d’Achille dei derivati illiquidi eredità della crisi subprime che ancora zavorrano il suo patrimonio.

La storia è destinata a cambiare con la fusione? Che speranze ci sono che da un matrimonio di due banche malate ne esca una banca sana? Queste le domande che gli investitori si fanno oggi.

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