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Eni avanza in Norvegia: nuova scoperta nel Mare del Nord

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Eni avanza in Norvegia: nuova scoperta nel Mare del Nord

È considerato dal nuovo piano 2019-2022 appena presentato da Eni uno dei tasselli che, insieme a Messico e Medio Oriente, dovrà sostenere la crescita della produzione da qui ai prossimi quattro anni grazie al potenziale che sarà in grado di esprimere. Ecco perché l’annuncio odierno del gruppo guidato da Claudio Descalzi, che ha rinvenuto una nuova scoperta a olio e gas nella licenza Pl 869 nell’area centrale del Mare del Nord norvegese, va letta nel quadro più ampio della strategia delineata venerdì scorso dal Cane a sei zampe. Il nuovo traguardo è da ascrivere a Var Energy, la joint venture detenuta congiuntamente da Eni (69,6%) e HitecVision (30,4%).

Il potenziale del nuovo pozzo
Il prospetto esplorativo si chiama Froskelar Main ed è situato a circa 4 chilometri a nord ovest del campo di Boyla Field e a 225 chilometri a ovest di Stavanger in profondità d’acqua di 120 metri. Var Energi detiene il 20% di interesse partecipativo nella licenza dove Aker Bp è l’operatore con il 60% e Lundin Norway è l’altro partner con il 20 per cento. A perforare il pozzo è stato un mezzo della Saipem, lo Scarabeo 8, che ha consentito a Eni di mettere in cascina un’altra tessera importante per il suo business: le stime preliminari indicano una scoperta tra 63 e 132 milioni di barili di olio equivalente di risorse recuperabili. Una parte della scoperta si potrebbe estendere in acque britanniche.

Le sinergie possibili
Ma l’elemento più significativo della scoperta resa nota stamane è un altro: il pozzo può essere collegato alle vicine infrastrutture esistenti nell’area di Alvheim. Tradotto: qui, come già accaduto altrove, Eni potrà sfruttare tutta una serie di sinergie che le consentiranno di tenere bassi i costi e di velocizzare i tempi di sviluppo del campo. Due aspetti che sono tra gli assi portanti dei risultati e del piano appena annunciati dal gruppo di Descalzi.

Il contributo della Norvegia nel nuovo piano
Venerdì scorso, illustrando la strategia alla comunità finanziaria e alla stampa, il ceo aveva appunto sottolineato il contributo che Var Energi avrebbe apportato alla crescita della produzione. Secondo le slide distribuite agli analisti, dalla Norvegia Eni si attende 250mila barili di olio equivalente al giorno (Var 100%) nel 2023. Attualmente la produzione equity è pari a 160mila barili di olio giornalieri e Var Energi detiene interessi in oltre 100 licenze offshore e opera produzione su tutta la piattaforma continentale norvegese. Non solo. Sui 18 avvii di produzione che dovrebbero avvenire nell’arco di piano, cinque riguardano la Norvegia: Trestakk (2019), Smorbukk (2020), Fenia e Balder X (2021) e Johan Castberg (2022).

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