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I dati macro mandano ko l’Europa. Wall Street chiude in forte calo

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I dati macro mandano ko l’Europa. Wall Street chiude in forte calo

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Chiusura in rosso per le Borse europee, penalizzate dai deludenti dati macroeconomici. L’indice Pmi, che misura l’attività manifatturiera, nell'Eurozona a marzo è sceso ai minimo da sei anni e in particolare sono andati peggio delle attese gli indici francese e tedesco. Parigi e Londra sono risultate le peggiori (-2%), quest'ultima risentendo della forza della sterlina, all'indomani della decisione dell'Unione europea di concedere ulteriore tempo alla Gran Bretagna per la Brexit. Milano ha terminato le contrattazioni in calo dell'1,38%, mentre anche lo spread è salito in area 247,5 punti, dopo aver superato la soglia dei 250 punti nel corso della seduta. D'altra parte, secondo gli esperti, il calo odierno è del tutto fisiologico, considerando il recupero degli indici da inizio anno: il FTSE MIB, nonostante l'odierna frenata, si attesta oltre il 15% al di sopra i livelli di inizio anno. Il listino milanese, per altro, è stato l'unico in Europa a vantare un rialzo, anche se per solo lo 0,29%.

Fa paura la curva dei tassi Usa
Le Borse europee sono partite in rialzo, festeggiando anche la notizia che l’Unione europea ha concesso due ulteriori settimane di tempo alla Gran Bretagna per definire la Brexit.

Gli indici hanno poi invertito la rotta a metà mattina, dopo l’annuncio che l’attività manifatturiera misurata da Ihs Markit a marzo è piombata ai minimi da sei anni (a 47,6 punti), risentendo della frenata dell’attività tedesca e francese. Nel pomeriggio l’avvio debole di Wall Street non ha aiutato, anche se il mercato Usa proprio ieri aveva aggiornato massimi da cinque mesi. A destare preoccupazione, tra l'altro, è stato l’andamento della curva dei rendimenti dei Treasury Usa, che praticamente ha invertito la tendenza, con il rendimento dei bond a tre mesi superiore rispetto a quelli a dieci anni (2,467% contro 2,444%). In genere un’inversione della curva dei rendimenti è sinonimo di cattivo presagio per i mercati finanziari e per l’economia. Ad esempio successe nel 2007, prima della crisi innescata dal fallimento di Lehman Brothers. Va detto però che gli esperti guardano in genere ai tassi dei titoli di stato a due anni, da confrontare con quelli a dieci, più che quelli a tre mesi, in genere più volatili. La Borsa americana ha chiuso in forte calo:  il Dow Jones ha registrato perdite per l’1,77% a 25.504,22 punti, il Nasdaq ha ceduto il 2,50% a 7.642,67 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l’1,89% a 2.800,79 punti.

L'INVERSIONE DELLA CURVA DEI TASSI USA
Rendimento dei titoli di Stato Usa decennali e di quelli a tre mesi

A Piazza Affari giù le banche, ma Mediobanca argina le perdite
Il deterioramento dell’economia europea all’orizzonte ha penalizzato soprattutto i titoli delle banche, venduti a piene mani a Piazza Affari. Unicredit ha accusato la performance peggiore con un calo del 4,5%. Sono andate molto male anche leUbi Banca (-4,48%) e le Banco Bpm(-4,35%) , mentre Intesa Sanpaoloha registrato un ribasso del 2,6%. Ha arginato i danni anche Mediobanca (-0,8%), con il mercato che tiene alta la guardia sulla partecipata Generali(-0,7%). A Milano sono inoltre andate male le Saipem (-5%), risentendo della revisione al ribasso del giudizio da parte di Hsbc, da ‘Buy’ a ‘Hold’. Per contro il giudizio favorevole di Berenberg ha spinto in rialzo dello 0,28% le Diasorin.

Tenaris le migliori del Ftse Mib, bene anche Enel
LeTenaris (+2,7%) hanno vantato la performance migliore del Ftse Mib , sull'onda dell'annuncio a sorpresa che la società ha firmato un accordo definitivo per l'acquisizione dalla russa Pao Tmk della sua controllata statunitense Ipsco Tubulars per 1,2 miliardi di dollari al netto di cassa e debito. La valutazione include 270 milioni di dollari di capitale circolante. Hanno guadagnato punti anche leEnel (+0,97%), che così hanno riconquistato livelli che non vedevano dall'estate 2008. A spingere le quotazioni sono stati i risultati dell'esercizio 2018, archiviato con un utile netto di 4,78 miliardi di euro nel 2018, in crescita del 27% circa, e un utile netto ordinario di 4,06 miliardi (+9,5%). Il cda proporrà ai soci la distribuzione di un dividendo di 28 centesimi, in linea con le previsioni. Il gruppo ha inoltre confermato gli obiettivi economico-finanziari per il 2019, con un utile netto ordinario visto in crescita a 4,8 miliardi. Credit Suisse ha commentato di considerare gli attuali livelli di prezzi una buona opportunità di entrata sul titolo grazie alle superiori prospettive di crescita rispetto alle altre utility europee. E' andata in controtendenza anche Hera , insieme alle utilities e beneficiando ancora dell'ingresso nel Ftse Mib.

Pirelli sotto la lente, Telecom osservata speciale in vista dell'assemblea
Pirelli & Cha perso l'1,98%, pur rimanendo sotto la lente, mentre il mercato si interroga sulle prossime mosse di Camfin, dopo che ieri è stato annunciato che Intesa Sanpaolo entrerà di nuovo nella holding sottoscrivendo un aumento di capitale da 40 milioni. E’ possibile, poi, che la finanziaria comprerà azioni Pirelli, anche perché lo scorso ottobre aveva già deliberato un incremento fino al 2% entro giugno 2019. Gli analisti di Equita hanno però ricordato che la mossa potrebbe essere collegata anche ai recenti rumour di un possibile disimpegno del primo azionista ChemChina da Pirelli. Telecom Italiaha arginato le perdite allo 0,79% a pochi giorni dall’assemblea dei soci, in programma il prossimo 29 aprile. Indiscrezioni di stampa ipotizzano che sia imminente un accordo sulla governance tra Vivendi ed Elliott, sotto la regia di Cdp. Equita sim scommette che l’assemblea della prossima settimana riconfermi la fiducia all’attuale cda. D’altra parte subito dopo saranno sul tavolo le soluzioni per «una composizione del conflitto tra gli azionisti, in modo da consentire quindi al management di operare con serenità sull`esecuzione del piano industriale».

Galassia Agnelli in retromarcia, riflettori su Exor
Sono andate male le azioni della galassia Agnelli, da Fiat Chrysler Automobiles (-2,47%) a Ferrari (-1,46%), da Cnh Industrial (-3,2%) aJuventus Fc (-2,3%). Anche Exorha perso il 2,8%, nonostante le indiscrezioni di stampa secondo le quali la società ha di recente investito circa 500 milioni di dollari in una società di miniere di metalli e oro. Mediobanca, che ha confermato la raccomandazione di ‘outperform’, ha indicato che anche nel caso in cui la notizia venisse confermata, si tratterebbe di meno del 2% del valore degli asset della holding.

A Francoforte ancora vendute le Bayer, stabili a Parigi le EssilorLuxottica
Nel resto d'Europa hanno continuato a perdere quota leBayer (-3,23%), penalizzate ancora dalle notizie dei giorni scorsi sulla pericolosità dell'erbicida Roundup, prodotto dalla controllata Monsanto. Nel corso dell'ultima settimana le azioni hanno lasciato complessivamente sul parterre il 12,5%. Hanno continuato inoltre a perdere quota le azioni auto, con Bmw giù del 2,18%, ancora sulla scia dell'allarme sui conti 2019 lanciato nei giorni scorsi. A Parigi Essilorluxottica ha arginato le perdite allo 0,16%, dopo lo scivolone della vigilia innescato dal violento botta e risposta tra il presidente Leonardo Del Vecchio e il vocepresidente Hubert Sagnieres.

Il cambio euro / sterlina

Euro sotto 1,13 dollari, debole il petrolio
I dati sulll'attività manifatturiera hanno spinto in basso l'euro-dollaro sotto quota 1,13 dollari., mentre in avvio la moneta unica sfiorava 1,14, e in generale hanno penalizzato al divisa europea contro yen, franco e sterlina.
Per contro oggi è in rimonta la sterlina, dopo che il Consiglio Europeo ha concesso alla Gran Bretagna due settimane, fino al 12 aprile, per approvare un nuovo accordo sulla Brexit. In ribasso anche il petroli (segui qui Brent e Wti).

Piazza Affari la migliore della settimana, con Hera Poste e Tenaris
Piazza Affari ha vantato la performance settimanale migliore d'Europa. Il Ftse Mib, a dispetto del calo dell'ultima seduta, è stato l’unico indice del Vecchio Continente a chiudere l’ottava con un bilancio positivo, anche se pari solamente allo 0,16%. Parigi, invece, ha perso il 2,5%, Francoforte il 2,7%, Madrid l’1,5%. Londra ha arginato i danni allo 0,29%, nonostante il caos legato alla Brexit, anche se l’Unione europea nei giorni scorsi ha concesso ulteriore tempo a Londra per trovare un accordo.
Tornando a Milano, il Ftse Mib non solo vanta la performance migliore della settimana, ma è in prima fila anche considerando i livelli di inizio anno, con un progresso complessivo del 15,03%. Seguono Parigi e Madrid, salite in quasi tre mesi di oltre l’11%, mentre Francoforte e Londra hanno guadagnato poco più del 7%.
Nella settimana in cui la Fed ha tagliato le stime di crescita sull’economia Usa e ha inoltre fatto intendere che molto probabilmente i tassi non verranno toccati per tutto l’anno, l’euro ha perso lo 0,37% nei confronti del dollaro. La moneta unica è scivolata soprattutto nell'ultima seduta, risentendo dei dati sull’economia del Vecchio Continente risultati al di sotto delle attese, con l’attività manifatturiera piombata ai minimi da sei anni. La prospettiva di un rallentamento della congiuntura mondiale ha penalizzato il greggio, che comunque rimane al di sopra di oltre il 23% sui prezzi di inizio anno.
A Piazza Affari il miglior titolo della settimana è stata Hera (+8,4%), spinta dall’ingresso nel paniere Ftse Mib al posto di Brembo. Sono inoltre andate bene Poste (+5,9%), sulla scia dei conti del 2018 e dell’investor day organizzato a Londra, e Tenaris (+4,6%), premiata dopo l’acqisione negli Stati Uniti. Quest’ultima, tra l’altro, da inizio anno vanta un progresso del 36,5%, ovviamente legato all’andamento del greggio. Invece questa settimana sono andate male le azioni delle banche e in primis quelle di Ubi (6,8%). Ha inoltre perso il 4,4% anche Moncler penalizzate dal collocamento della quota del fondo Eurazero uscito completamente da capitale della società del piumino. Infine hanno lasciato sul parterre il 4,2% le Saipem che però da inizio anno vantano un progresso del 41,5%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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