Finanza & Mercati

Chi deve controllare i colossi della finanza «too big to fail»?

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L'Analisi |le regole

Chi deve controllare i colossi della finanza «too big to fail»?

(Ap)
(Ap)

Pensate agli aerei. Quelli enormi, i jumbo. Hanno una tecnologia collaudata, hanno piloti esperti, hanno tutti i dispositivi di sicurezza possibili e immaginabili. Ma quelle rarissime volte che qualcosa va storto, causano stragi. Il paragone è forse un po’ forzato, ma le Controparti Centrali in fondo sono simili: hanno tutti i dispositivi di sicurezza possibili e immaginabili, ma se qualcosa dovesse un giorno andare storto l’effetto sui mercati finanziari potrebbe essere dirompente. Il dibattito acceso tra la Bce e la Commissione europea su chi e come debba regolamentare i «jumbo» della finanza nasce proprio da questa loro peculiarità: le Controparti centrali sono troppo grandi per «fallire». Il pericolo da scongiurare è infatti che questi soggetti nati per ridurre il rischio di crisi sistemiche, diventino essi stessi causa di crisi sistemiche.

Il motivo per cui sono tanto importanti è molto semplice: le Controparti centrali sono quei soggetti che assicurano il cosiddetto rischio di controparte. Di fatto sono i garanti del buon funzionamento dei mercati. Si mettono infatti in mezzo a due contraenti, evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza l’uno dell’altro. Per dirla breve: le Controparti Centrali garantiscono che se dovesse fallire una banca attiva in una transazione finanziaria, verrebbe comunque assicurato il buon esito della transazione per l’altro contraente. Questi soggetti sono presenti su un po’ tutti i mercati (da quelli azionari a quelli obbligazionari), ma il mercato che più crea apprensione è quello dei derivati. Non solo perché è gigantesco. Non solo perché gira fuori da Borse regolamentate. Ma soprattutto perché nel 2009 il G20 ha chiesto che anche i derivati standardizzati passino attraverso le Controparti centrali: così oggi dentro poche di loro gira un mercato grande 4,4 volte il Pil mondiale secondo i dati della Bri.

Ovviamente per garantire un ammontare così elevato di transazioni finanziarie le Controparti centrali hanno procedure di sicurezza e di gestione dei rischi molto forti e collaudate. Quasi a prova di bomba. Ma, nonostante questo, la Bri, lo Iosco, il Financial Stability Board e vari organismi internazionali più volte hanno messo in guardia dai possibili rischi sistemici. A maggio avevano lanciato un allarme sul fatto che ancora alcune Controparti centrali non soddisfano i requisiti richiesti nell’area del risk management. A dicembre la Bri ha messo in guardia dal rischio legato alla loro forte interconnessione con le banche clienti: «In caso di stress finanziario - scriveva - si potrebbe arrivare a un potenziale effetto domino destabilizzante». Ora la Bce guarda anche alla trasmissione della politica monetaria. Ecco perché il dibattito sui «jumbo» della finanza è sempre più acceso.

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