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Verso Sironi le redini di Cariplo. Il rischio assalto è sulla Cdp

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Verso Sironi le redini di Cariplo. Il rischio assalto è sulla Cdp

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Giuseppe Guzzetti fa un passo a lato e lascia il suo incarico nella principale Fondazione italiana. Un saluto annunciato e preparato da tempo, e che nelle intenzioni dell’avvocato di Turate deve permettere alla struttura di essere pronta alle prossime sfide che l’aspettano: dal rinnovo dei vertici Acri alle partite finanziarie in cui le Fondazioni, tramite Cdp, hanno un ruolo di peso. L’uscita di una figura come Guzzetti, banchiere-filantropo che per decenni ha navigato sapientemente tra politica e finanza (senza perdere mai di vista gli ultimi e i più fragili), non è facilmente rimpiazzabile. Ma il messaggio dato alla Scala è stato chiaro e all’insegna della fiducia: il dopo-Guzzetti, ha detto l’avvocato, «sarà migliore» della era che si sta concludendo sotto la sua guida.

Di certo, la strada su molti dossier è stata adeguatamente preparata. Ad essere in sicurezza è ad esempio la presenza di Cariplo, e i relativi equilibri, nell’assetto del prossimo board di Intesa Sanpaolo, di cui detiene il 4,68% del capitale: la pace fatta con la Compagnia Sanpaolo è stata suggellata dalla candidatura di Gian Maria Gros-Pietro per la presidenza del futuro cda, mentre l’asse formato con il presidente emerito di Intesa, nonchè amico, Giovanni Bazoli e il ceo Carlo Messina conferma il legame tra l’Ente e la prima banca del paese. Per il manager romano Guzzetti ha riservato ieri parole di profonda stima e ringraziamento, che sono state contraccambiate a stretto giro: «Guzzetti è un personaggio straordinario - ha detto Messina -. Mi auguro che possa continuare a essere coinvolto e vicino alla banca». Altro fronte su cui Guzzetti ha lavorato è quello del futuro presidente dell’Acri, ruolo che Guzzetti ha ricoperto per 19 anni interrotti. Il futuro oggi è rappresentato da Francesco Profumo, candidato «quasi naturale», visto che, uscendo il presidente della Fondazione Cariplo, «arriva la Compagnia San Paolo», ha detto Guzzetti nei mesi scorsi.

Qualche incertezza in più forse resta sul ruolo che Cariplo, e il mondo delle Fondazioni, possono giocare tramite Cdp. Qui Guzzetti ha sempre avuto un ruolo di peso, esprimendo opinioni che hanno impattato sulle scelte strategiche del braccio operativo del Mef. La presenza del presidente Massimo Tononi, uomo molto vicino a Guzzetti, protegge dagli attacchi della politica. Ma i dossier scivolosi non mancano. Se sulla possibile creazione di un polo italiano delle costruzioni, a cui Cdp guarda con interesse, Guzzetti si è espresso con favore, resta da capire quale sarà l’approccio su altri fronti aperti, da Alitalia alla partita sulla rete con Open Fiber e Telecom.

In ultimo, senza lasciare nulla al caso, Guzzetti sta ultimando la definizione dei nuovi assetti della futura Cariplo. La road map è tracciata: entro il 14 maggio (ma si saprà già qualcosa a fine mese), Guzzetti comunicherà i nomi delle 5 figure che per cooptazione entreranno di diritto nella nuova commissione centrale di beneficenza, il parlamentino dell’Ente, che si insedierà ufficialmente il 28 maggio. Nella lista di Guzzetti figureranno i nomi del futuro presidente - per cui si dà in pole position il presidente di Borsa Italiana Andrea Sironi, che ben incarna le competenze finanziarie necessarie a gestire un patrimonio di 8 miliardi (e con esso il riassetto di Quaestio Capital) - e dei due vicepresidenti: si guarda a una figura femminile con una spiccata sensibilità per il sociale, e che nel contempo abbia la capacità di saper dialogare con il mondo politico, magari dando continuità alla gestione attuale. Uno dei nomi che circolano è quello di Paola Pessina, presidente della Fondazione comunitaria Nord Milano Onlus. Altro nome forte in corsa per la vicepresidenza è Alberto Mantovani, coordinatore della Commissione per la ricerca scientifica. Al presidente e vicepresidente, si aggiungeranno poi quattro nomi esterni che formeranno il Cda della Fondazione: tra i possibili candidati in questo caso c’è Ferruccio de Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera e presidente dell’associazione Vidas.

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