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Bce e forward guidance: come funziona e perché interessa famiglie e…

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L'Analisi |politica monetaria

Bce e forward guidance: come funziona e perché interessa famiglie e imprese

La politica monetaria della Bce non ha segreti, le prossime mosse in arrivo sono, per quanto possibile, ampiamente preannunciate e illustrate nel contesto di un orizzonte temporale scandito da una chiara tabella di marcia. E questo grazie alla cosiddetta «forward guidance», alle indicazioni prospettiche che facilitano le aspettative del mercato influenzando i tassi a medio termine che sono più rilevanti per le scelte di investimento e consumo di imprese e famiglie. I mercati non si attendono novità dopo la riunione del Consiglio direttivo del 10 aprile, ma solo la conferma del percorso invariato della politica monetaria della Bce.

GUARDA IL VIDEO. Gli effetti sulle Borse di una Bce espansiva

A distanza di oltre 10 anni dall’inizio della crisi subprime, l’economia resta gracile e i venti esterni che rallentano la crescita sono aumentati (Brexit, protezionismo Usa con Trump, rallentamento della Cina) in un contesto di forte incertezza. La forward guidance segnala in questo momento che i tassi di riferimento della Bce resteranno invariati per tutto il 2019. I mercati rispondono scontando il primo rialzo almeno sei mesi dopo l'indicazione della forward guidance: e tutto questo contribuisce a mantenere i tassi bassi e la politica monetaria molto accomodante, proprio in un momento in cui l’economia nell’Eurozona sta rallentando più del previsto.

Cosa dice la forward guidance ora
1)I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la Bce (i tre tassi di riferimento) sono rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al −0,40% e resteranno su questi livelli «almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché necessario».
2)Le operazioni di rifinanziamento dell'Eurosistema continueranno a essere condotte mediante «aste a tasso fisso con piena aggiudicazione dell’importo richiesto finché ciò sarà necessario e almeno fino alla fine del periodo di mantenimento delle riserve che avrà inizio a marzo 2021». Prima della Grande Crisi iniziata nel 2008, le operazioni di rifinanziamento principale erano a tasso variabile e per importi di aggiudicazione non illimitati.
3)La Bce intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività (pari a 2.600 miliardi) «per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento» e in ogni caso finché necessario. Anche questa è una misura che contribuisce all’allentamento e alla politica monetaria accomodante.

A cosa serve la forward guidance
La Bce ritiene che «una chiara comunicazione delle future intenzioni riguardo alla politica monetaria aiuta le banche, gli operatori dei mercati finanziari, le imprese e i consumatori a comprendere meglio la probabile evoluzione dei costi del finanziamento». Per mantenere la politica monetaria ampiamente accomodante e rafforzarla, la Bce ha iniziato ad adottare dal luglio 2013 la cosiddetta «forward guidance», che in italiano si traduce con «indicazioni prospettiche»: si tratta di informazioni fornite dalla banca centrale riguardo alle sue future intenzioni di politica monetaria per centrare l'obiettivo della stabilità dei prezzi.
La forward guidance esprime chiaramente le intenzioni del Consiglio direttivo in relazione alle attese sul futuro andamento dei tassi di riferimento della BCE e sull'orizzonte del programma di riacquisto di attività.

La forward guidance sta mantendo i tassi negativi a lungo: perché?
Nel giugno 2014 ha avuto inizio l’era dei tassi overnight negativi nell'Eurozona, un intervento significativo e non comune . Il tasso dei depositi presso le banche centrali dell'Eurosistema è diventato negativo, cioè è sceso sotto zero, come misura straordinaria di politica monetaria accomodante non convenzionale prima del QE (l’Asset purchase programme è partito nel marzo 2015), per evitare che la crisi diventasse molto peggiore. Il tasso negativo è servito ad evitare la deflazione e garantire la stabilità dei prezzi riportando l’inflazione sui 12 mesi su un cammino di convergenza verso il livello inferiore ma prossimo al 2% in un orizzonte di medio termine.
La Bce ha abbassato il tasso dei depositi overnight a livello negativo perché non funzionava più utilizzare come tasso guida il tasso di rifinanziamento principale a una settimana con una durata di sette giorni: prima della Grande Crisi il tasso di rifinanziamento principale era il più importante tasso guida, era variabile e veniva fissato settimanalmente in asta ogni martedì. L’utilizzo del tasso dei depositi overnight a livello negativo ha consentito alla Bce di intervenire direttamente sui tassi overnight di mercato per abbassare tutta la curva e renderla più piatta. Inoltre la Bce ha creato la liquidità in eccesso fino a 1.900 miliardi per stimolare al massimo il finanziamento dell’economia.
Il tasso negativo e la presenza della liquidità in eccesso invogliano le banche a trasferire la liquidità tra di loro, per darla agli istituti di credito che possono impiegarla finanziando imprese e famiglie, evitando il costo di parcheggiarla attualmente a -0.40%. La velocità di circolazione della massa monetaria tra le banche, che si rimpallano la «patata bollente» del tasso negativo, è un indicatore dello stato di salute dell'economia.
Il tasso overnight sulla liquidità depositata overnight dalle banche presso la Bce e le banche centrali dell'euro è per la prima volta sceso sotto zero l’11 giugno 2014, dallo 0% a -0,10% quando il tasso di rifinanziamento principale è calato dallo 0,25% all0,15%, e ha dunque mantenuto l'intervallo tra i due tassi invariato. Molto gradualmente la Bce ha poi tagliato il tasso sui depositi overnight di altri 10 centesimi il 10 settembre 2014, di altri 10 centesimi il 9 dicembre 2015 per finire all'attuale livello -0,40% il 16 marzo del 2016.

L’impatto sulle banche dei tassi negativi
Il tasso ovenight sui depositi in Bce costa annualmente alle 5000 banche europee controparti dell'Eurosistema attorno ai 7,5 miliardi di euro, una cifra alta in sé ma non così alta in rapporto al valore totale dei loro assets . Le banche tuttavia si sono anche finanziate presso la Bce per svariate centinaia di miliardi di euro con le Tltro a tassi negativi, quindi la Bce ha remunerato con un tasso d'interesse le banche che si sono finanziate tramite le operazioni di rifinanziamento a lungo termine mirate all'economia reale.

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