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l’assemblea degli azionisti

Fca ritorna alla cedola. Elkann: impegno a lungo termine della famiglia Agnelli

Un impegno di lungo termine della famiglia Agnelli e una Fca pronta a giocare un ruolo da protagonista in questa nuova era dell’industria dell’auto. John Elkann, dal palcoscenico dell’assemblea degli azionisti di Fca che si è tenuta oggi ad Amsterdam e ha approvato il bilancio 2018 e il ritorno alla cedola dopo un decennio, lancia questi due messaggi ai soci del gruppo automobilistico. E ribadisce in modo chiaro e inequivocabile che la dinastia torinese continuerà ad esserci nel futuro della casa italo-americana come lo è stata negli ultimi 120 anni.

«Con il suo sostegno la mia famiglia ha accompagnato l’evoluzione di questa società negli ultimi 120 anni: ci siamo stati nei momenti belli e anche in quelli più difficili. Continueremo a farlo, tanto più oggi che entriamo in una nuova e entusiasmante fase di sviluppo per l’industria dell’auto», ha sottolineato il presidente di Fca in apertura di lavori ricordando come il settore stia vivendo una nuova fase di profondo mutamento creativo e di fermento tecnologico con «l’elettrificazione, la connettività e la guida autonoma» che «stanno rivoluzionando l’industria automotive».

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Una rapida metamorfosi che, ha aggiunto l’amministratore delegato Mike Manley, «Fca è pronta ad affrontare con fiducia ed esperienza». Intanto perché, mai come oggi, Fca è stata così forte: all’appuntamento con i soci, Fca si è presentata con un utile netto adjusted in crescita del 34% a 5 miliardi di euro e un utile netto in aumento del 3% a 3,6 miliardi di euro (+41% a parità di cambi di conversione). Ma soprattutto con una liquidità netta industriale che alla fine dello scorso anno ha raggiunto quota 1,9 miliardi, dato che si confronta con l’indebitamento netto industriale di 2,4 miliardi di euro a fine 2017. Numeri che hanno permesso, dopo un decennio, di remunerare gli azionisti con una cedola complessiva di un miliardo (0,65 euro per azione) che «è mia intenzione che diventi strutturale», ha detto Manley.

La casa italo-americana conta di raggiungere a fine anno un ebit adjusted di oltre 6,7 miliardi con margine maggiore del 6,1%, entrambi più alti rispetto al 2018 (6,7 miliardi di euro con margine al 6,1%) e un free cash flow industriale superiore a 1,5 miliardi di euro. Questi target, ha sottolineato Manley, «sono fiducioso che saranno centrati da Fca».
Sempre la forza dei conti, secondo Elkann, rappresenta una base importante da cui partire per vincere le prossime sfide perché «consente di fare investimenti opportuni e al contempo di remunerare i nostri azionisti». E sempre i risultati faticosamente raggiunti in questo decennio consentono a Fca di giocare un ruolo importante nella nuova era dell’industria dell’auto: «Come in passato siamo preparati a prendere decisioni e ad agire con coraggio e creatività per costruire un futuro solido e ricco di opportunità per Fca». Se poi queste opportunità porteranno il nome di Psa si vedrà nei prossimi mesi.

Infine Elkann, rispondendo alla domanda di un azionista, ha sottolineato che il recente accordo con Tesla sarà spalmato su più anni e dunque non sarà limitato al solo esercizio in corso. Fca nei mesi scorsi ha siglato un accordo da «centinaia di milioni» con Tesla, che trasferirà a Fca dei “crediti” per rispettare i limiti europei delle emissioni di CO2 previsti per il 2020. Il tutto sfruttando un meccanismo del regolamento europeo che consente, di fatto, di acquistare “crediti” da altre case automobilistiche o da altri brand dello stesso gruppo per compensare le proprie emissioni.

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