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Ok del Parlamento Ue a nuove norme per ridurre i rischi di crisi bancarie

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Servizio |più patrimonio per gli istituti sistemici

Ok del Parlamento Ue a nuove norme per ridurre i rischi di crisi bancarie

  • –dal nostro corrispondente
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BRUXELLES – Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha approvato oggi in via definitiva un pacchetto di misure che ha l’obiettivo di ridurre i rischi nei bilanci bancari e limitare l’esborso di denaro pubblico nel caso di crisi creditizia. Nelle intenzioni dei legislatori europei, la riforma deve servire a permettere la nascita di una assicurazione europea in solido dei depositi bancari. Tuttavia, le discussioni su questo fronte vanno a rilento.

Il pacchetto fa proprie alcune delle decisioni prese a livello internazionale. «Le banche di importanza sistemica – spiega il Parlamento europeo – dovranno disporre di un numero significativamente maggiore di fondi propri per coprire le loro perdite, al fine di rafforzare il principio del bail-in, ovvero le perdite imposte agli investitori bancari, ad esempio i detentori di obbligazioni, per evitare il fallimento e di ricorrere alla ricapitalizzazione finanziata con denaro pubblico».

Per garantire che le istituzioni creditizie siano trattate in modo proporzionale, in base alla loro importanza sistemica, i parlamentari europei hanno confermato che gli «istituti piccoli e non complessi» saranno soggetti a requisiti semplificati, in particolare per quanto riguarda i requisiti di segnalazione e di trasparenza (si veda Il Sole/24 ore del 5 dicembre 2018). L'obiettivo è di evitare impegni troppo gravosi che potrebbero penalizzare il credito.

Sempre su questo fronte, il pacchetto bancario prevede un indice di leva finanziaria minimo al 3% del patrimonio sugli attivi; il requisito è vincolante (in una precedente versione dell'articolo era stato indicato erroneamente che l'indice era un tetto, non un minimo, ndr). Poiché le piccole e medie imprese sono un pilastro del tessuto economico europeo, i requisiti patrimoniali per le banche saranno inferiori quando erogano prestiti alle aziende più piccole. Ciò dovrebbe tradursi in un aumento delle linee di credito alle piccole e medie imprese, secondo le intenzioni dei legislatori.

«In futuro – ha commentato il relatore Peter Simon, eurodeputato socialista tedesco - le banche saranno soggette a regole più severe sull’indebitamento e sulla liquidità a lungo termine. Anche la sostenibilità è importante, poiché le banche devono adattare la loro gestione ai rischi relativi ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica». Nel contempo, la riforma prevede anche un rafforzamento dei poteri delle autorità europee di vigilanza (si veda Il Sole/24 Ore del 9 aprile).

“In futuro le banche saranno soggette a regole più severe sull’indebitamento e sulla liquidità a lungo termine”

Peter Simon, eurodeputato socialista tedesco 

Il pacchetto bancario è strumentale al completamento dell’unione bancaria e alla nascita di una assicurazione in solido del depositi. Molti governi puntano i piedi per paura di sobbarcarsi i rischi di sistemi bancari nazionali ancora fragili. Attualmente, le sofferenze a livello europeo sono scese al 3% o poco più degli attivi, ma vi sono paesi nei quali il numero dei crediti inesigibili resta elevato. In Italia, per esempio, oscillano intorno al 10% degli attivi.

Secondo Bruxelles, la riforma dovrebbe facilitare l’uso del Meccanismo europeo di Stabilità in quanto paracadute del Fondo di Risoluzione bancaria. Ha sostenuto il presidente della commissione affari monetari, il socialista italiano Roberto Gualtieri: «Durante il negoziato siamo intervenuti (...) per compensare i requisiti prudenziali più esigenti previsti dagli accordi di Basilea con una serie di misure mirate in particolare per i sistemi bancari votati all'attività commerciale come quello italiano».

Infine, è da segnalare che il Parlamento europeo ha appoggiato la proposta della Commissione europea di creare dei titoli cartolarizzati di obbligazioni pubbliche. Questi titoli dovrebbero servire a diversificare i portafogli bancari e ridurre quindi i rischi nei bilanci creditizi. L’iniziativa non prevede una mutualizzazione dei debiti nazionali; ciononostante è stata criticata da alcuni Paesi per paura che possa portare a questa evenienza, tanto che le trattative tra i governi sono ferme.

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