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Il Franco Svizzero: una moneta troppo forte

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Il Franco Svizzero: una moneta troppo forte

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In tempi più recenti è interessante il caso della Svizzera, perché qui le dinamiche speculative hanno operato in senso inverso a rispetto a quello classico. Nel 2011 la banca centrale elvetica aveva deciso di ancorare il cambio del franco svizzero a 1,2 franchi per 1 euro, con l'obiettivo di scoraggiare gli afflussi di capitali esteri verso la propria valuta percepita come un investimento sicuro (safe haven) durante la crisi dei debiti sovrani nell'Eurozona.

Com'è evidente dall'andamento delle riserve valutarie della banca centrale svizzera, questo “impegno” da parte delle istituzioni monetarie ad ancorare il valore del franco a quello dell'euro è stato sufficiente a stabilizzare la situazione per alcuni anni. La situazione è radicalmente cambiata nel 2014, con il varo di massicce misure espansive da parte della BCE: i prestiti T-LTRO alle banche dell'Eurozona, il taglio multiplo dei tassi d'interesse per la prima volta in territorio negativo e l'annuncio su un Quantitative Easing su vasta scala per inizio 2015. Per evitare ripercussioni sul cambio la banca centrale svizzera avrebbe dovuto varare manovre simili, cosa che però non fece. Di conseguenza, crebbe l'appetibilità del franco svizzero per gli investitori: per qualche tempo l'autorità monetaria elvetica parò il colpo aumentando l'offerta di moneta domestica e utilizzandola per acquistare attività finanziarie estere. A fine 2014 il suo attivo di bilancio raggiunse l'80% del PIL e gli afflussi di capitale non accennavano a scemare. Così, dopo un (tardivo) taglio dei tassi d'interesse, la banca centrale svizzera dovette rinunciare a sterilizzare le pressioni al rialzo del cambio e in poche ore la sua moneta si rivalutò del 20%.

L'aspetto paradossale della vicenda fu che, nonostante l'abbandono del cambio fisso, la banca centrale ha proseguito ad amministrare l'andamento del tasso di cambio, cercando di contenere la rivalutazione ed i suoi effetti negativi su esportazioni e PIL. In questa maniera l'accumulo di riserve non si è affatto interrotto, ma anzi si è accresciuto enormemente per via della liquidità immessa dal QE della BCE che in parte si è andata a “parcheggiare” su conti svizzeri.

SVIZZERA - ANDAMENTO DEL TASSO DI CAMBIO EUR/CHF E DELLE RISERVE VALUTARIE

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