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Wall Street, inizio d’anno col botto. Le ragioni dietro al rally

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Wall Street, inizio d’anno col botto. Le ragioni dietro al rally

NEW YORK - Sono tornati a conquistare record e non sembrano intenzionati ad abbandonare la presa: lo Standard & Poor's 500 e il Nasdaq hanno tagliato nuovi traguardi a Wall Street, con guadagni da inizio anno del 17%, nel caso dell'indice delle principali cinquecento aziende americane, e del 22% per l'indice che raggruppa molti marchi tecnologici.

Martedì sera l'S&P ha terminato al massimo storico di 2.933,68 (+0,9% in giornata) e il Nasdaq a 8.120,82 (+1,3% nella seduta). L'attenzione è però rimasta tutta concentrata sulle grandi percentuali citate: quel +17% e +22% rappresentano la miglior partenza d'anno, rispettivamente, dal 1987 e dal 1991.

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Trimestrali migliori del previsto
Il colpo di reni verso l'asticella dei record lo ha dato una batteria di trimestrali migliori delle attese - ben il 79% delle oltre cento imprese leader che ha dato i bilanci ha superato le previsioni contro il 69% dei tre mesi precedenti. Solo nelle ultime ore il re del microblogging Twitter, tornato a crescere, ha visto il titolo salire del 16 per cento. Conti brillanti sono arrivati dalla conglomerata industriale United Technologies, che ha guadagnato il 2,3 per cento. E ancor più dal protagonista della difesa Lockheed Martin, con un fatturato balzato del 23%, il massimo in oltre un decennio, e un outlook rafforzato che hanno sospinto il titolo in rialzo del 5,7 per cento. Il gigante del largo consumo Procter & Gamble, pur perdendo quota in Borsa, ha comunque messo a segno il maggior aumento delle vendite in otto anni. Se la previsione complessiva per il primo trimestre resta al momento di un declino nei profitti della Corporate America, il primo calo dal 2016, secondo alcuni analisti alla luce di risultati i tagli delle aspettative potrebbero tuttavia rivelarsi eccessivi.

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Ma, al di là del colpo di reni dei conti aziendali, il vero trampolino di lancio per Wall Street va cercato in un ritorno di ottimismo sulla tenuta dell'economia statunitense, dalla quale si sono allontanati timori di eccessiva debolezza e di una non troppo futura recessione. E in una Federal Reserve che ha dispiegato sempre più, in questo inizio anno, ali da colomba pro-espansione, offrendo cioè sostegno alla fiducia degli investitori con lo stop dichiarato alle strette di politica monetaria.

Indice di Wall Street Standard and Poor’s 500

Bene i comparti ciclici
La controprova di questo nuovo clima è nell'andamento settoriale a Wall Street: i comparti cliclici, più legati alla congiuntura, sono stati anche i più premiati, guidando la carica della Borsa. Tecnologia, consumi discrezionali e tiitoli industriali hanno messo a segno ad oggi le maggiori impennate da gennaio, ciascuna oltre il 22 per cento. I colossi tech, in particolare, sono tornati in auge tra gli investitori che sembrano aver accantonato timori di bolle e valutazioni eccessive, di rallentamenti della loro marcia e di ostacoli di regolamentazione in agguato. Anche se il vero test della performance arrivera' a partire da oggi con i bilanci di Tesla, Facebook e Microsoft, seguiti nei prossimi giorni da Alphabet e Amazon e infine da Apple.

Nel dar conto dei nuovi record di Borsa, va inoltre ricordato che il primo trimestre del 2019 aveva già evidenziato un riscatto da quella che era stata una brusca correzione al ribasso nei mesi finali dell'anno scorso. Era diventato il più robusto periodo gennaio-marzo in vent'anni per il mercato azionario americano, spianando la strada ad un avvio positivo anche del secondo trimestre. Gli indici erano ormai orfani di massimi storici da tempo: per l'esattezza 145 giorni per lo S&P 500 e 160 giorni, la più lunga attesa dall'agosto 2016, per il Nasdaq.

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