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EssilorLuxottica, i francesi chiedono un commissario per il Cda

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EssilorLuxottica, i francesi chiedono un commissario per il Cda

(Agf)
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Si sposta in tribunale lo scontro sulla governance di Essilorluxottica si sposta in Tribunale. Delfin, la cassaforte della famiglia del patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio, ha depositato un arbitrato per denunciare le violazioni dell’accordo con il socio francese. Ma Essilor ha deciso di rendere il colpo, presentando al Tribunale del commercio di Parigi la richiesta di un commissario, per sbloccare la situazione di impasse in cui si trova il Cda a gestione paritaria del gigante dell’occhialeria italo-francese.

Ad anticiparlo è stato il giornale francese Les Echos alla vigilia di una nuova riunione del cda del gruppo di occhialeria, che si terrà oggi. Anticipazioni che arrivano quindi anche il giorno dopo che il board di EssilorLuxottica ha votato contro la richeista dei fondi di integrare altri consiglierti indipendenti in Consiglio. All’ordine del giorno del cda di domani ci sarebbe dovuto essere la discussione in merito all'arbitrato promosso da Delfin presso la Camera di Commercio Internazionale. Il vicepresidente Hubert Sagnieres è accusato del «mancato rispetto dei doveri di leale cooperazione e buona fede previsti dall'Accordo di Combinazione del 2017 tra Essilor e Delfin, la quale è stata privata del potere di gestione paritetico che le pertiene ai sensi dell’accordo».

«Constatando lo stallo creatosi all'interno del consiglio di amministrazione e come questo ostacoli l'implementazione del processo di integrazione e delle relative sinergie, Delfin ha ritenuto che il ricorso alla Camera di Commercio Internazionale fosse allo stato una soluzione necessaria e la più appropriata al fine di preservare gli investimenti di tutti gli azionisti». Era fine marzo. Alla controparte erano concessi per legge 30 giorni per presentare una propria memoria difensiva ma, prima che sia venuto a scadere quel termine arriva il contrattacco. Per sbloccare la maggioranza in cda i francesi chiedono che venga commissariato il cda.

Si alza dunque la tensione in attesa dell’assemblea del 16 maggio dove la via indicata dai fondi, quella di allargare il cda a 18 componenti, sembra difficilmente percorribile dopo che lo stesso board, nell'ultima riunione, ha dato parere contrario e invitato gli azionisti a votare contro le richieste sia da parte di Valoptec, l'associazione dei dipendenti di Essilor, che di una cordata di fondi (tra cui Fidelity, Comgest e Phitrust).

Perché la nomina dei nuovi consiglieri indipendenti passi le mozioni dovrebbero ottenere almeno il 50% dei ma i sette investitori istituzionali insieme pesano poco più dell'1% dei diritti di voto e Valoptec poco più del 4%, quando Delfin detiene da sola il 31 per cento.

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