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Atlantia, utili +15%. Per il 2019 rischi dalla tragedia di…

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Atlantia, utili +15%. Per il 2019 rischi dalla tragedia di Genova

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Atlantia ha chiuso il primo trimestre dell'anno con ricavi operativi pari a 2,591 miliardi in aumento del 4% su base omogenea, escludendo il contributo del gruppo Abertis, consolidato a partire da fine ottobre 2018 (+6% su base omogenea pro-forma ipotizzando il consolidamento del gruppo Abertis a partire dal 1 gennaio 2018). L’utile del periodo di pertinenza del gruppo pari a 249 milioni cresce del 15% rispetto ai primi tre mesi del 2018. L’ebitda si attesta a 1,561 miliardi (+3% su base omogenea escludendo il gruppo Abertis e +7% su base omogenea proforma includendo il gruppo Abertis). Gli investimenti operativi sono complessivamente pari a 335 milioni. Abertis, segnala la società, nei tre mesi registra un ebitda in crescita del 10% a 801 milioni. Il titolo ha chiuso in rosso la settimana (-0,69% a 22,98 euro).

Previsioni positive per il 2019
La gestione operativa del gruppo che fa capo alla famiglia Benetton prefigura per il 2019 «un andamento complessivamente positivo con una sostanziale stabilità per il settore autostradale italiano, fermo restando l'impatto sui risultati a fine esercizio che potrebbero essere determinati dalle fluttuazioni dei tassi di cambio ed interesse ed eventuali discontinuità nell'operatività» di Alitalia (in relazione ad Aeroporti di Roma, una delle società controllate da Atlantia, ndr). Proprio sulla ex compagnia di bandiera è in corso un trattativa che ha per protagonisti governo e Ferrovie dello Stato al fine di coinvolgere Atlantia come quarto socio nella cordata italiana per rilevare il vettore dalla gestione commissariale.

I rischi potenziali della tragedia di Genova
Nella nota la società ritiene poi «doveroso ricordare i potenziali rischi derivanti dalla comunicazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad Autostrade per l'Italia (Aspi) del 16 agosto di avvio della contestazione di presunto grave inadempimento agli obblighi convenzionali in relazione alla tragedia di Genova, dalla successiva lettera del 20 dicembre 2018 e da ultimo, dalla lettera in data 5 aprile 2019, con la quale il Ministero concedente ha inteso precisare le proprie allegazioni in merito ad aspetti inerenti la pretesa violazione degli obblighi di custodia e manutenzione del viadotto». A tali lettere, ricorda la nota, Aspi ha fornito riscontro in data 3 maggio 2019, ritenendo di aver dimostrato la correttezza del proprio operato e reiterando le riserve ed eccezioni già rappresentate in merito al procedimento avviato.

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