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Gas dall’Algeria fino al 2027, accordo fatto tra Eni e Sonatrach

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Gas dall’Algeria fino al 2027, accordo fatto tra Eni e Sonatrach

L’Italia potrà contare sul gas algerino almeno fino al 2027. A circa quattro mesi dalla scadenza dell’attuale contratto – un appuntamento ormai imminente, che suscitava qualche apprensione – Eniè riuscita a rinnovare gli accordi con Sonatrach, sia sull’acquisto che sul trasporto del gas: un passo importante, non solo perché si tratta di forniture di cui difficilmente potremmo fare a meno, ma anche perché la chiusura delle trattative è avvenuta nonostante la difficile situazione politica che l’Algeria sta attraversando.

Eni – da oltre quarant’anni partner della compagnia nordafricana, con cui collabora a 360 gradi nel settore dell’energia – si è aggiudicata forniture in grado di coprire il 15% delle importazioni italiane di gas, afferma il comunicato di San Donato: fatti i conti, sulla base degli acquisti attuali, si tratta di circa 10 miliardi di metri cubi all’anno, volumi su cui è presumibile che ci sia un certo grado di flessibilità.

In parallelo Eni e Sonatrach hanno anche «definito l’intesa relativa al trasporto» o come dicono gli algerini «le nuove condizioni per lo sfruttamento» del tratto sottomarino di Transmed, che le due società possiedono in joint venture. Il gasdotto, che approda in Sicilia a Mazara del Vallo, attraversa anche la Tunisia e l’accordo con quest’ultima (anch’esso in scadenza il 3o settembre) non è stato ancora rinnovato. Con gli algerini invece, a quanto risulta al Sole 24 Ore, sarebbe stato delineato anche il tipo di investimenti necessari in futuro alla pipeline.

Una delle due linee di trasporto è molto vecchia (risale al 1983) e potrebbe essere rinnovata o viceversa chiusa, visto che i volumi di gas appena contrattati sono la metà di quelli che l’Eni anni fa acquistava dall’Algeria e visto che presto l’Italia, con il Tap, riceverà forniture anche dall’Azerbaijan.

I nuovi accordi con Sonatrach sono di lungo termine, ma non lunghissimi: 8-10 anni appena (la nuova scadenza è nel 2027, ma c’è un’opzione per estenderli al 2029) contro i 20-25 anni che un tempo erano la norma.

Quello di Eni non è comunque un caso isolato. Con la transizione energetica e una crescente offerta di Gnl, dagli Stati Uniti e non solo, oggi è diventato più difficile prevedere l’evoluzione dei consumi e la durata dei contratti si sta riducendo.

Quanto al prezzo di vendita del gas, in Algeria come in Italia bocche cucite. Sonatrach è tuttora uno dei più strenui sostenitori dell’indicizzazione al petrolio, ormai abbandonata almeno in parte da tutti gli altri grandi fornitori, compresa la russa Gazprom. Ma in un accordo transitorio che Eni aveva negoziato per l’anno termico 2016-2017 avevano comunque accolto la richiesta di tenere conto anche dell’andamento dei prezzi all’hub italiano del gas, il Psv.

È dunque possibile che qualche concessione sia stata fatta, anche se Sonatrach afferma che quello di ieri è solo un «prolungamento del contratto del 1977», il primo sottoscritto da San Donato.

Comunque sia per l’Eni – il maggiore acquirente italiano di gas algerino (seguito da Enel) – la firma è un successo. «Sono particolarmente soddisfatto degli accordi raggiunti e del livello di partnership strategica con Sonatrach», ha commentato Claudio Descalzi, amministratore delegato dell’Eni, ad Algeri per la cerimonia.

Al suo fianco c’era Rachid Hachichi, messo al timone di Sonatrach meno di un mese fa al posto di Abdelmoumen Ould Kaddour, licenziato nella purga che ha seguito le dimissioni forzate del presidente algerino Abdelaziz Bouteflika.

Hachichi, che prima era a capo dell’Esplorazione e produzione in Sonatrach, era comunque una vecchia conoscenza di Descalzi. E appena due giorni dopo il conferimento dell’incarico di ceo, lo scorso 25 aprile, aveva firmato un memorandum d’intesa che impegnava a un rapido rinnovo del contratto per il gas.

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