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Commerzbank, le possibili fusioni tengono banco all’assemblea degli…

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Servizio |il destino dell’istituto tedesco

Commerzbank, le possibili fusioni tengono banco all’assemblea degli azionisti

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Il ritorno di un dividendo da 20 centesimi per il 2018 confermato come obiettivo per il 2019, costi sotto controllo che scenderanno sotto i 6,8 miliardi quest’anno, target già raggiunti con la clientela privata e corporate in netto aumento e un primo trimestre 2019 che è andato “nella giusta direzione”, a conferma del duro lavoro in corso per aumentare la profittabilità: risultati conseguiti e obiettivi futuri sono stati ribaditi questa mattina dal ceo di Commerzbank Martin Zielke all’assemblea annuale della seconda banca privata tedesca.

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Ma è la fusione tramontata con Deutsche Banke le indiscrezioni sui progetti di aggregazione che sono ancora sul tavolo con altre banche, tra le qualiUnicredit, Ing Groep e Bnp Paribas, che hanno tenuto banco finora all’assemblea degli azionisti di Commerz che si tiene questa mattina a Wiesbaden: tutti si domandano qual è la strategia della banca, se intende rimanere da sola, “stand alone”, se mira a diventare un campione nazionale o internazionale con fusioni tansfrontaliere. Zielke ha solo detto che in autunno la banca dirà di più sulla sua strategia dal 2020 in poi.

La fusione DB-Coba è stata esplorata come opzione per la crescita
Zielke ha prima di tutto difeso i colloqui esplorativi con DB, perché Commerzbank persegue «una strategia mirata alla crescita» e quindi tutte le opzioni che vanno in quella direzione devono essere esplorate. I contatti con Deutsche Bank sono stati definiti come « giusti e importanti» ma la fusione si sarebbe potuta fare solo se avesse risposto a tre decisive domande-obiettivo: 1) raggiungere risultati velocemente; 2) offrire ai clienti servizi migliori 3) creare valore per gli azionisti. E dopo «intensi e corretti» negoziati con DB, è stato chiaro che i costi della ristrutturazione, i rischi di implementazione e i requisiti di capitale sarebbero stati tali da non centrare i tre obiettivi, ha spiegato il ceo.

Criticato il sindacato dei dipendenti che ha bloccato la fusione Commerz-DB
Tra gli azionisti intervenuti in assemblea, è emersa una feroce critica rivolta contro il membro del consiglio di sorveglianza che rappresenta gli interessi dei dipendenti, Stefan Wittmann del sindacato ver.di ( Vereinte Dienstleistungsgesellschaft ver.di). È stato aspramente criticato per aver preso una posizione contraria alla fusione con DB prima ancora che la due diligence fosse stata ultimata: «Si sarebbe dimesso, se l’aggregazione fosse andata avanti», gli è stato chiesto provocatoriamente? Le critiche contro Wittmann hanno rilevato come il membro del Board abbia messo in evidenza (con interviste a giornali e agenzie di stampa internazionali) e anche «ingigantendo» i rischi sui derivati e sulle sofferenze congiunte di “Coba” (Commerzbank) e DB: secondo un azionista questo ha fatto calare il prezzo di Borsa della banca, contro gli interessi della banca stessa.

Altri azionisti, che tra l’altro hanno menzionato la possibilità di una fusione Commerz con Unicredit, hanno posto l’accento sul rischio dell’esposizione al rischio sovrano italiano della seconda banca privata tedesca, sommato a quello della prima banca. Commerzbank, alla fine del primo trimestre 2019, possedeva 8,7 miliardi di titoli di Stato italiani: ma l’esposizione di Commerz e DB congiunta sui titoli di Stato italiani sarebbe stata «molto modesta», ha commentato una portavoce ai margini dell’assemblea.

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