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Moody’s avverte: mini-Bot primo passo verso l’uscita…

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NOTA DELL’AGENZIA DI RATING

Moody’s avverte: mini-Bot primo passo verso l’uscita dall’euro

L’insegna di Moody’s (Ansa)
L’insegna di Moody’s (Ansa)

L'approvazione da parte del Parlamento di una mozione sponsorizzata dalla Lega, che ha chiesto di prendere in considerazione l'emissione dei cosiddetti mini-Bot (Bot di piccolo taglio e senza scadenza) «desta preoccupazioni». È quanto scrive Moody's Investors Service in una nota, sottolineando che «sebbene sia molto improbabile l'emissione di titoli di questo tipo, il fatto che la proposta sia ricomparsa è credit negative», ovvero un fattore negativo sulla valutazione del rating del Paese, tanto più che «come sottolineato dalla Banca d'Italia e dal ministero al Tesoro, ci sono modi più standard» per procedere.

Secondo Moody's, «come già detto in precedenza, l'emissione di mini-Bot sarebbe considerata come un primo passo verso la creazione di una valuta parallela e una mossa preparatoria all'uscita dell'Italia dall'Eurozona».

Sul tema è intevenuto anche il presidente della Bce, Mario Draghi. «I mini-Bot? O sono soldi, quindi una cosa illegale, o sono altro debito e quindi lo stock sale. Non mi sembra che i mercati valutano positivamente questa idea, ma mi fermo qui», ha concluso.

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La scorsa settimana la Camera ha approvato una mozione per incentivare l’uso di questi strumenti, che sono titoli pubblici di piccolo taglio (5, 10, 20, 50 e 100 euro), di aspetto simile alle banconote, con cui lo Stato potrebbe pagare i propri creditori e con cui i cittadini potrebbero pagare lo Stato (tasse, controllate, benzina ai distributori Eni e via dicendo). A differenza dei Bot, non avrebbero scadenza o tassi di interesse.

Mercati più efficaci della procedura Ue
Moody’s ha poi commentato la raccomandazione della Commissione sulla procedura per debito ecessivo nei confronti dell’Italia. Una procedura di infrazione contro l'Italia da parte dell'Unione europea «probabilmente non sarebbe efficace, mentre un deterioramento della fiducia dei mercati avrebbe più probabilmente effetto nel mettere sotto pressione il Governo e spingerlo a rivedere la propria politica». È quanto scrive Moody's in una nota, sottolineando che «la legge di Bilancio 2020 sarà importante per indirizzare l'affidabilità creditizia del Paese».

SCOPRI DI PIÙ / La Commissione raccomanda una procedura per debito nei confronti dell’Italia

Secondo l'agenzia di rating, la reazione dei mercati finanziari è uno strumento «più efficace, come successo lo scorso autunno, quando l'Italia e la Commissione europea si sono scontrati in modo simile sui piani fiscali del Governo», ha detto Kathrin Muehlbronner, senior vice president di Moody's Investors Service. Come si legge nel report, in cui si specifica che la nota è un aggiornamento per i mercati e non include azioni sul rating, la valutazione negativa della Commissione riflette anche le preoccupazioni sui piani fiscali dei prossimi anni, anche alla luce dell'esito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.

Sul deficit previsioni poco credibili
Per quanto riguarda invece gli obiettivi del Governo sul deficit (2,1% del Pil il prossimo anno e 1,8% nel 2021), «chiaramente mancano di credibilità». Le previsioni di Moody's sono per un deficit al 2,6% del Pil quest'anno e al 2,7% il prossimo, mentre quelle della Commissione europea sono ancora più pessimistiche e parlano del 3,5% nel 2020, qualora non ci fossero cambiamenti delle politiche ed escludendo un eventuale aumento dell'Iva. «In questo scenario, prevediamo che il debito pubblico continuerà a salire nei prossimi anni. L'assenza, ad oggi, di una strategia credibile continua a esporre l'Italia a cambiamenti avversi della fiducia degli investitori», scrive Moody's, secondo cui «una reazione avversa dei mercati, soprattutto se molto marcata, potrebbe ulteriormente indebolire la crescita, mettere sotto pressione il sistema bancario ed erodere la solidità fiscale». Proprio per questo motivo, la legge di Bilancio 2020 sarà un momento cruciale per definire la direzione del merito creditizio del Paese.

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